Si
scrive Veltroni,
ma si legge cialtroni
19.10.08 - Veltroni è intelligente, anzi intelligentissimo.
A riprova il fatto che, nato
politicamente sovietico,
si è trasformato in americano.
Perché, provetto marinaio,
ha capito da che parte tirava
il vento. E, così svolazzando,
ha fatto una brillante carriera.
Ahimé, la terra gira.
E, girando, ripropone dei corsi e ricorsi
storici come
ebbe a scrivere Vico.
Il povero Veltroni, trasformatosi
da sovietico in americano,
non capisce e non interpreta
la nuova ventata che sale
dalle viscere della ggente che lui ama tanto e, in nome
della quale, esterna quotidianamente.
Prendete la cantonata sul clima.
Era successo che, nel marzo
2008, gli Europei si erano
detti: bisogna
fare qualcosa per il clima.
Poi sopravvenne la crisi mondiale
della finanza e dellindustria
con il pericolo che il mondo
intero vada in recessione.
E si profilano ondate di licenziamenti,
file di disoccupati, fame
e miseria nera. Insomma: visto
e considerato che gli uomini
sono stati così dissennati
da avvelenare il clima, ci
penserà il disastro
economico a costringerci ad
essere più virtuosi.
Sono conclusioni ovvie. Ma,
appunto perché ovvie,
non vengono recepite dai commissari
europei. I quali
commissari europei stanno
lì, lucrando stipendi
di favola, non perché
eletti dagli Europei, ma perché scelti da chi può.
E, nella stanza segreta di
chi può, conta molto
essere figli di mamma
giudea; ma aiuta
anche molto essere devoti
e fedeli di USA/Israel.
Succede, dunque, che in quello
che si usa chiamare un libero
mercato, la Banca
Centrale Europea pratichi
tassi dinteresse più
che doppi dei tassi dinteresse
che pratica la Federal
Reserve. Con vantaggio
degli imprenditori americani
e danno degli imprenditori
europei.
Nessuna meraviglia, dunque,
se, nelle presenti circostanze,
i commissari europei insistono a portare avanti
un programma in difesa
del clima anticipato
prima della crisi finanziaria.
Nessuna meraviglia perché
noi Europei saremmo gli unici
virtuosi, mentre
USA, Cina ed India proclamano
il loro disinteresse. Anche
in questo caso vareremmo misure
che avvantaggiano le industrie
estere a danno delle industrie
europee. Gli industriali europei
insorgono e chiedono una qualche
moratoria. Solo Berlusconi
sembra recepire il grido
dallarme.
Angela Merkel e Nicolas Sarkozy,
memori dei loro antenati giudei,
preferiscono privilegiare
gli ideali rispetto agli interessi degli industriali europei.
Sia loro reso deferente omaggio.
Ma, dopo avere omaggiato chi
di dovere, consentitemi di
svillaneggiare il solito Berlusconi.
Berlusconi è un cattivo
arnese, rotto a
tutte le avventure, aduso
a tutti gli intrallazzi, supino
alla malapolitica di USA/Israel.
Ma ha il pregio di essere
un puttanone che
fa il puttaniere. Amico di George
W. Bush sì.
Al punto da dirgli: Tu
passerai alla storia.
Con una faccia tosta tale
che perfino Bush strabuzzò meravigliato gli occhi chiedendosi: Che fa? Sfotte?
Ma, quando gli USA proposero
di varare sanzioni contro
la Russia per i fatti
del Caucaso, Berlusconi
dichiarò alto e forte
che, lui, Silvio Berlusconi era amico di Putin.
E questo è un
modo intelligente di rappresentare
lanima nazionale. Non
si dimentichi che, nel secolo
scorso, eravamo partiti alleati
dei Tedeschi, ma
poi abbiamo vinto
la guerra con gli Alleati.
Abbiamo tradito i Tedeschi?
Nossignore: sono stati i Tedeschi
a tradire noi, dandoci ad
intendere che avrebbero vinto
la guerra. E questo fatto,
autentica epopea nazionale,
noi lo festeggiamo tutti gli
anni. E, dal Presidente della
Repubblica allusciere
del Comune di Vattelapesca,
tutti partecipano compunti
allesaltazione delle glorie patrie.
Fu così che Berlusconi,
vistosi ripresentare il progetto
di fissare regole
a favore del clima,
rispose: riparliamone
alla luce della crisi economica
che si profila.
Il solito Berlusconi. Ed ha
ragioni da vendere il pallido
Veltroni, che ancora stanco
della fatica di avere trasbordato
da sovietico ad americano,
si aggrappa alle decisioni
dei commissari europei.
Ha ragioni da vendere, solo
che non sa a chi venderle:
non agli industriali italiani
che rischiano un mucchio di
soldi, non agli operai che
rischiano il posto di lavoro.
Potrebbe venderle ad USA/Israel,
ma quelli ripagano con un grazie caro. Terremo
conto della tua devozione.
Ma poi si regolano secondo
i loro interessi.
Come se non bastasse, lennesima
cantonata: Le
classi differenziate sono
un atto di chiusura, di odio,
lo straniero crescerà
in un clima di estraneità,
di rabbia
. La riforma
Gelmini si inquadra in un
clima di intolleranza pericolosissimo,
quello delle braccia tese
nel saluto romano (1). Veltroni crede, pensa
e spera che gli Italiani non
leggano i giornali. E non
sanno che le classi
differenziate si
applicherebbero a
tutti i bambini che non parlano
la lingua italiana
a prescindere se sono etiopi
oppure inglesi, bantù
oppure tedeschi. E pensa,
intelligentissimo comè,
che nelle scuole italiane
sono i bambini italiani che
devono imparare la lingua
araba e la lingua cinese;
non che i bambini stranieri
devono imparare la lingua
italiana. Se no, grida al Fascismo che ritorna.
Cè da meravigliarsi
se tutti i sondaggi danno
il PdL in ascesa e il PD in
declino? (2). Veltroni, dopo
il trasbordo ideologico (da bolscevico ad americano)
non trova di meglio che aggrapparsi
allo antifascismo?
Un povero uomo che si vanta
di essere moderno,
ma che si illude di vivere
ancora nel 1945.
Al tempo delle radiose
giornate.
Sveglia bellezza: siamo
nel 2008.
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(1) Il
PD contro la Gelmini: classi
separate, atto di odio
in Corriere della
sera del 19 ottobre
2008, pagina 18;
(2)
Si al maestro
unico da 6 italiani su 10
in Corriere della
Sera del 19 ottobre
2008, pagina 18.