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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

“Antifascismo” & “Fareseismo”

12.10.08 - Io non mi sogno di sostenere che “il Fascismo fu immune da colpe”. E, cionondimeno, mi nasce il crudele sospetto che dietro tanti “bla, bla, bla” di politici ed intellettuali ci sia la rozza affermazione di Brenno: “Guai ai vinti”. Ecco: il Fascismo, come tutte le vicende umane, ha le sue luci e le sue ombre. Ma, molti di coloro che lo accusano e lo condannano, si regolano calpestando tutte le regole del buonsenso, della buonafede e della correttezza intellettuale. Prendete il “Processo di Norimberga”, nel quale i capi superstiti del Nazismo furono giudicati e condannati a morte. “Per crimini di guerra”, si disse. Ma poi abbiamo visto i bombardamenti a tappeto sul Vietnam. E Jugoslavia, Afganistan ed Iraq irrorati di “uranio arricchito”. E nessuno va a finire sotto processo. Assistiamo anzi a tanti solerti funzionari di “Tribunali internazionali” che perseguono con accanimento i “criminali jugoslavi” ma si guardano bene dal chiamare in giudizio i “criminali yankees”.

Mi si potrebbe obiettare: la Jugoslavia è stata smembrata e i Serbi hanno avuto la peggio, mentre gli USA sono (e restano) una potenza mondiale. Ne convengo. Ma spero converrete che tutto questo è un “teatrino ipocrita”.

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Leggo oggi la recensione del libro “La difesa della razza”, che contiene uno “studio” della omonima rivista pubblicata negli anni 1938/43 (1). Non ho letto il libro, ma dai pochi brani riportati da Massimo Lomonaco che ha scritto la recensione, traggo l’impressione che Francesco Cassata (autore del libro) e Massimo Lomonaco (autore della recensione) scrivano a senso unico. Così come comanda il padrone.

Vogliamo parlarne assieme? E, allora, inquadriamo i fatti nel “contesto”. Chiunque abbia letto qualcosa sul “razzismo” sa che questo è nato in Francia (De Gobineau) e in Inghilterra (Chamberlain). Ed anche gli USA ne sanno qualcosa in fatto di “supremazia razziale”. Non si spiegherebbe diversamente il genocidio di 20 milione di Pellerossa (razza barbara) e l’importazione di 4 milioni di schiavi neri (razza servile). Eppure, a sentire certi “studiosi” sembra che il “razzismo” sia stato un fenomeno meramente ”nazista” e “fascista”. E dire che negli USA dal 1960 ai nostri giorni i negri lottano per la “uguaglianza”. E tanti analisti scrivono che “Obama ha qualche difficoltà a vincere le presidenziali per il fatto che è un afroamericano”.

E che dire del “sionismo”? E della cacciata di 800.000 Palestinesi per dare “spazio agli Ebrei”? E del rifiuto di riprendersi in Israele i “cacciati del 1948” per tenere mantenere il “carattere ebraico” di Israele? E delle leggi speciali, vigenti in Israele volte a privilegiare gli Ebrei sui Palestinesi?

A me pare che, ad affrontare “problema razzismo”, non si dovrebbe trascurare che questa è una “malapianta” che cresce in troppi giardini. E che il detto “Fascismo equivale a male assoluto per via delle leggi razziali” è una scemenza che non sta né in cielo né in terra. E’ uno sconcio che di questa scemenza si facciano portavoce certe “autorità” di questa Repubblica delle Banane. Ma lo sconcio è doppio se gli intellettuali dovessero ripetere questa scemenza come “pappagalli ammaestrati”.

Solo che chi imbandisce la mangiatoia comanda che si ripeta la lezioncina scema. E, allora, molti si acconciano a recitare a comando. Si deve pur convenire: buscarsi la vita è una fatica improba. E il lavoro nei campi costa fatica e rende poco. Meglio imprecare contro il Fascismo. Almeno finché il padrone americano e sionista fornirà la biada.

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(1) “Gli antisemiti della penna” in “LA SICILIA” del 12 ottobre 2008, pagina 29.

 
 

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