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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

I misteri di Jahvé

16.10.08 - Confesso, a scanso di equivoci, che io sono un “vecchio cinico”. E, cionondimeno, nutro profonda ammirazione per la “fede” altrui. Convengo che la “fede”, in campo religioso, è una gran bella cosa, meritevole di rispetto. Ma sostengo che la fede, in politica, porta al disastro degli sprovveduti e all’ arricchimento dei soliti “sacerdoti” dei “sacri misteri”.

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Prendete il “libero mercato” e i suoi sacerdoti. E’ fuori discussione che qualsiasi “singolo”, nel lavorare a proprio beneficio, mette una cura particolare. E che, per aumentare la sua “proprietà”, è disposto a fare qualsiasi sacrificio. Convengo, dunque, che la proprietà è una manifestazione della personalità umana ed una garanzia per il singolo e per la sua famiglia. E, come tale, va custodita e garantita dallo Stato. Si, ma lo “Stato”, quale “organizzazione di un certo popolo su un determinato territorio”, se deve fissare delle “regole” per custodire il singolo e la sua proprietà, deve anche fissare delle “regole” in modo che un qualche rapace non derubi la collettività.

Solo che questo mio pensiero si scontra con molti illustri pensatori, i quali trovano giusto che lo Stato protegga i singoli e le loro proprietà, ma trovano disdicevole che lo Stato emani delle regole per proteggere la collettività da qualche rapace. “Libero mercato” lo chiamano. E poi spunta fuori che lo gestiscono i rapaci.

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Che dire delle “organizzazioni europee”? Felice il proposito di “mettere assieme le risorse per evitare altre guerre tra Europei”. Ma che, dopo tanti anni, ci stiano tante “commissioni” che nessuno ha eletto mi risulta alquanto strano. Che si tratti di una “cupola”? E, se di cupola si tratta, agisce in proprio oppure a favore di “poteri” che stanno dietro le quinte?

Prendete la Banca Centrale Europea. Da anni i banchieri che la gestiscono (banchieri che nessuno ha eletto ma che si sono nominati tra di loro) tengono i tassi d’interesse il doppio dei tassi d’interesse fissati dalla Federal Riserve (la banca degli USA). Con la conseguenza che gli industriali europei, per intraprendere, sono costretti a pagare il doppio degli interessi che pagano gli imprenditori americani. E parlano di “libero mercato”! Nel senso che, in questo lungo dopoguerra, gli industriali americani fottono gli industriali europei. E tutti a lodare “l’economia americana che tira, mentre l’economia europea ristagna”. Miracoli della fede, miracoli di Jahvé.

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Oggi la “Commissione Europea” vorrebbe costringerci a “pregare Jahvé” perché “faccia altri miracoli”. E sta portando avanti una proposta per “combattere il riscaldamento della terra”. Solo che gli unici decisi a fare qualcosa “per combattere il riscaldamento della terra” sono i “commissari europei”, dei burocrati che nessuno ha eletto, ma stanno lì per “grazia Dei”. Avete presente la formula con la quale s’incoronavano i Re, prima della Rivoluzione francese?

Gli industriali europei protestano. Non che siano contrari a varare degli strumenti atti a “combattere il riscaldamento della terra”, ma osservano che una simile normativa, applicata solo in Europa, danneggia le industrie europee e non giova alla salubrità generale. Solo che Barroso, presidente della Commissione, è “irremovibile nelle sue decisioni” (1). Gli industriali, numeri alla mano, contestano l’impostazione della Commissione ed invitano i Governi ad intervenire (2). Mentre scrivo ignoro gli sviluppi. Ma, poiché anche la Germania è della partita, spero che stavolta la spuntino gli Europei (3).

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Insomma: sia che si parli di “liberazione”, sia che si parli di “olocausto”, sia che si parli di “libero mercato”, sia che si parli di “autorità monetaria”, sia che si parli di clima, è destino che noi Europei ci si debba svenare a beneficio di USA Israel. Grazie ai tanti “devoti di Jahvé”. E del partito “americano sionista”. A proposito: io “non credo in Jahvé” e “non sono giudeocristiano”. E voi?


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(1) “Piano clima, Barroso all’Italia: Niente sconti, ma flessibilità” in “Corriere della Sera” del 15 ottobre 2008, pagina 2;

(2) “Marcegaglia: La UE uccide l’industria. Appello a Berlusconi” in “Corriere della Sera” del 15 ottobre 2008, pagina 3;

(3) “Ma il clima è cambiato anche per Frau Merkel” in “Corriere della Sera” del 15 ottobre 2008, pagina 1.


 
 

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