I
Cinesi sono confuciani. E
non credono in Jahvé
29.10.08 - Ho limpressione
che Paolo Mieli sia fuori
Milano. Forse è andato
in ferie in una sperduta isola
del Pacifico; forse si è ritirato in un convento trappista,
colpito nella mente e ferito
al cuore per la crisi economico/finanziaria
che ha colpito USA/Israel.
Non
mi spiego diversamente la
gustosa scenetta narrata ieri
dal Corriere della
Sera (1). Napolitano
era andato in Egitto e si era dato presente agli Arabi per dire loro: anche i Paesi
arabi devono fornire un generoso
e cospicuo sostegno alle forze
di pace (1).
E il caso di dire che
per forze di pace
Napolitano intende gli USA
che hanno invaso lAfganistan
e lIraq e li stanno
irrorando di bombe e duranio
arricchito? Che volete farci?
Il nostro Presidente ha i
suoi vezzi: sostiene che noi
Italyani stiamo in Afganistan
in missione di pace.
Sostiene, ma non spiega perché i nostri soldati devono stare
in Afganistan armatissimi.
Mah!
Gli
Arabi, arretrati ed ignoranti,
parlano ed interloquiscono
in lingua araba.
Videro quel distinto signore,
che assomiglia tanto al compianto
Umberto di Savoia (il
Re di Maggio), andare
a rendere omaggio ai caduti
di El Alamein ed
interpretarono a modo loro: finalmente sono
arrivati quelli dellAsse.
Per cui lo ricevettero in
una riunione straordinaria
della Lega Araba
e gli concessero di parlare
per primo. Solo che
.
Solo che, credendo di parlare
ad un Europeo che si chiama ASSE, aprirono
il cuore ad un gran signore
che lEuropa lama
perché supina. Supina e liberata.
Roberto
Zuccolini, linviato
del Corriere ci descrive un Napolitano impassibile,
mentre gli Arabi alzano la
voce per denunciare le malefatte
degli USA e di Israele. Ecco: quel Napolitano impassibile
fa tanta tenerezza. A
riprova di quanto sia arduo
e faticoso il mestiere di
Presidente. Anche perché,
nella memoria dei popoli arretrati,
è ancora viva la memoria
dellaltro, dellinnominabile,
del tiranno che parlava
in nome di Roma.
***
Oggi
(29 ottobre 2008) altro infortunio
(1). E, poiché quello
che scriverò ha dellincredibile,
lascerò parlare il Corrierone:
1. I preparativi
del vertice di metà
novembre
stanno degenerando
in lotta di potere. Una di
quelle che segnano uno spartiacque.
Da un lato ci sono Pechino
e i Paesi del Golfo, disposti
a impegnare le proprie riserve
per sedare la crisi globale
solo se verrà riconosciuto
loro più peso negli
organismi finanziari internazionali (1).
2. Dallaltro
la Germania e lamministrazione
di Gorge W. Bush, che resistono (1).
Inutile
dire che Cinesi ed Arabi hanno
torto marcio. E non capiscono
i numerosi esempi di altruismo
che USA/Israel ha sempre fornito
al mondo intero. Basti dire,
per fermarci agli ultimi anni,
quanti soldi gli USA hanno
speso per innaffiare Afgani
ed Iracheni di bombe. E perché i beneficiati non dimenticassero
i doni made in USA/Israel,
ci mettevano anche luranio
arricchito. A beneficio, anche,
delle generazioni che verranno.
Anche questa crisi, del resto,
nasce dal desiderio dei banchieri
USA/Israel di beneficiare
la povera gente (meglio se
afroamericani e latinoamericani):
prestavano i soldi con linteresse
dell1%. Ma, quando i
poveracci abboccavano, applicavano
interessi del 5%. Così beneficando, i fratelli
giudei Lehmann sono
andati in bancarotta.
Un
discorso particolare merita
la Germania e Frau Merkel.
I Tedeschi sono accusati della
Shoah. E il mondo
libero, giustamente,
commina sanzioni penali a
coloro che negano il genocidio.
Ebbene: chi è il carnefice
più volenteroso nel
perseguitare i negazionisti?
Manco a dirlo: la Germania.
Segno evidente che la Germania
vuole espiare. E, per espiare,
Frau Merkel sfila in catene
dietro il carro del vincitore.
***
Sono
giochini. Giochini destinati
allinsuccesso. Anche
perché i Cinesi
sono confuciani che non credono
a Jahvé e
gli Arabi hanno subito troppi
insulti e patito troppe umiliazioni
per continuare a credere ad
USA/Israel.
In
questo trambusto, gli Dei,
sullOlimpo, se la ridono
di cuore.
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(1) Lega
Araba contro lAmerica
nel giorno di Napolitano
in Corriere della
Sera del 28 ottobre
2008, pagina 15;
(2)
Verso il G20.
La Cina punta i piedi
in Corriere della
Sera del 29 ottobre
2008, pagina 8.