La
verità storica?
Non è uguale
per tutti
23.10.08 - In Francia alcuni
studiosi pubblicano un primo
ed un secondo appello
per una storiografia libera
e non imposta per legge.
E di questa novità deve occuparsi il Corriere
della Sera (1).
Lo fa Dino Messina che ci
mette del suo quando distingue
tra gli storici che hanno
firmato lappello e negazionisti
screditati come linglese
David Irving o il francese
Robert Faurisson
(1). Ma è costretto
a convenire che la legislazione
sulla materia è unautentica
babele.
Tanto per dire, carcere e
sanzioni pesantissime per
chi nega la Shoah,
ma solo un Euro di
ammenda per Bernard
Lewis. Lewis negò che
lo sterminio degli Armeni
durante la Prima Guerra Mondiale
potesse definirsi un genocidio.
E ciò sulla base della
considerazione che, se ci
furono i morti, non ci fu lintenzione
di sterminarli.
Per non dire della tratta
degli schiavi ad
opera dei Francesi. Su questultimo
caso il Parlamento francese
varò una strana leggina: quando si parla di queste
cose, bisogna mettere in luce
quanto bene fecero i Francesi
in Africa.
Insomma: una legislazione
allinsegna del guai
ai vinti.
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Largomento è tragico. Ragione per cui
il Corriere
da la parola a Furio Colombo.
Che, con poche parole, alleggerisce
latmosfera. Voltandola
a ridere.
Confesso: io trovo difficile
dare del giudeo
a Furio Colombo. E questa
mia difficoltà non
deriva dalla Modigliani/Mancino che proibisce lincitamento
allodio razziale.
Io non faccio distinzione
alcuna tra francesi, italiani, egiziani ed ebrei.
E neppure tra cattolici, giudei e mussulmani.
Penso che tutti abbiamo dei
difetti, noi Italyani più di tutti.
Limbarazzo mi nasce
dalla personalità poliedrica di Furio Colombo. Di giudeo
è giudeo. Ma, per tanti
anni fu anche comunista.
E ai tempi in cui i cafoni
calabresi e siciliani invocavano a da venì Baffone, Colombo
faceva il radical chic ed
ordinava al parrucchiere: fammi le meches
e fammi biondo.
Ignoro se per ricevere Baffone
oppure i cafoni meridionali.
Ad ogni buon conto, frequentava,
e frequentava con profitto,
il clan degli Agnelli (non
i pecorelli poveri e senza mezzi di fortuna,
ma gli Agnelli plurimiliardari di Torino).
Di suo Furio Colombo è un fazioso acido.
Ma non so decidermi se questa
sua faziosità acida
sia da attribuire al giudeo,
al comunista
oppure al frequentatore dellalta
finanza italiana, europea
e mondiale. Non sapendo esprimere
giudizi, vi riporto le sue
parole, rimettendovi al vostro
giudizio. Dice Furio Colombo: Preferisco affidarmi
alla confutazione e alla condanna
dellopinione pubblica.
Credo preferibile confutare
e isolare i vari Faurisson
e Irving invece che arrestarli
(1). Tutto chiaro? Parrebbe
di sì. Solo che a domanda
(Era contrario
anche al disegno di legge
Mastella, mai approvato, contro
i negazionisti della Shoah?)
Colombo Furio risponde: Contraddicendo
me stesso, per motivi che
afferiscono anche alla mia
storia personale, avrei votato
in favore della legge (1).
Furio
Colombo? Un poveretto che
non sa chi è, cosa vuole e per chi lo vuole.
Ma che grida con voce stridula: Datemi tutto. Datemelo
subito.
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(1) Leggi
della memoria, il fronte del
no in Corriere
della Sera del 23
ottobre 2008, pagina 45.