Fini
lancia e raddoppia
17.10.08 - Signor Direttore,
leggo
sul Suo giornale un articolo
di Elvio Sarrocco intitolato Il mostro del razzismo
può risorgere
(1). Lo dice Fini che si è
recato in Sinagoga. Accolto
cordialmente dai capi della
Comunità ebraica romana
e da singoli incontrati nel
ghetto. E, se lo dice Fini,
si deve concordare. E, difatti,
larticolista ripete
estasiato il Fini
pensiero senza alcun
commento. Segno di supina
accettazione.
Non Le nascondo che, sullargomento razzismo,
io sono più confuso che persuaso.
E cercherò di illustrarLe
le mie perplessità.
Con una premessa: io sono
rispettosissimo delle leggi. E, nel pieno rispetto della Legge Modigliani
Mancino, accetto
il comandamento che il razzismo è un fatto mostruoso
da rigettare. Chiarisco
anche che il mio rispetto
va più al giudeo Modigliani (che ha scritto
la legge) che al cattolico
Mancino che lha firmata.
E questo perché in
me nasce Il sospetto che lunico
razzismo che viene condannato
è il razzismo
di ieri. Mentre
sul razzismo di oggi si stende un velo di perfido
silenzio.
Tutti puntano il dito sulle leggi razziali del
1938 ma nessuno
accenna alle leggi
razziali vigenti nel 2008
nello Stato di Israele.
Vogliamo parlarne? Nel 1948
sono stati espulsi, dai paesi
natali, 800.000 Palestinesi.
Ancora nel 2008 se ne impedisce
il ritorno. E con una motivazione
che dovrebbe suonare blasfema
ai tanti pappagalli che blaterano contro le leggi
razziali del 1938: si deve
preservare la ebraicità dello Stato di Israele.
Le chiedo: era un delitto
legiferare, nel 1938, che
si voleva salvaguardare la italianità?
E se si, perché
nel 2008 Israele può
rifiutare il rientro dei profughi
palestinesi nei paesi natali
in nome della ebraicità?
Ecco: io non mi reputo superiore
ad alcuno. Vorrei
però essere uguale
agli altri.
Chiedo troppo?
Antonino Amato
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(1) Il
mostro del razzismo può
risorgere in
LA SICILIA
del 17 ottobre 2008, pagina
46.