Scusi,
che fa? Sfotte?
21.10.08 - Avevo commentato
ieri la risentita
uscita del nostro
Ministro degli Esteri Franco
Frattini. Che, messo di fronte
alle dichiarazioni dello ascaro
scelto Ahmed Rashid
(Pochi giorni
fa ero alla riunione NATO
di Bruxelles e ho avvertito
con chiarezza le critiche
americane nei confronti dei
comandi italiani. Dicono che
devono essere molto più presenti sul campo, guadagnarsi,
anche rischiando, la fiducia
degli abitanti (1)), aveva dichiarato: Nessuno
può permettersi di
parlare in questo modo dei
militari italiani
(2). Parole più che
caute ed educate se riferite
alla pretesa (dei comandi
americani? Di Ahmed Rashid?)
che i nostri soldati
dovrebbero interagire con
la popolazione afgana, fatta
oggetto di bombardamenti terroristici
da parte degli USA.
Ed invitavo il Ministro Frattini
a chiedersi cosa
ci stanno a fare i nostri
soldati in Afganistan.
Confesso: non mi aspettavo
una risposta così pronta,
segno evidente che le mie
critiche mostrano un nervo
più che scoperto. Oggi
il Corriere della
Sera ci comunica
che, alla sfilata militare
tenutasi a Teheran, cerano
laddetto militare tedesco
e laddetto militare
italiano. Ma, mentre Berlino,
teutonicamente biasima; noi
(il solito ingegnaccio!),
ce ne usciamo per il rotto
della cuffia. E, difatti, lItalia rivela: Cera il nostro attaché,
ma ha protestato per gli slogan
antiebraici (3). E il nostro Ministro
degli Esteri dichiara: Non
esiste nessuna linea comune
europea contro la partecipazione
a una simile parata militare (3). Ad ogni buon conto, Israele
esprime disappunto.
E non si capisce se per il fatto oppure
per le giustificazioni.
Ma ci pensate: gli allievi
impostori vorrebbero
darla a bere ai maestri
dellimpostura?
Ad ogni buon conto, Frattini
ci mette poco a riscattarsi
agli occhi di USA/Israel (rammentate:
sono quelli che ci hanno liberato!).
E, giunto ad Islamabad, dichiara: Il nostro contingente è già il quarto
in assoluto, abbiamo dato
di recente un contributo importante
con i quattro tornado, vogliamo
continuare a dare il buon
esempio (4).
E chiarisce: sì ad incontri con i talebani, ma senza
legittimarli.
Povero caro. Frattini, girando
come una trottola tra Roma,
Washington, Tel Aviv e i Paesi
arabi, desideroso di tener
conto di molti interlocutori,
finisce per uscirsene con
la cabala,
scienza esoterica molto apprezzata
tra i giudei. Resta il quesito:
è possibile aprire
dei colloqui coi talebani
senza legittimarli?
E poi, come si fa a dire che
i talebani erano patrioti
quando si ribellavano allinvasore
sovietico e diventano terroristi
quando si ribellano allinvasore
yankee? Anche limpostura
ha dei limiti. O no?
Il mondo è perfido.
E ci si mette anche il Corriere.
A Frattini che aveva dichiarato
che i nostri soldati
godono la stima universale,
oggi risponde, involontariamente
Gian Antonio Stella (5). Che
scrivendo daltro, riporta
due pareri stranieri: Gli
Italiani cominciano le guerre
da una parte e le finiscono
dallaltra (5). E ancora: I
carri armati italiani hanno
cinque marce: una avanti e
quattro indietro (5). Insomma: piove sulla democrazia antifascista
nata dalla resistenza.
Ma voi non allarmatevi: se
non vinceremo con gli Americani
vinceremo coi Talebani.
Vorrà dire che non
andremo più in Sinagoga,
ma ci recheremo tutti in Moschea.
Sono luoghi di preghiera o
no?
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(1) Faranno
sempre più attentati
per negoziare dopo il voto
USA in Corriere
della Sera del 19
ottobre 2008, pagina 3.
(2)
Ingiuste le accuse
di Rashid. I nostri soldati
stimati da tutti
in Corriere della
Sera del 20 ottobre
2008, pagina 5;
(3)
Anche un militare
italiano alla parata in Iran
in Corriere della
Sera del 21 ottobre
2008, pagina 15;
(4)
I talebani? Dialogo,
ma senza legittimarli
in Corriere della
Sera del 21 ottobre
2008, pagina 14;
(5)
Sterzate di Governo
in Corriere della
Sera del 21 ottobre
2008, pagina 1.