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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Gli Ebrei “dicono sempre la verità”

Santificare Eugenio Pacelli? E perché non santificare anche Benito Mussolini? Perché non santificare anche Vittorio Emanuele III°?

Sto per scrivere delle cose controverse. Ed è possibile che taluni mi accusino di “blasfemia”. Ed, allora, consentitemi alcune premesse:

1. Elevo un pensiero commosso, commosso e riconoscente, a tutti quei fratacchioni e suorine che, in Europa, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, salvarono decine di migliaia di Ebrei dalla deportazione nei campi di concentramento tedeschi. Fratacchioni e suorine che, finita la guerra, salvarono migliaia di “nazifascisti” dalle vendette dei vincitori. A riprova che “l’amore di Dio” non ha colore, ma si riversa su tutti gli uomini;

2. Rivolgo un commosso omaggio ai tanti “civili inermi” che subirono violenza da parte di “uomini armati”. Penso, in particolare, ai Pellerossa; agli Aborigeni australiani; agli Africani, strappati dai paesi natali e, trasportati coattivamente nelle Americhe, come manodopera servile;

3. Penso a tutte le “etnie” (Ebrei, Giapponesi, Italiani e Tedeschi) che la “civiltà moderna” indica, di volta in volta, come “nemici”. Negli Stati tradizionali si giurava “fedeltà al sovrano”: pochi erano ammessi al giuramento; molti restavano fuori dai cancelli del potere: plebe che non partecipava alla vita politica, né “amica” né “nemica”. Ai nostri giorni, invece, un conflitto coinvolge tutti. Fù così che, durante la Seconda Guerra Mondiale, i Tedeschi avviarono nei campi di concentramento i “nemici” (tra i quali gli Ebrei); mentre gli Americani imprigionarono gente di etnia giapponese, tedesca ed italiana.

In questo contesto, Eugenio Pacelli tenne un comportamento di “doloroso silenzio”. Condannò più volte la guerra e le sue brutture. Ma non prese posizione sul fatto che “i Tedeschi inviavano gli Ebrei nei campi di concentramento”. E come poteva, senza condannare anche Americani e Russi? Ci avrebbe fatto la figura del “partigiano”; di chi, nel corso di una guerra crudele, sceglieva di schierarsi. Sulla base delle cose fin qui dette, concludo che “la santificazione di Eugenio Pacelli” è un “fatto interno della Chiesa”, l’unica abilitata a pronunciarsi in materia.

Mi fanno, pertanto, senso certe ridicole difese di Pio XII da parte di ambienti clericali: il Papa, attraverso le strutture ecclesiali, avrebbe salvato decine di migliaia di Ebrei. E trovo più che giustificata la replica degli accusatori: “E che vuol dire? Coloro che salvarono gli Ebrei, qualche anno dopo salvarono anche migliaia di nazifascismi ricercati per delitti”. Aggiungo: anche gli Italiani salvarono decine di migliaia di Ebrei. Ed esiste documentazione che dimostra che “il Duce e il Re sapevano”. E, allora, vogliamo santificare anche Benito Mussolini e Vittorio Emanuele III°?

***

Fin qui il mio pensiero. E devo dichiararmi fortunato di vivere in Italia. Nella “pallida Europa”, tanto civile e tanto democratica, le mie parole sarebbero oggetto di procedimenti penali e di dure condanne. Perché gli Ebrei hanno raccontato una loro verità: 6 milioni di Ebrei morti nei campi di concentramento tedeschi; 6 milioni di morti perché uccisi mediante camere a gas. Una verità orribile, che, come tutti i fatti, andrebbe verificata e discussa. Ma qui interviene la “impostura: la “Shoah” è una “verità religiosa” che nessuno può mettere in dubbio. E dure condanne per chi osa dubitarne. Mentre scrivo, alcune decine di studiosi languono nelle democratiche carceri della democratica Europa, colpevoli di avere dubitato dei numeri (6 milioni) e delle modalità (uccisi mediante camere a gas).

Nel silenzio assordante di Santa Romana Chiesa. Chiesa che, nel corso della storia, ha avuto San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena (patroni d’Italia) ma ha avuto anche Alessandro VI°. Chiesa che, ai nostri giorni, ha tanti fratacchioni e suorine tutti protesi a praticare l’amore di Dio; ma nutre tanti prelati, grassi come capponi, che sognano di conciliare “vecchia alleanza” con “nuova alleanza”. In modo da aggrapparsi al tram che, fino a qualche mese fa, si considerava il “tram dei padroni del mondo”. E questa fratellanza perseguivano anche a costo di rinnegare i Vangeli e gli Atti degli Apostoli.


***

Oggi l’ennesima polemica. Il “Corriere della Sera” pubblica gli “ordini perentori” di un Ministro di Israele a Santa Romana Chiesa “perché non proceda a santificare Eugenio Pacelli”. E questa proibizione perché “Pio XII ha taciuto sulla Shoah” (1). Accanto una articolo del giudeo Benny Morris che ribadisce i concetti (2). Tanto per chiarire che gli “ordini perentori” non sono “elucubrazioni di un ministro”, ma il “desiderio profondo della Giudia tutta”.

A me non resta che riconoscere le buone argomentazioni del Ministro israeliano Herzog (nipote di un deportato, non dimenticate) e dello “opinionista illuminato da Jahvé” Benny Morris. E, difatti, se i 6 milioni di Ebrei morti nei campi di concentramento tedeschi sono un fatto vero e reale; se quei 6 milioni di morti sono stati uccisi dalle camere a gas, non si capisce, non si capisce e non si giustifica, il silenzio di Pio XII. E Santa Romana Chiesa non può proclamarlo santo senza suscitare il biasimo universale.

Potreste obiettarmi: e se quei fatti, così come vengono narrati, non sono veri? Se sono una colossale impostura? Sarebbero “concetti antisemiti”, passibili di punizione. Ma, non essendo io né “giudeo” né “inquisitore”, risponderò alle vostre bestemmie: “gli Ebrei dicono sempre la verità”. Sia quando dicono “6 milioni”, sia quando dicono “uccisi con le camere a gas”, sia quando dicono “Pio XII ha taciuto davanti a questa immane tragedia”.

Potreste obiettarmi ancora: e se gli Ebrei mentissero sui 3 quesiti? Ma allora siete dei “reprobi irredimibili”! E non diventerete mai “prelati di Santa Romana Chiesa”.


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(1) “Pio XII, attacco di Israele: Inaccettabile beatificarlo” in “Corriere della Sera” del 24 ottobre 2008, pagina 16;

(2) “Si spese per aiutare molti ebrei, ma il suo ruolo fu ambiguo” in “Corriere della Sera” del 24 ottobre 2008, pagina 16.


 
 

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