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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Cretinamente Antifascisti

01.11.08 - Sugli “scontri di Piazza Navona”, avvenuti mercoledì 29 ottobre 2008, il Governo riferisce alla Camera. E ne addebita la responsabilità a certe frange della sinistra (1). Ma “la versione governativa, però, ha fatto insorgere opposizione e movimento studentesco. Antonio Di Pietro (IDV) parla di “menzogne” e di “atto di bassezza mediatica” (2). Le menzogne sono da attribuirsi al Governo, la bassezza mediatica al “Blocco Studentesco” che aveva ripreso le scene degli scontri e le aveva messo in circolazione. Si sa: Antonio di Pietro è “uomo d’onore”. Sia che parli da “poliziotto”, sia che parli da “magistrato”, sia che parli da “politico”. Peccato che, a sbugiardarlo, siano i “sinistri” autori degli scontri. Che dichiarano, pari pari, di avere avviato gli scontri (3).

I fatti non meritano altri commenti, sulla base dell’antico saggio insegnamento di “lasciate che i morti seppelliscano i morti”. Lasciamo, dunque, i morti (ed i loro problemi) ed “occupiamoci dei vivi”. Gli “scontri di Piazza Navona”, a prescindere dalle responsabilità, ottengono il solito risultato: “Il corteo romano si conclude in Piazza del Popolo e il segretario della CGIL, Guglielmo Epifani dal palco: “La maggioranza del Paese non si rassegna. Un intero paese insorge”. Veltroni sfilando dice: “Un governo sbaglia quando non ascolta la voce della società” (3). Insomma, in Italia c’è una “opposizione”. E detta opposizione è rappresentata da Epifani (CGIL) e da Veltroni (PD). Gli “altri” non ci sono. E se qualcuno, che non appartiene alla “parrocchia” di Epifani e Veltroni, volesse partecipare alla protesta per provvedimenti governativi che giudica dissennati, viene tacciato di “fascista” e viene ricacciato indietro.

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Anni addietro è stata pubblicata una vignetta nella quale compariva un “borghese” che poggiava il manico di un ombrello nel deretano di un “operaio”. Stando all’autore della vignetta (mi sfugge il nome), l’operaio non gradiva. Ma, alla luce degli ultimi fatti, mi nasce il crudele sospetto che il “sinistro” godesse nel farsi infilare in culo il manico di un ombrello. Parole in libertà? Ed allora sentiteli gli autori dell’ultima “bravata antifascista”: "Raccontano la loro versione dei fatti con una premessa affidata a Emiliano: Per noi l’antifascismo è un valore irrinunciabile” (3). Ecco sono dichiarazioni rilasciate il 31 ottobre 2008 e che il “Corriere” pubblica il 1 novembre 2008.

E che spiegano a sufficienza l’immondo teatrino che si recita in Italia:

1. E’ necessario tagliare sulla spesa pubblica? Il Governo taglia, ma si guarda bene dal tagliare sulle “basi militari USA dislocate in territorio italiano” oppure sui “10.000 soldati italiani inviati all’estero in missione di pace”. L’opposizione strilla e strepita contro i tagli, ma si guarda bene dal proporre “misure alternative di tagli”.

2. Il Governo vara un “progetto per salvaguardare le banche italiane”, ma avverte che “si tratta di misure contingenti e nel pieno rispetto della loro indipendenza”. Veltroni, dall’opposizione, chiede garanzie in tale senso. Nessuno che proponga di “nazionalizzare le banche”. Nessuno che proponga di risolvere il problema del “signoraggio della moneta”.

Insomma: abbiamo un Governo che finge di affrontare i problemi secondo gli “interessi nazionali”. Ed un’opposizione che non ha il coraggio di proporre quelle misure atte a risolvere la crisi. Ma un indecente balletto di accuse e di contraccuse. Allietato, di tanto in tanto, da qualche scontro tra “fascisti” ed “antifascisti”. Così, tanto per ravvivare l’atmosfera alquanto depressa.

