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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Fatti & Commenti

07.09.08 - Nelle scuole di giornalismo si raccomanda: scindere i “fatti” dai “commenti”. In modo che i lettori siano aiutati a farsi, degli avvenimenti, una loro opinione. E il “Corriere della Sera” si attiene scrupolosamente ai dettami del migliore giornalismo. Nel senso che i “fatti” vanno in una direzione, ma i “commenti” vanno nella direzione opposta.

Tanto per dire, oggi, 7 settembre 2008, il “Corriere” pubblica in prima pagina un titolo “Missione UE in Georgia”, preceduto da un cappelletto che recita testualmente: “Berlusconi al premier russo: attuare il piano Sarkozy. Cheney in Italia attacca Mosca” (1). I “fatti” vengono ripresi a pagina 2 con il titolo: “Crisi in Georgia. L’Unione dice sì alla missione”. Bisogna, in ogni caso, leggere l’articolo per apprendere che la Russia “consente” all’invio di “osservatori internazionali” e che pone una sola condizione: “confermare in modo chiaro l’impegno di non uso della forza contro le popolazioni indipendentiste di origine russa nell’Ossezia del Sud e in Abkazia” (1).

Parrebbe, dunque, che in questa vicenda ci sia, da parte russa, una notevole dose di “buona volontà”. Ma a dissipare questa impressione provvede Frattini (il Ministro “italiano” degli Esteri) che “ha reso nota una telefonata del premier Silvio Berlusconi con Vladimir Putin per invitare il Cremino a rispettare tutti i sei punti dell’accordo, che includono il ritiro delle truppe russe dal territorio georgiano” (1). Insomma: niente “buona volontà” russa, ma “fermezza” da parte “occidentale”, in particolare di Silvio Berlusconi. E, ad evitare che qualche sprovveduto insista a pensare ad una disponibilità russa, il Ministro “italiano” preannuncia “un colloquio sulla Georgia oggi a Cernobbio con il vicepresidente USA Dick Cheney, che ha accusato il Cremino di aver compromesso i rapporti con la Casa Bianca invadendo il territorio georgiano” (1).

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Scritto questo, ed avendo ripetutamente violentato la signorina Verità, non si poteva non concludere con la “disinteressata” opinione di Cheney, noto mercante armi. Il quale Cheney dichiara che “i dirigenti russi sono inaffidabili” e che hanno “compromesso i rapporti con la Casa Bianca invadendo il territorio georgiano”. Insomma: i mercanti d’armi avevano deciso per una lunga campagna militare e per la vittoria della Georgia. I Russi, vincendo sul terreno e fermando le loro armate vittoriose, hanno deluso Cheney e tutti coloro che dalle guerre traggono profitto. Seguono altri commenti più o meno autorevoli. E’ la volta di Imre Kertész, che ha il merito di essere uno scampato della Shoah. E, pertanto, autorizzato a vomitare un mucchio di scemenze (2). Segue Monti ed altri (3).

Su questi problemi avevo già espresso la mia opinione, ma conviene ripeterla. I “diritti umani” sono violati in molti paesi, in particolare in Cina. Ad un punto tale che molti opinionisti avevano proposto: “boicottiamo i giochi olimpici di Pechino”. I politici risposero in coro: “non se ne parli nemmeno. Si tratta di due cose distinte”. Stranizza, pertanto che gli stessi politici, che escludono categoricamente un congelamento dei rapporti con la Cina, propongano delle sanzioni contro la Russia. Forse non si avvedono che eventuali sanzioni danneggerebbero l’Europa più della Russia. Forse se ne avvedono; ma gridando contro la Russia, vogliono colpire l’Europa.

In questo contesto, gli “statisti europei” hanno avuto un “conato d’indipendenza” solo sul problema delle sanzioni; ma per il resto seguono, come tanti pecoroni, il copione d’impostura scritto dagli USA. Del resto costoro, tutti costoro, appartengono al “partito americano sionista”. E, pertanto, la loro fedeltà va ad USA/Israel.

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(1) “Missione UE in Georgia” in “Corriere della Sera” del 7 settembre 2008, pagina 1;
(2) “Europa svegliati: la Russia è ancora un pericolo” in “Corriere della Sera” del 7 settembre 2008, pagina 2;
(3) “Monti: su Mosca ci siamo illusi. Ma l’UE allargata oggi è più sicura” in “Corriere della Sera” del 7 settembre 2008, pagina 3.

 
 

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