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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Scusi, che fa? Sfotte?

21.10.08 - Avevo commentato ieri la “risentita uscita” del nostro Ministro degli Esteri Franco Frattini. Che, messo di fronte alle dichiarazioni dello “ascaro scelto” Ahmed Rashid (“Pochi giorni fa ero alla riunione NATO di Bruxelles e ho avvertito con chiarezza le critiche americane nei confronti dei comandi italiani. Dicono che devono essere molto più presenti sul campo, guadagnarsi, anche rischiando, la fiducia degli abitanti” (1)), aveva dichiarato: “Nessuno può permettersi di parlare in questo modo dei militari italiani” (2). Parole più che caute ed educate se riferite alla pretesa (dei comandi americani? Di Ahmed Rashid?) che “i nostri soldati dovrebbero interagire con la popolazione afgana, fatta oggetto di bombardamenti terroristici da parte degli USA”. Ed invitavo il Ministro Frattini a chiedersi “cosa ci stanno a fare i nostri soldati in Afganistan”.

Confesso: non mi aspettavo una risposta così pronta, segno evidente che le mie critiche mostrano un nervo più che scoperto. Oggi il “Corriere della Sera” ci comunica che, alla sfilata militare tenutasi a Teheran, c’erano l’addetto militare tedesco e l’addetto militare italiano. Ma, mentre Berlino, teutonicamente biasima; noi (il solito ingegnaccio!), ce ne usciamo per il rotto della cuffia. E, difatti, “l’Italia rivela: C’era il nostro attaché, ma ha protestato per gli slogan antiebraici” (3). E il nostro Ministro degli Esteri dichiara: “Non esiste nessuna linea comune europea contro la partecipazione a una simile parata militare” (3). Ad ogni buon conto, Israele esprime “disappunto”. E non si capisce se per il “fatto” oppure per le “giustificazioni”. Ma ci pensate: gli “allievi impostori” vorrebbero darla a bere ai “maestri dell’impostura”?

Ad ogni buon conto, Frattini ci mette poco a riscattarsi agli occhi di USA/Israel (rammentate: sono quelli che ci hanno liberato!). E, giunto ad Islamabad, dichiara: “Il nostro contingente è già il quarto in assoluto, abbiamo dato di recente un contributo importante con i quattro tornado, vogliamo continuare a dare il buon esempio” (4). E chiarisce: sì ad “incontri” con i talebani, ma “senza legittimarli”.

Povero caro. Frattini, girando come una trottola tra Roma, Washington, Tel Aviv e i Paesi arabi, desideroso di “tener conto di molti interlocutori”, finisce per uscirsene con la “cabala”, scienza esoterica molto apprezzata tra i giudei. Resta il quesito: è possibile “aprire dei colloqui coi talebani senza legittimarli”? E poi, come si fa a dire che i talebani erano “patrioti” quando si ribellavano all’invasore sovietico e diventano “terroristi” quando si ribellano all’invasore yankee? Anche l’impostura ha dei limiti. O no?

Il mondo è perfido. E ci si mette anche il “Corriere”. A Frattini che aveva dichiarato che “i nostri soldati godono la stima universale”, oggi risponde, involontariamente Gian Antonio Stella (5). Che scrivendo d’altro, riporta due pareri stranieri: “Gli Italiani cominciano le guerre da una parte e le finiscono dall’altra” (5). E ancora: “I carri armati italiani hanno cinque marce: una avanti e quattro indietro” (5). Insomma: piove sulla “democrazia antifascista nata dalla resistenza”. Ma voi non allarmatevi: se non vinceremo con gli Americani vinceremo coi Talebani. Vorrà dire che non andremo più in Sinagoga, ma ci recheremo tutti in Moschea. Sono luoghi di preghiera o no?

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(1) “Faranno sempre più attentati per negoziare dopo il voto USA” in “Corriere della Sera” del 19 ottobre 2008, pagina 3.

(2) “Ingiuste le accuse di Rashid. I nostri soldati stimati da tutti” in “Corriere della Sera” del 20 ottobre 2008, pagina 5;

(3) “Anche un militare italiano alla parata in Iran” in “Corriere della Sera” del 21 ottobre 2008, pagina 15;

(4) “I talebani? Dialogo, ma senza legittimarli” in “Corriere della Sera” del 21 ottobre 2008, pagina 14;

(5) “Sterzate di Governo” in “Corriere della Sera” del 21 ottobre 2008, pagina 1.


 
 

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