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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Vescovi” oppure “Rabbini”?

13.09.08 - Leggo che “Avvenire”, organo della Conferenza Episcopale Italiana, critica pesantemente le recenti dichiarazioni di Alemanno e La Russa, colonnelli di AN. L’articolo (“L’errore che non va fatto perché lambisce le coscienze”) è di Sergio Soave (1). E critica pesantemente Alemanno (per avere dichiarato che “le leggi razziali sono il male assoluto, non il fascismo”) e La Russa (per avere dichiarato che “anche chi combatté nella RSI era in buonafede”).

Alemanno e La Russa sono quelli che sono (basti dire: colonnelli di AN). Anche il Fascismo fu quello che fu, con le sue molte luci e le sue poche ombre. E, perché non si pensi che io eluda la “questione”, accenno che io mi riconosco nelle posizioni di Evola, che, a nazifascismo trionfante, criticò aspramente le “leggi razziali” italiane e tedesche. Cosa che non fece Pio XII. Almeno ufficialmente e pubblicamente.

Mi soffermo, in questa sede, sulla “dottrina della Chiesa”. Ed osservo che, a mio modestissimo parere, detta dottrina ha subito dei mutamenti che ne snaturano il “messaggio”. A me, difatti, era stato insegnato che “prima c’era Dio”. E che Dio, un certo giorno, creò gli Angeli, alcuni dei quali si ribellarono alla sua autorità e diventarono “diavoli”. Poi, alla fine, Dio creò l’uomo. L’uomo, pertanto, è un “essere imperfetto”, limitato sia nel “bene” che nel “male”. Conforta questo mio convincimento Sant’Agostino, Padre della Chiesa: “il male è carenza del bene”.

Ecco: io ero convinto che il “male” era soggetto a Dio, entità da Dio creata e a Lui inferiore. L’uomo poi è un misero essere che ogni giorno deve scegliere tra “bene” e “male”, ma sempre in misura limitata ed imperfetta. In altre parole: solo DIO è ASSOLUTO, il male non può essere assoluto.

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Se le cose stanno così, Alemanno e La Russa non avrebbero tutti i torti. Anche se costoro peccano in “coerenza”. E meraviglia molto che “Avvenire”, organo della CEI, li sottoponga a critiche ferocissime. Anziché difenderne le motivazioni di fondo: in natura non esiste il male assoluto; coloro che indossano una divisa vanno giudicati dalle loro azioni, non certo dalle uniformi che indossano. Salvo che…..

Salvo che, di questi tempi nei quali la “materia” trionfa sullo “spirito”, Santa Romana Chiesa non attinga, in fatto di dottrina, alla politica e alle sue miserie. Saremmo, dunque, diventati tutti dei “miserabili”? Grassi ed obesi nella carne, ma miserabili nello spirito? Io, per me, me ne tiro fuori.

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(1) “Da Alemanno e La Russa parole irritanti” in “Corriere della Sera” del 13 settembre 2008, pagina 11.

 
 

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