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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Se USA/Israel chiama…..

29.08.08 - Repetita iuvant. Anche perché ci stanno in giro tanti "pensatori" che giocano coi fatti, arrampicandosi sugli specchi della perfida impostura. Tanto per dire, Bernard-Henri Levy ci scrive su un "saggio" (1) nel quale ci illumina sulle nefandezze (passate, presenti e future) dei Russi, sulle atrocità dei Russi e sulla pavidità di questa Europa che non si oppone allo "scempio" manu militari.

E non venitemi a dire "è il solito giudeo guerrafondaio con le vite e i soldi altrui". Perché anche i politici si posizionano "allineati e coperti". Prendete Sarkozy. Aveva ottenuto un vistoso successo inducendo Georgiani e Russi a firmare un "accordo di cessate il fuoco". Avrebbe potuto e dovuto gestirlo facendo ricorso alle armi silenziose della diplomazia. Ha preferito, invece, saltare il fosso, rilasciando pubbliche dichiarazione di "condanna unilaterale" sulla situazione del Caucaso. Prendete la Merkel. Mesi addietro si era dichiarata contraria ad inserire Georgia ed Ucraina nella NATO per via dei contenziosi territoriali che quei due paesi si portavano appresso. Ma, proprio dopo che i suoi timori si concretizzarono in guerra guerreggiata, la Merkel si è messa a caldeggiare l’inserimento di Georgia e dell’Ucraina nella NATO. E’ blasfemia il sospettare che, in questi cambiamenti repentini, i "nonni giudei" abbiano influito nelle loro decisioni?

Posizione chiarissima e per niente ambigua quella del Ministro degli Esteri francese Kouchner. Che tiene più in conto gli interessi degli USA e di Israele che della Francia e dell’Europa. Gli USA ed Israele avevano finanziato un oleodotto che doveva portare gas e petrolio dall’Asia centrale nel Mediterraneo e in Israele. Ed avevano armato la Georgia. Solo che Saakashvili, forte di così pesanti protettori, pensò bene di risolvere certe sue vertenze territoriali con le armi. Ed andò incontro ad un disastro a causa dell’intervento dei Russi. Eccoli dunque, i patrioti giudeocristiani, mobilitati a sostenere "quanto sono cattivi questi Russi!". E Kouchner, patriota anche lui, a proporre "sanzioni contro la Russia". Anche se poi deve correggersi, chiarendo che "le sanzioni non le chiede la Francia e l’Europa". Ma, allora, chi le chiede? Mah! Fortunatamente i Russi dichiarano che non si sognano di interrompere il flusso di gas e di petrolio diretto in Europa. Santa Pazienza: Usa ed Israele devono percorrere altre vie per "esportare la democrazia" e per "accaparrarsi le materie prime".

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Per fortuna a questo mondo ci stiano gli Italiani. A correggere le imposture con massicce dosi di buonsenso. Non siamo forse noi che abbiamo inventato il detto popolare "Franza o Spagna purché se magna"? E che dire del proverbio siciliano "fuiri è vriogna ma è sarvamentu di vita" ("fuggire implica vergogna ma è salvare la vita")? Angelo Panebianco illustra un quadro problematico del nostro traccheggiamento (2).

Intendiamoci: anche Panebianco è "allineato e coperto". Ma lo fa da "italiano" non perché allineato con la "sinagoga". E, allora, il suo dire si fa "possibilista". Rammentate don Abbondio di Manzoni, quando diceva al suo interlocutore "io sto con lui perché più potente, ma starei anche con voi, se diventaste più forte e potente"? Chi getta la maschera è "il solito Berlusconi" che, come al solito, fa il "puttanone che fa il puttaniere" (3). Berlusconi è "amico di Bush" e non lo smentisce. Ma è "anche amico di Putin". E, da italiano lungimirante, conferma la sua amicizia ad entrambi. Volendo significare: io sono amico di tutti. Ma sono soprattutto amico di me stesso. E…. non cacatemi il cazzo.

Berlusconi dovrebbe riguardarsi se vuole "fare l’italiano". In passato ci provarono Moro e Craxi e fecero entrambi una brutta fine. In ogni caso, io gli auguro ogni successo su questa strada.

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1 ) "La Russia sfrontata, la Georgia e il declino del coraggio" in "Corriere della Sera" del 28 agosto 2008, pagina 45;
2 ) "Gli eccessi di prudenza" in "Corriere della Sera" del 29 agosto 2008, pagina 1;
3 ) "Mi darò da fare perché questa crisi non lasci traccia" in "Corriere della Sera" del 29 agosto 2008, pagina 6.

 
 

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