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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

La Terra gira da Ovest ad Est

28.10.08 - La Terra gira da Ovest ed Est. E stamani le prime cattive notizie arrivano dall’Asia, passano per l’Europa, per chiudere a Wall Street: i mercati non credono alle “parole” dei politici e tutte le borse vanno a picco. Per fortuna, sui destini degli uomini, stanno a vegliare i “rapaci della Terra”.

1. I “rapaci della terra

Leggo che Banca Centrale Europea e Federal Riserve sono in sintonia “per fissare nuovi tagli al costo del denaro” (1). Respiro sollevato. Ma subito mi assale un pensiero molesto: i due istituti in questione (banche private) alzano ed abbassano i “tassi di interesse” di carta stampata in tipografia e sulla quale sta scritto “vale 1 US$” oppure ”vale 1 €”. Poi ci pensano gli Stati a riconoscere valore legale a quelle carte, comminando sanzioni penali contro qualche privato che pensasse di stampare carta moneta in proprio.

Che le “crisi economiche e finanziarie” nascano da lì? Dal fatto che le “banche private” applicano degli interessi a dei “pezzi di carta stampata in tipografia”? E che fissino i tassi di interesse a loro piacimento? Del resto la crisi del 1929 fu una “crisi di sovrapproduzione”: i magazzini erano stracolmi di merci invendute, mentre la povera gente faceva la fame, non avendo “moneta per comprare”. Il problema, allora, lo si risolse distruggendo enormi quantità di derrate alimentari (per mantenere i prezzi) e con “l’intervento dello Stato” che avviò molti lavori pubblici (per fare circolare la moneta). Poi ci penso la Seconda Guerra Mondiale a rimettere in moto l’economia americana.

Mi nasce il sospetto che la “crisi finanziaria” del 2008 sia stata programmata. Si dice: negli USA furono concessi molti prestiti a gente che, palesemente, non poteva pagarli. Ed è vero. Ma questo è solo un aspetto della crisi che ci attanaglia. Si tace, infatti, il fatto che la Federal Riserve, che aveva fissato i tassi d’interesse all’1%, abbia poi portato i tassi d’interesse al 5%. Pertanto i cittadini americani furono ingannati. Ed ingannati perfidamente: avevano contratto dei prestiti all’1% e, nel giro di poco tempo, se li videro aumentare al 5%. Inutile dire che questo inganno fu perpetrato a danno della povera gente, soprattutto afroamericani e latinoamericani. Ovviamente: nel nome della “democrazia” e dello “antirazzismo”. Concetti questi sui quali sono soliti ingrassarsi i “rapaci della Terra”.

Oggi si profila un ulteriore inganno: gli Stati intervengono a tenere in piedi le banche e a rassicurare i mercati. Ed intervengono coi soldi dei cittadini. Ma tutti i “politici” assicurano che “si tratta di un intervento provvisorio e che non interferirà sulla gestione delle banche”. Nessuna meraviglia: anche l’opposizione (Veltroni) chiede che “la politica non si impadronisca delle banche”.
Insomma: siamo in buone mani. Buone e disinteressate.

2. Fini e Veltroni si piacciono e si stimano

Il “Corriere della Sera” ci informa che “Fini e Veltroni si piacciono e si stimano”. E che tra i due intercorre un rapporto di “buona diplomazia” (2).

E come potrebbe essere diversamente? L’uno fece carriera sul Fascismo e i sui fascisti per poi sputarci sopra; l’altro fece carriera sul Comunismo e sui comunisti, ma poi cominciò a circondarsi dei rampolli della buona borghesia italica e a difendere gli interessi delle banche private. Alla faccia della “povera ggente” tanto vezzeggiata a parole.

Entrambi non hanno pudore alcuno, avendo scoperto la fallacia del detto del Principe di Salina. Ne “Il Gattopardo” il principe Fabrizio declina l’incarico a “senatore del Regno”, sostenendo che “è necessario che tutto cambi perché tutto rimanga come prima”. E propone il nipote.

Fini e Veltroni, non essendo “uomini” ma “nomenklatura”, hanno scoperto che si può restare al “posto di comando”, ribaltando ideali, progetti e programmi. E giustamente lo “Economist” li ha definito i “leader del futuro” (2). Sono la nuova trincea approntata per difendere gli interessi dei rapaci della terra. Ma hanno già preparato un “piano di riserva”: se la difesa del liberalcapitalismo dovesse fallire; se tutto si ribaltasse; se occorressero nuove idee e nuovi progetti; ebbene, in tali frangenti, Fini si travestirebbe da “comunista” e Veltroni da “fascista”.

Del resto Fini e Veltroni sono gli “eterni travestiti”. Impossibile imitarli.
E nel loro DNA.


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(1) “Borse in attesa delle banche centrali. Fed e BCE pronte a nuovi tagli” in “Corriere della Sera” del 27 ottobre 2008;

(2) “Gianfranco e Walter. La diplomazia segreta” in “Corriere della Sera” del 27 ottobre 2008, pagina 8.

 
 

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