Italyani:
"liberi"
oppure "liberati"?
04.09.08
- Recentemente Berlusconi
ha chiuso una lunga vertenza
che ci opponeva alla Libia,
firmando un accordo, che si
spera, sia defnitivo. In detto
accordo è stato inserito
un articolo che recita: "Nel
rispetto dei principi della
legalità internazionale
lItalia non userà
e non permetterà di
usare il suo territorio per
ogni aggressione verso la
Libia" (1). E
su questo articolo si accende
il dibattito. Con il Governo
che "chiarisce
e precisa" e
con lopposizione che
chiede che "il
Governo riferisca alle Camere".
Si badi: ci siamo in giro
dei "beceri fascisti" che sosteniamo che "lItalia,
occupata nel 1945, è diventata una colonia degli
USA". E chiediamo
che "lItalia
esca dalla NATO per riprentersi
lindipendenza e la sovranità".
Per quanto io sappia, al Governo
e nelle Camere non ci sono
dei "beceri fascisti" ma dei "democratici
da 24 carati". Tutti
devoti di Jahvé e fedeli
al partito "americano
sionista". E, allora,
la logica di quella discussione
mi sfugge.
Anche
perché Condoleezza
Rice, Segretario di Stato
degli USA, si sta recando
a Tripoli per concludere degli
accordi Con la Libia. Ora,
ve lo immagginate un accordo
nel quale non sta scritto "ci impegniamo
a non farci la guerra"?
A me pare che quella clausola
di "non farsi la
guerra" sia implicita,
anche se non scritta espressamente.
***
Per
meglio chiarire "mi
sfuggiva" fintantochè non ho letto il "Corriere" del 4 settembre 2008 (2).
Ivo Caizzi ci rassicura: alla
NATO dichiarano: "lItalia
continuerà a rispettare
i trattati internazionali" (2). Respiro sollevato: USA
ed Italia siamo sullo stesso
piano. Si sottoscrivono dei
trattati, tutti ispirati alla
logica del "rebus
stantibus". Se cambiano
le cose, si denunciano i trattati.
Continuo
la lettura: "Dagli
ambienti militari di Bruxelles è trapelato che rientra
effettivamente nella sovranità
nazionale negare luso
del proprio territorio per
azioni militari, quando non
se ne condividono le motivazioni".
Ed argomento: lItalia
ha sottoscritto il Trattato
della NATO. Recentemente ha
sottoscritto un Trattato con
la Libia. Al momento nessuna
nube allorizzonte ma,
nel caso improbabile di una
crisi, lItalia dovrebbe
scegliere se denunciare il
Trattato stipulato con la
NATO oppure il Trattato stipulato
con la Libia. Questa facoltà di scelta rientra tra le nostre
prerogative sovrane.
Sventuratamente
larticolista continua: "Ma in pratica
si aprirebbero seri problemi
politici se un membro della
NATO rifiutasse la collaborazione
richiesta. Riguardo agli Stati
Uniti viene considerato ancora
più problematico opporsi".
E allora mi chiedo se tutti
quei pagliacci che ogni anno,
il 25 Aprile, si "vestono
alla pulcinella"
per sostenere che, nel 1945,
lItalia è stata
liberata, leggono oppure non
leggono il "Corriere
della Sera". Nel
quale si dice espressamente
che "noi Italyani
non siamo liberi ma liberati".
A me non resta che affermare
quanto detto svariate volte:
Fuori
la NATO dallItalia,
Fuori lItalia dalla
NATO.
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1) "Gheddafi
spiazza lItalia sulle
basi negate agli USA"
in "Corriere della
Sera" del 3 settembre
2008, pagina 2;
2) "NATO sicura:
Roma rispetta i trattati"
in "Corriere della
Sera" del 4 settembre
2008, pagina 16.
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Original Message -----
From: furio.bassanelli@libero.it
To: amatoantonino
Sent: Thursday, September
04, 2008 2:17 PM
Subject: Re:Italyani: liberi
oppure liberati?
Caro Antonino,
a proposito del "danni
coloniali" italiani
alla Libia; ma può
questo paese africano considerarsi
"colonia"
almeno per quanto riguarda
il periodo fascista? Forse
per il periodo precedente
sì, ma il Fascismo
non fece della Libia la "quarta
sponda d'Italia"?
e non fece TUTTI i libici
cittadini italiani? E allora?
Di quale colonia parliamo?
Ma non sarà che gli
italiani, come o forse peggio
dei tedeschi verso Israele,
credono di dover pagare per
tutti i secoli dei secoli
chiunque abbia avuto un fascista
a passeggio sul suo suolo,
magari per aver colà
costruito strade e ponti e
acquedotti e case per i locali?
Furio
Bassanelli
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Caro
Furio,
io condivido le tue argomentazioni.
Ma appartengono ad un mondo
che non c'è più.
Resta il problema dei profughi,
ma sarebbe stato dovere dello
Stato risarcire certi suoi
figli sfortunati. Purtroppo
la "Patria"
non c'è più.
Resta la "itala gente",
confusa e frastornata. Alla
quale bisogna parlare dei
problemi di oggi. Ed oggi
è importante che noi
si importi il gas e il petrolio
della Libia, pagando con prodotti
industriali. Molti di coloro
che hanno gridato contro l'accordo
gridano perché non
gradiscono che l'Italia torni
in Libia, seppure in forma
diversa. Perché privilegiano
gli interessi americani e
sionisti.
Ed è sui nostri
interessi di oggi che dobbiamo
battere, se vogliamo tornare
a pesare. I problemi di
ieri restano nei nostri cuori.
Almeno quelli che hanno un
cuore.
Ciao, Antonino