Piove
sulla "colonia Italya
nata dalla resistenza"
03.09.08
- Avevo scritto che nella
posizione italiana sulla recente
crisi NATO/UE/Russia cera
una novità. E questa
mia opinione viene oggi ripresa
ed amplificata dal "Corriere
della Sera". Segno
evidente che a noi mancano
i soldi per realizzare grossi
progetti editoriali, non certo
le idee.
Fabrizio Dragosei cinforma
dei pubblici riconoscimenti
che i dirigenti russi fanno
allUnione Europea e,
in particolare, a Berlusconi
(1). Mentre analoga posizione
di Schröder suscita in
Germania vivaci discussioni
(2). Ad ogni buon conto, Massimo
Franco ci anticipa: "Adesso
diventa interessante la visita
che il vicepresidente USA,
Dick Cheney, farà in
Italia a partire dal 5 settembre" (3).
Scrive
Massimo Franco: "E uno schema che difficilmente
gli Stati Uniti possono avallare;
e che probabilmente divide
i paesi europei. Insomma,
per Palazzo Chigi i complimenti
del presidente russo potrebbero
rivelarsi un problema" (3). Francamente, io non vedo
il problema. Forse che, nel
1943, il Governo Badoglio
non rassicurava i Tedeschi
che "la guerra
continua" e,
contestualmente, avviava trattative
con gli Alleati? E non venitemi
a dire: "sono stati
il Re e Badoglio".
Perché dal 1945 celebriamo
quegli avvenimenti come la "rinascita della Patria".
Come se la guerra lavessimo
vinto noi Italyani.
Del
resto, a voler fare gli schizzinosi,
altro problema nascerebbe
dal recente accordo tra Italia
e Libia. Nel trattato è stato scritto: "Nel
rispetto dei principi della
legalità internazionale
lItalia non userà
e non permetterà di
usare il suo territorio per
ogni aggressione verso la
Libia" (4). Su
questo cè una "precisazione"
del Governo ed una richiesta
dellopposizione di "riferire
alle Camere".
Anche in questo caso io non
vedo problema alcuno. Anzi
osservo che taluni sono e
si fanno più "yankees
degli Yankees". E,
difatti, gli USA annunciano
una visita di Condoleezza
Rice a Tripoli con queste
parole: "Una visita
storica che apre un nuovo
capitolo dei rapporti tra
Stati Uniti e Libia" (4). Mi chiedo e chiedo: gli
USA possono aprire con la
Libia un nuovo capitolo dei
rapporti e lItalia non
può? Siamo servi fino
a questo punto?
***
Su
questo problema registro la
posizione di Daniel Pipes che il "Corriere" descrive come partecipe di
molti circoli yankees. Io
sintetizzo: Pipes è
un giudeo che pesa molto sullopinione
pubblica americana, sostenitore
accanito della posizione bellicista
degli USA. Dove batta
il suo cuore lo ammette lui
stesso che, a domanda ("Lei è filoisraeliano. Israele
ne andrebbe di mezzo?"),
risponde: "Si,
anche se in misura modesta,
perché unEuropa
sulla difensiva avrebbe meno
potere in Medio Oriente, avrebbe
minore presa sui Paesi arabi,
lasciando più spazio
al radicalismo islamico".
Lascio
lebreo Perle a perorare la "Santa
Causa di Israele" e passo ai "sionisti" di casa nostra (6). Un lungo
elenco: Casini, Orlando, Nirenstein,
Guzzanti ed altri. Suscitano
meraviglia certe dichiarazioni
del "moderato" Casini: "LItalia
non può fare lavvocato
difensore di Putin. E una scelta vantaggiosa oggi
e magari anche domani. Ma
che prima o poi pagheremo
con gli interessi"
(6). Chissà, forse
era meglio fare la guerra
alla Russia. Ci avremmo
rimesso oggi e domani. Ma
avremmo dato una mano agli
ideali giudeocristiani. Coi
quali ideali non si mangia,
ma sui quali ideali molti
ci speculano. Anche vistosamente.
***************************
1) "Medvedev,
grazie Italia. Posizione equilibrata" in "Corriere della
Sera" del 3 settembre
2008, pagina 15;
2) "Tutti stanchi
di Schröder: troppo amico
dei russi" in "Corriere della Sera" del 3 settembre, pagina 15;
3) "QuellElogio
da Mosca" in "Corriere della Sera" del 3 settembre 2008, pagina
1;
4) "Gheddafi spiazza
lItalia sulle basi negate
agli USA" in "Corriere della Sera" del 3 settembre 2008, pagina
2;
5) "Indebolite
NATO e UE. E un brutto
precedente" in "Corriere della Sera" del 3 settembre 2008, pagina
2;
6) "Il partito
filo georgiano rilancia: sbagliato
cedere al Cremlino" in "Corriere della
Sera" del 3 settembre
2008, pagina 15.