Gli
Ebrei dicono sempre
la verità
Santificare Eugenio Pacelli?
E perché non santificare
anche Benito Mussolini? Perché
non santificare anche Vittorio
Emanuele III°?
Sto per scrivere delle cose
controverse. Ed è possibile
che taluni mi accusino di
blasfemia.
Ed, allora, consentitemi alcune
premesse:
1.
Elevo un pensiero commosso,
commosso e riconoscente, a
tutti quei fratacchioni e
suorine che, in Europa, nel
corso della Seconda Guerra
Mondiale, salvarono decine
di migliaia di Ebrei dalla
deportazione nei campi di
concentramento tedeschi. Fratacchioni
e suorine che, finita la guerra,
salvarono migliaia di nazifascisti
dalle vendette dei vincitori.
A riprova che lamore
di Dio non ha colore,
ma si riversa su tutti gli
uomini;
2.
Rivolgo un commosso omaggio
ai tanti civili inermi
che subirono violenza da parte
di uomini armati.
Penso, in particolare, ai
Pellerossa; agli Aborigeni
australiani; agli Africani,
strappati dai paesi natali
e, trasportati coattivamente
nelle Americhe, come manodopera
servile;
3.
Penso a tutte le etnie
(Ebrei, Giapponesi, Italiani
e Tedeschi) che la civiltà
moderna indica,
di volta in volta, come nemici.
Negli Stati tradizionali si
giurava fedeltà
al sovrano: pochi
erano ammessi al giuramento;
molti restavano fuori dai
cancelli del potere: plebe
che non partecipava alla vita
politica, né amica
né nemica.
Ai nostri giorni, invece,
un conflitto coinvolge tutti.
Fù così che,
durante la Seconda Guerra
Mondiale, i Tedeschi avviarono
nei campi di concentramento
i nemici
(tra i quali gli Ebrei); mentre
gli Americani imprigionarono
gente di etnia giapponese,
tedesca ed italiana.
In questo contesto, Eugenio
Pacelli tenne un comportamento
di doloroso silenzio.
Condannò più
volte la guerra e le sue brutture.
Ma non prese posizione sul
fatto che i Tedeschi
inviavano gli Ebrei nei campi
di concentramento.
E come poteva, senza condannare
anche Americani e Russi? Ci
avrebbe fatto la figura del
partigiano;
di chi, nel corso di una guerra
crudele, sceglieva di schierarsi.
Sulla base delle cose fin
qui dette, concludo che la
santificazione di Eugenio
Pacelli è
un fatto interno
della Chiesa, lunica
abilitata a pronunciarsi in
materia.
Mi fanno, pertanto, senso
certe ridicole difese di Pio
XII da parte di ambienti clericali:
il Papa, attraverso le
strutture ecclesiali, avrebbe
salvato decine di migliaia
di Ebrei. E trovo più
che giustificata la replica
degli accusatori: E
che vuol dire? Coloro che
salvarono gli Ebrei, qualche
anno dopo salvarono anche
migliaia di nazifascismi ricercati
per delitti.
Aggiungo: anche gli Italiani
salvarono decine di migliaia
di Ebrei. Ed esiste documentazione
che dimostra che il
Duce e il Re sapevano.
E, allora, vogliamo santificare
anche Benito Mussolini e Vittorio
Emanuele III°?
***
Fin qui il mio pensiero.
E devo dichiararmi fortunato
di vivere in Italia. Nella
pallida Europa,
tanto civile e tanto democratica,
le mie parole sarebbero oggetto
di procedimenti penali e di
dure condanne. Perché
gli Ebrei hanno raccontato
una loro verità:
6 milioni di Ebrei morti nei
campi di concentramento tedeschi;
6 milioni di morti perché
uccisi mediante camere a gas.
Una verità orribile,
che, come tutti i fatti, andrebbe
verificata e discussa. Ma
qui interviene la impostura:
la Shoah è
una verità religiosa
che nessuno può mettere
in dubbio. E dure condanne
per chi osa dubitarne. Mentre
scrivo, alcune decine di studiosi
languono nelle democratiche
carceri della democratica
Europa, colpevoli di avere
dubitato dei numeri (6 milioni)
e delle modalità (uccisi
mediante camere a gas).
Nel silenzio assordante
di Santa Romana Chiesa.
Chiesa che, nel corso della
storia, ha avuto San Francesco
dAssisi e Santa Caterina
da Siena (patroni dItalia)
ma ha avuto anche Alessandro
VI°. Chiesa che, ai nostri
giorni, ha tanti fratacchioni
e suorine tutti protesi a
praticare lamore di
Dio; ma nutre tanti prelati,
grassi come capponi, che sognano
di conciliare vecchia
alleanza con nuova
alleanza. In modo
da aggrapparsi al tram che,
fino a qualche mese fa, si
considerava il tram
dei padroni del mondo.
E questa fratellanza perseguivano
anche a costo di rinnegare
i Vangeli e gli Atti degli
Apostoli.
***
Oggi lennesima polemica.
Il Corriere della
Sera pubblica gli ordini perentori di un Ministro di Israele
a Santa Romana Chiesa perché non proceda a santificare
Eugenio Pacelli.
E questa proibizione perché Pio XII ha taciuto
sulla Shoah (1).
Accanto una articolo del giudeo
Benny Morris che ribadisce
i concetti (2). Tanto per
chiarire che gli ordini
perentori non sono elucubrazioni di
un ministro, ma
il desiderio profondo
della Giudia tutta.
A me non resta che riconoscere
le buone argomentazioni del
Ministro israeliano Herzog
(nipote di un deportato, non
dimenticate) e dello opinionista
illuminato da Jahvé
Benny Morris. E, difatti,
se i 6 milioni di Ebrei
morti nei campi di concentramento
tedeschi sono un fatto vero
e reale; se quei 6
milioni di morti sono stati
uccisi dalle camere a gas,
non si capisce, non si
capisce e non si giustifica,
il silenzio di Pio XII.
E Santa Romana Chiesa non
può proclamarlo santo
senza suscitare il biasimo
universale.
Potreste obiettarmi: e
se quei fatti, così
come vengono narrati, non
sono veri? Se sono una colossale
impostura? Sarebbero concetti
antisemiti, passibili
di punizione. Ma, non essendo
io né giudeo
né inquisitore,
risponderò alle vostre
bestemmie: gli Ebrei
dicono sempre la verità.
Sia quando dicono 6
milioni, sia quando
dicono uccisi con
le camere a gas,
sia quando dicono Pio
XII ha taciuto davanti a questa
immane tragedia.
Potreste obiettarmi ancora:
e se gli Ebrei mentissero
sui 3 quesiti? Ma allora
siete dei reprobi
irredimibili! E
non diventerete mai prelati
di Santa Romana Chiesa.
**********************
(1) Pio
XII, attacco di Israele: Inaccettabile
beatificarlo
in Corriere della
Sera del 24 ottobre
2008, pagina 16;
(2)
Si spese per aiutare
molti ebrei, ma il suo ruolo
fu ambiguo in
Corriere della Sera
del 24 ottobre 2008, pagina
16.