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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Ignazio La Russa, “federale novello”

19.10.08 - Leggo che i soldati italiani in Afganistan hanno subito l’ennesimo attentato. Ma mi rassicuro leggendo che “Si è alzato il livello di scontro”, ha commentato il ministro La Russa, che ha inviato due Tornado” (1). Altro motivo di serenità mi viene dal fatto che, su questo fronte, l’opposizione tace. E chi tace acconsente: Veltroni, Di Pietro e compagnia cantante sono troppo occupati dalle questioni interne per immischiarsi in queste misere cose. Del resto, il Governo Berlusconi, in fatto di politica estera, persegue gli stessi obiettivi del Governo Prodi: lustrare gli stivali di USA/Israel. E, dunque, nessuna polemica tra il servitorame. Più che giusto.

Uomo tutto d’un pezzo Ignazio La Russa, coerente e lineare. Ai tempi giurò di “credere, obbedire e combattere” e prosegue imperterrito sulla propria strada. Non si fa domande e non pone domande. Malgrado, di questi tempi, nei comandi inglesi e della CIA si osserva che “in Afganistan stiamo perdendo la guerra”. Ed osservano che la “liberazione”, avviata nell’ottobre 2001, non si solidifica e che il “nemico talebano” sta riconquistando il territorio, malgrado gli USA non si siano risparmiati in fatto di bombardamenti terroristici. E suggeriscono: meglio avviare trattative di pace. Strada che Karzai ha già imboccato.

Ignazio La Russa non ha dubbi. E getta il cuore (degli altri) oltre l’ostacolo. Ecco, dite quello che vi pare, ma Ignazio La Russa assomiglia tanto ad Ugo Tognazzi nel film “Il federale”. C’era, dunque, Ignazio La Russa, un “fascista scemo” incaricato di una missione difficile ed allettato dalla promessa che, a missione finita, sarebbe stato nominato “federale”. Ignazio La Russa (nel film affronta la missione in prima persona, ma nella realtà manda gli altri in missione) incontra tanti “fascisti intelligenti” che, capita l’antifona, si erano imboscati oppure si erano fatti “antifascisti della ventiquattresima ora”. Solo che Ignazio La Russa (nel film) è troppo “fascista scemo” per capire che va tutto a rotoli. Finisce che, tornato Roma a missione assolta e vestitosi da federale, rischia il linciaggio. E viene salvato dal suo prigioniero.

Sia chiaro: io non mi sogno di sostenere che Ignazio La Russa è un “fascista scemo”. Anzi lui crede di essere un “antifascista intelligente”, avendo cambiato Patria: dall’Italia ad USA/Israel. Solo che la forza degli eventi trascina anche lui nella vergogna e nel disonore. Non mi credete? E allora leggetevi le dichiarazioni di Ignazio La Russa, ascaro di USA/Israel (“Fascista scemo? Antifascista intelligente”?) (1). Leggetele e confrontatele con le dichiarazioni di Ahmed Rashid, giornalista pakistano (2).

E non venitemi a dire “chi è costui”? Dall’intervista rilasciata a Lorenzo Cremonesi e pubblicata dal “Corriere della Sera” pare che costui sia un “ascaro di peso”. Leggete quanto dichiara: “Pochi giorni fa ero alla riunione NATO di Bruxelles e ho avvertito con chiarezza le critiche americane nei confronti dei comandi italiani. Dicono che devono essere molto più presenti sul campo, guadagnarsi, anche rischiando, la fiducia degli abitanti” (2). Pare il solito film, ne girano a centinaia, nel quale i soldati italiani, infingardi e mandolinisti, traccheggiano tra i Tedeschi e gli Alleati. Parola di Ahmed Raschid, dei comandi americani della NATO di Bruxelles e del “Corriere della Sera”, diretto da Paolo Mieli.

Ignazio La Russa è tutto un programma.
Uno dei tanti bruttissimi film nei quali si decantano le virtù dello “italiano cialtrone”: di Ignazio La Russa.


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(1) “Kamikaze contro gli Italiani” in “Corriere della Sera” del 19 ottobre 2008, pagina 2:

(2) “Faranno sempre più attentati per negoziare dopo il voto USA” in “Corriere della Sera” del 19 ottobre 2008, pagina 3.
 
 

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