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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Italyani: "liberi" oppure "liberati"?

04.09.08 - Recentemente Berlusconi ha chiuso una lunga vertenza che ci opponeva alla Libia, firmando un accordo, che si spera, sia defnitivo. In detto accordo è stato inserito un articolo che recita: "Nel rispetto dei principi della legalità internazionale l’Italia non userà e non permetterà di usare il suo territorio per ogni aggressione verso la Libia" (1). E su questo articolo si accende il dibattito. Con il Governo che "chiarisce e precisa" e con l’opposizione che chiede che "il Governo riferisca alle Camere".

Si badi: ci siamo in giro dei "beceri fascisti" che sosteniamo che "l’Italia, occupata nel 1945, è diventata una colonia degli USA". E chiediamo che "l’Italia esca dalla NATO per riprentersi l’indipendenza e la sovranità". Per quanto io sappia, al Governo e nelle Camere non ci sono dei "beceri fascisti" ma dei "democratici da 24 carati". Tutti devoti di Jahvé e fedeli al partito "americano sionista". E, allora, la logica di quella discussione mi sfugge.

Anche perché Condoleezza Rice, Segretario di Stato degli USA, si sta recando a Tripoli per concludere degli accordi Con la Libia. Ora, ve lo immagginate un accordo nel quale non sta scritto "ci impegniamo a non farci la guerra"? A me pare che quella clausola di "non farsi la guerra" sia implicita, anche se non scritta espressamente.

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Per meglio chiarire "mi sfuggiva" fintantochè non ho letto il "Corriere" del 4 settembre 2008 (2). Ivo Caizzi ci rassicura: alla NATO dichiarano: "l’Italia continuerà a rispettare i trattati internazionali" (2). Respiro sollevato: USA ed Italia siamo sullo stesso piano. Si sottoscrivono dei trattati, tutti ispirati alla logica del "rebus stantibus". Se cambiano le cose, si denunciano i trattati.

Continuo la lettura: "Dagli ambienti militari di Bruxelles è trapelato che rientra effettivamente nella sovranità nazionale negare l’uso del proprio territorio per azioni militari, quando non se ne condividono le motivazioni". Ed argomento: l’Italia ha sottoscritto il Trattato della NATO. Recentemente ha sottoscritto un Trattato con la Libia. Al momento nessuna nube all’orizzonte ma, nel caso improbabile di una crisi, l’Italia dovrebbe scegliere se denunciare il Trattato stipulato con la NATO oppure il Trattato stipulato con la Libia. Questa facoltà di scelta rientra tra le nostre prerogative sovrane.

Sventuratamente l’articolista continua: "Ma in pratica si aprirebbero seri problemi politici se un membro della NATO rifiutasse la collaborazione richiesta. Riguardo agli Stati Uniti viene considerato ancora più problematico opporsi". E allora mi chiedo se tutti quei pagliacci che ogni anno, il 25 Aprile, si "vestono alla pulcinella" per sostenere che, nel 1945, l’Italia è stata liberata, leggono oppure non leggono il "Corriere della Sera". Nel quale si dice espressamente che "noi Italyani non siamo liberi ma liberati". A me non resta che affermare quanto detto svariate volte:

Fuori la NATO dall’Italia, Fuori l’Italia dalla NATO.

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1) "Gheddafi spiazza l’Italia sulle basi negate agli USA" in "Corriere della Sera" del 3 settembre 2008, pagina 2;
2) "NATO sicura: Roma rispetta i trattati" in "Corriere della Sera" del 4 settembre 2008, pagina 16.


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----- Original Message -----
From: furio.bassanelli@libero.it
To: amatoantonino
Sent: Thursday, September 04, 2008 2:17 PM
Subject: Re:Italyani: liberi oppure liberati?


Caro Antonino,

a proposito del "danni coloniali" italiani alla Libia; ma può questo paese africano considerarsi "colonia" almeno per quanto riguarda il periodo fascista? Forse per il periodo precedente sì, ma il Fascismo non fece della Libia la "quarta sponda d'Italia"? e non fece TUTTI i libici cittadini italiani? E allora? Di quale colonia parliamo?
Ma non sarà che gli italiani, come o forse peggio dei tedeschi verso Israele, credono di dover pagare per tutti i secoli dei secoli chiunque abbia avuto un fascista a passeggio sul suo suolo, magari per aver colà costruito strade e ponti e acquedotti e case per i locali?

Furio Bassanelli

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Caro Furio,

io condivido le tue argomentazioni. Ma appartengono ad un mondo che non c'è più. Resta il problema dei profughi, ma sarebbe stato dovere dello Stato risarcire certi suoi figli sfortunati. Purtroppo la "Patria" non c'è più.

Resta la "itala gente", confusa e frastornata. Alla quale bisogna parlare dei problemi di oggi. Ed oggi è importante che noi si importi il gas e il petrolio della Libia, pagando con prodotti industriali. Molti di coloro che hanno gridato contro l'accordo gridano perché non gradiscono che l'Italia torni in Libia, seppure in forma diversa. Perché privilegiano gli interessi americani e sionisti.

Ed è sui nostri interessi di oggi che dobbiamo battere, se vogliamo tornare a pesare. I problemi di ieri restano nei nostri cuori. Almeno quelli che hanno un cuore.


Ciao, Antonino

 
 

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