No, io non mi lagno di quegli Italiani che, negli anni 1943/45, “andarono in montagna”. Ma, a guerra finita, si parlò di “resistenza tradita”: avevano capito di essere caduti nelle grinfie di USA/Israel e dei “rapaci della terra”. Mi lagno invece di quei “giovanotti di Rifondazione comunista” che, nel 2008, dichiarano “Per noi l’antifascismo è un valore irrinunciabile (3). Mi lagno e mi chiedo: dobbiamo essere tutti antifascisti? Dobbiamo sfilare tutti con il pugno alzato e con un manico d’ombrello infilato in culo? Mah!

Domanda finale: sono “cretini perché antifascisti” oppure sono “antifascisti perché cretini”. Fate voi.

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(1) “Scuola: Nitto Palma, scontri duri Piazza Navona avviati da sinistra”, ANSA, 31 ottobre 2008, ore 11,37:Roma. Gli scontri più duri di Piazza Navona dell'altro ieri sono stati avviati da un gruppo di circa 400-500 giovani dei collettivi universitari e della sinistra antagonista che è venuto a contatto con gli esponenti di Blocco Studentesco (giovani di destra). Lo ha detto il sottosegretario all'Interno, Francesco Nitto Palma, nell'informativa urgente del Governo alla Camera sugli scontri legati alle proteste contro la riforma Gelmini. Nitto Palma ha spiegato che in piazza quel giorno c'erano un centinaio di persone del Blocco Studentesco, con un camioncino. ''E' usuale, ha sottolineato, che durante le manifestazioni i mezzi con altoparlanti raggiungano Piazza Navona''.
Prima dell'arrivo del gruppo dei 400-500, ha ricostruito il sottosegretario, c'erano stati momenti di tensione e contatti tra i manifestanti del Blocco Studentesco e quelli di sinistra, ma l'interposizione del personale di polizia in abiti civili ha evitato possibili tafferugli. In questo frangente, ha sottolineato, il personale di polizia non ha udito cori apologetici del fascismo, ma slogan contrapposti. In seguito, molti studenti hanno cominciato ad abbandonare la piazza. ''Quelli del Blocco Studentesco, raggruppati intorno al camioncino ed invitati più volte ad allontanarsi dalla piazza dalle forze di polizia, ha proseguito Nitto Palma, avevano iniziato a spostarsi portandosi verso piazza delle Cinque Lune con l'intenzione di andare verso il ministero della Pubblica istruzione. Ma arrivati nella piazza il gruppo ha deciso di fermarsi''.
Nel frattempo, ha riferito, ''da Corso Vittorio sono giunti circa 400-500 persone appartenenti a collettivi universitari ed alla sinistra antagonista che si sono uniti agli altri studenti. Alcuni indossavano caschi di motociclista e, invece di attestarsi nella piazza a manifestare, si sono fatti largo tra i ragazzi e, arrivati all'altezza di piazza delle Cinque Lune si sono dapprima schierati urlando slogan contro i fascisti e poi hanno iniziato un fitto lancio di oggetti, sedie e tavolini prelevati dai bar della piazza''. Alcuni esponenti del Blocco, ha continuato il sottosegretario, ''ma in numero molto minore, si sono schierati ed hanno preso bastoni dal camioncino, mentre i ragazzi dei Collettivi sono avanzati venendo a contatto. Le forze dell'ordine hanno quindi separato i contendenti''.

(2) “Scuola, polemica sugli scontri” in “Corriere della Sera” del 1 novembre 2008, pagina 12;

(3) “I militanti PRC: ci hanno chiamati e abbiamo sbaragliato i fascisti” in “Corriere della Sera” del 1 novembre 2008, pagina 12;

(4) “Scuola in piazza. Maroni: non occupate” in “Corriere della Sera” del 31 ottobre 2008, pagina 1.

 


 
 

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