Sarkozy
va alla guerra.
Contro LEuropa
22.10.08 - Oggi (22 ottobre
2008), mentre scrivo, le borse
mondiali riportano tutte segni
negativi. E tutti
parlano di recessione.
Ne arguisco che noi tutti
saremo costretti a fare di
necessità virtù.
E pagheremo con disoccupazione,
fame e miseria il risanamento
del clima.
Leggo perplesso che Sarkozy,
presidente della Repubblica
Francese e Presidente pro
tempore della Unione Europea,
la pensa diversamente. Ed,
incredulo, ve ne do notizia: Clima, duro richiamo
di Sarkozy a Berlusconi: Abbandonare il pacchetto
di misure per ridurre le emissioni
inquinanti sarebbe drammatico
ed irresponsabile (1). Ma Berlusconi replica: Non possiamo,
in un momento di crisi, caricarci
il costo di qualcosa di irragionevole (1).
A dire le cose franche schiette,
si deve riconoscere, nei toni
di Sarkozy, una carica
di idealismo. Ma
occorre chiedersi: lidealismo
è maschera e volto?
Oppure, dietro lidealismo
di facciata, si celano altre
motivazioni? Mentre su Berlusconi
il problema non si pone: il
premier italiano è disposto, dispostissimo, a fare da tappeto ai
desideri di USA/Israel.
Ma, se dalle parole si passa agli interessi
concreti, Berlusconi
è il solito italiano: un furbastro che sta coi
piedi in molte staffe e saltella
da una staffa allaltra
a seconda della sua utilità contingente. Basti ricordare
che, mentre infuriava la crisi
georgiana (con Bush
che chiedeva sanzioni
contro la Russia e tante anime belle
che si stracciavano le candide
vesti), Berlusconi pensò
alla nostra necessità di importare gas e petrolio
russo e rispose: Non
se ne parla neppure. Putin è mio amico. Discorso spudorato di un
premier di un popolo di spudorati.
Sarkozy, invece, è meno complicato. E marcia
diritto verso la
meta, crisi mondiale
o non crisi mondiale. Ed è stato inutile fargli presente
che sì, abbiamo
firmato gli accordi di Kyoto.
Ma Cinesi ed Indiani non li
hanno firmato; mentre gli
USA, che li avevano firmato,
hanno dichiarato che non li
avrebbero rispettati.
Ed allora la domanda: è
logico caricare le industrie
europee di altri fardelli
mentre la crisi mondiale si
annuncia di giorno in giorno
più acuta? E poi che
logica cè in
una Europa virtuosa se Cina, India ed USA continuano
ad inquinare?
Sarkozy non ha dubbi. Perché
è animato da una grande
fede. Ed, allora,
essendo io un vecchio
cinico, mi chiedo
e vi chiedo:
1.
Si dice che Sarkozy sia nipote
di una giudea di
Salonicco. Nella
fattispecie si tratta di fede cattolica oppure di fede giudaica?
E certo, in ogni caso,
che le misure proposte da
Sarkozy danneggiano le industrie
europee a beneficio delle
industrie americane;
2.
Di Sarkozy si dice e si scrive
che avesse legami
con la CIA. Convengo
che in giro ci sono tante
dicerie false e malevole.
Ma è certo che la Francia,
passando da Chirac a Sarkozy,
ha cambiato politica e che
Sarkozy fa lamericano;
3.
Sarkozy non è sotto
linflusso della nonna
giudea né si fa dettare la
politica dalla CIA.
Sarkozy è un pallone
gonfiato che non
accetta obiezioni. Specialmente
se sono fondate e logiche.
Insiste in nome del suo vuoto EGO.
Confesso: io non so cosè la verità.
Fate un po voi.
*** ************
Chi non ha dubbi di sorta è Veltroni. Noto con
piacere che è uno dei
pochi italiani che sfugge
allingiurioso cliché dello italiano inaffidabile
e voltagabbana.
Anche perché Veltroni,
le gabbane, le indossa tutte
simultaneamente. E, con la
faccia che si ritrova, propone:
1.
Che noi si dia un lavoro sicuro
e ben remunerato agli Italiani.
Agli Italiani, ma anche agli
stranieri. Agli Italiani,
agli stranieri, ma anche ai
clandestini;
2.
Che noi si accetti le regole
che propone Sarkozy e che
aggravano i costi per le nostre
industrie. E, se le nostre
industrie delocalizzano fuori
dallEuropa, risolveremo
anche il problema della disoccupazione
nel mondo.
E poi vengono a raccontarmi
che solo Gesù moltiplicava i pani e i pesci.
Noi abbiamo Veltroni
che moltiplica le parole.
Vi pare poco?
*************************
(1) Clima,
Sarko contro lItalia
in Corriere della
Sera del 22 ottobre
2008, pagina 1.