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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

2 (due) “Giudei d’assalto”

08.10.08 - Io non mi sogno di sostenere che i Giudei (tutti i Giudei) fanno “Lobby”, convinto come sono che ogni uomo è un mondo a se, un mondo non catalogabile ed irripetibile. Devo però prendere atto che taluni Giudei fanno di tutto per rendere credibile l’ipotesi della “Lobby”. Vediamone qualche esemplare.

1. Bill Elmott, un giudeo che induce a piangere

Bill Elmott è un “grande pensatore”. E il “Corriere della Sera”, diretto dal giudeo Paolo Mieli, ne riporta i pensieri dandogli il giusto e meritato rilievo.

Quali sono i “grandi pensieri” del “grande pensatore”? E’ presto detto, dandogli la parola. Bill Elmott si domanda: “Ma non doveva essere, questa, una crisi americana, scatenata dai mutui subprime americani e dal capitalismo yankee? Allora perché le banche europee sembrano soffrire più della loro controparte statunitense ? (1).

A domanda, Bill Elmott si risponde: “Le perdite delle banche europee sono da addebitare al massiccio acquisto di derivati sui mercati americani. Esse hanno altresì in proprio un certo numero di derivati, ma la maggior parte proveniva da oltreoceano. Allora, possiamo ancora gettare la colpa sugli Stati Uniti? Tanto per cominciare, le banche europee non erano costrette all’acquisto, e coloro che esercitavano i controlli potevano anche impedir loro di accumulare riserve così ingenti. Ma lo hanno fatto perché lo ritenevano redditizio” (1).

Un “cretino” risponderebbe: “Eccellentissimo, nel 1945 gli USA hanno liberato l’Europa. E, da allora, noi Europei viviamo in regime di democrazia. Nel senso che gli USA comandano e noi ubbidiamo. Vero è che i nostri banchieri si sono presi la “mondezza dei derivati”. Ma è anche vero che i banchieri della Banca Centrale Europea recentemente hanno portato i tassi d’interesse dal 4% al 4,25%, mentre la Federal Reserve abbassava i propri tassi al 2%. Con la conseguenza che “l’economia yankee tirava” mentre “l’economia europea languiva”. Altro particolare: perfino lo scemo del villaggio sa che gli USA hanno invaso l’Afganistan perché la UNOCAL (multinazionale statunitense) ci faccia passare i suoi oleodotti. E, cionondimeno, i politici europei hanno inviato e mantengono in Afganistan un gran numero di soldati per ”aiutare gli Yankees ad esportare la democrazia”. Siamo dissennati noi Europei? No, Eccellenza, siamo liberati”.

Sarebbe il classico discorso di un cretino che Bill Elmott e Paolo Mieli, intelligenti come sono, non degnerebbero di alcuna considerazione.


1. Shera Yshuv Cohen, un rabbino che invita a sorridere

Da alcuni decenni “Santa Romana Chiesa” si è aperta al mondo ed alle sue imposture. A volte va bene, con duemila anni di politica alle spalle. Qualche volta, invece, sulle paffute e rosee guance piovono schiaffoni. Sentite questa e rideteci su, anche se con qualche punta di amarezza. Benedetto XVI organizza a Roma il Sinodo ed invita i Giudei che, notoriamente, sono i “fratelli maggiori”. Tanto che noi da “cristiani” siamo diventati “giudeocristiani”.

Interviene un rabbino proveniente da Haifa. Che entra nella sala “tenendo sottobraccio Benedetto XVI” e parla per primo (2). E contraccambia gentilezze con gentilezze. Era stato invitato, accompagnato sottobraccio da Benedetto XVI ed invitato a parlare per primo? E il rabbino contraccambia, sconvolgendo i lavori e parlando dell’Iran e del “dovere dei giudeocristiani di difendere Israele” (2). Delle “cose di Dio” si parlerà un’altra volta. E, tanto per non lasciare equivoci, conclude: “Il mio essere con voi in quest’aula mi fa sentire che possiamo aspettarci il vostro aiuto” (2).

Ad ulteriore chiarimento, dichiara alla stampa: “Il messaggio che ho rivolto nell’aula aveva un doppio significato: di denuncia delle odierne minacce e di segnalazione del nostro scontento per i tentativi che si conducono all’interno della Chiesa cattolica al fine di dimenticare quel triste capitolo della vita di un grande Papa, che sentiamo di non poter perdonare e che non può essere perdonato” (2).

Potreste concludere: questo rabbino è un gran maleducato. Ed avreste torto. Perché rabbi Shera Yshuv Cohen è “un giudeo che fa il giudeo”. E che non si sogna di diventare giudeocristiano. Sono i nostri pasciuti prelati che da cattolici si sono fatti giudeocristiani. E allora, se non bastano le due guance, porgano le natiche. Mai ceffoni furono così sacrosanti. Shalom!

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(1) “Il Costo di un’Europa che si Muove senza Unità” in “Corriere della Sera” del 7 ottobre 2008, pagina 1;

(2) “Pio XII non va beatificato. Il rabbino scuote il Sinodo” in “Corriere della Sera” del 7 ottobre 2008, pagina 29.

 
 

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