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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Piove sulla "colonia Italya nata dalla resistenza"

03.09.08 - Avevo scritto che nella posizione italiana sulla recente crisi NATO/UE/Russia c’era una novità. E questa mia opinione viene oggi ripresa ed amplificata dal "Corriere della Sera". Segno evidente che a noi mancano i soldi per realizzare grossi progetti editoriali, non certo le idee.

Fabrizio Dragosei c’informa dei pubblici riconoscimenti che i dirigenti russi fanno all’Unione Europea e, in particolare, a Berlusconi (1). Mentre analoga posizione di Schröder suscita in Germania vivaci discussioni (2). Ad ogni buon conto, Massimo Franco ci anticipa: "Adesso diventa interessante la visita che il vicepresidente USA, Dick Cheney, farà in Italia a partire dal 5 settembre" (3).

Scrive Massimo Franco: "E’ uno schema che difficilmente gli Stati Uniti possono avallare; e che probabilmente divide i paesi europei. Insomma, per Palazzo Chigi i complimenti del presidente russo potrebbero rivelarsi un problema" (3). Francamente, io non vedo il problema. Forse che, nel 1943, il Governo Badoglio non rassicurava i Tedeschi che "la guerra continua" e, contestualmente, avviava trattative con gli Alleati? E non venitemi a dire: "sono stati il Re e Badoglio". Perché dal 1945 celebriamo quegli avvenimenti come la "rinascita della Patria". Come se la guerra l’avessimo vinto noi Italyani.

Del resto, a voler fare gli schizzinosi, altro problema nascerebbe dal recente accordo tra Italia e Libia. Nel trattato è stato scritto: "Nel rispetto dei principi della legalità internazionale l’Italia non userà e non permetterà di usare il suo territorio per ogni aggressione verso la Libia" (4). Su questo c’è una "precisazione" del Governo ed una richiesta dell’opposizione di "riferire alle Camere". Anche in questo caso io non vedo problema alcuno. Anzi osservo che taluni sono e si fanno più "yankees degli Yankees". E, difatti, gli USA annunciano una visita di Condoleezza Rice a Tripoli con queste parole: "Una visita storica che apre un nuovo capitolo dei rapporti tra Stati Uniti e Libia" (4). Mi chiedo e chiedo: gli USA possono aprire con la Libia un nuovo capitolo dei rapporti e l’Italia non può? Siamo servi fino a questo punto?

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Su questo problema registro la posizione di Daniel Pipes che il "Corriere" descrive come partecipe di molti circoli yankees. Io sintetizzo: Pipes è un giudeo che pesa molto sull’opinione pubblica americana, sostenitore accanito della posizione bellicista degli USA. Dove batta il suo cuore lo ammette lui stesso che, a domanda ("Lei è filoisraeliano. Israele ne andrebbe di mezzo?"), risponde: "Si, anche se in misura modesta, perché un’Europa sulla difensiva avrebbe meno potere in Medio Oriente, avrebbe minore presa sui Paesi arabi, lasciando più spazio al radicalismo islamico".

Lascio l’ebreo Perle a perorare la "Santa Causa di Israele" e passo ai "sionisti" di casa nostra (6). Un lungo elenco: Casini, Orlando, Nirenstein, Guzzanti ed altri. Suscitano meraviglia certe dichiarazioni del "moderato" Casini: "L’Italia non può fare l’avvocato difensore di Putin. E’ una scelta vantaggiosa oggi e magari anche domani. Ma che prima o poi pagheremo con gli interessi" (6). Chissà, forse era meglio fare la guerra alla Russia. Ci avremmo rimesso oggi e domani. Ma avremmo dato una mano agli ideali giudeocristiani. Coi quali ideali non si mangia, ma sui quali ideali molti ci speculano. Anche vistosamente.

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1) "Medvedev, grazie Italia. Posizione equilibrata" in "Corriere della Sera" del 3 settembre 2008, pagina 15;
2) "Tutti stanchi di Schröder: troppo amico dei russi" in "Corriere della Sera" del 3 settembre, pagina 15;
3) "Quell’Elogio da Mosca" in "Corriere della Sera" del 3 settembre 2008, pagina 1;
4) "Gheddafi spiazza l’Italia sulle basi negate agli USA" in "Corriere della Sera" del 3 settembre 2008, pagina 2;
5) "Indebolite NATO e UE. E’ un brutto precedente" in "Corriere della Sera" del 3 settembre 2008, pagina 2;
6) "Il partito filo georgiano rilancia: sbagliato cedere al Cremlino" in "Corriere della Sera" del 3 settembre 2008, pagina 15.

 
 

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