Cretinamente Antifascisti
01.11.08 - Sugli scontri di Piazza Navona, avvenuti mercoledì 29 ottobre 2008, il Governo riferisce alla Camera. E ne addebita la responsabilità a certe frange della sinistra (1). Ma la versione governativa, però, ha fatto insorgere opposizione e movimento studentesco. Antonio Di Pietro (IDV) parla di menzogne e di atto di bassezza mediatica (2). Le menzogne sono da attribuirsi al Governo, la bassezza mediatica al Blocco Studentesco che aveva ripreso le scene degli scontri e le aveva messo in circolazione. Si sa: Antonio di Pietro è uomo donore. Sia che parli da poliziotto, sia che parli da magistrato, sia che parli da politico. Peccato che, a sbugiardarlo, siano i sinistri autori degli scontri. Che dichiarano, pari pari, di avere avviato gli scontri (3).
I fatti non meritano altri commenti, sulla base dellantico saggio insegnamento di lasciate che i morti seppelliscano i morti. Lasciamo, dunque, i morti (ed i loro problemi) ed occupiamoci dei vivi. Gli scontri di Piazza Navona, a prescindere dalle responsabilità, ottengono il solito risultato: Il corteo romano si conclude in Piazza del Popolo e il segretario della CGIL, Guglielmo Epifani dal palco: La maggioranza del Paese non si rassegna. Un intero paese insorge. Veltroni sfilando dice: Un governo sbaglia quando non ascolta la voce della società (3). Insomma, in Italia cè una opposizione. E detta opposizione è rappresentata da Epifani (CGIL) e da Veltroni (PD). Gli altri non ci sono. E se qualcuno, che non appartiene alla parrocchia di Epifani e Veltroni, volesse partecipare alla protesta per provvedimenti governativi che giudica dissennati, viene tacciato di fascista e viene ricacciato indietro.
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Anni addietro è stata pubblicata una vignetta nella quale compariva un borghese che poggiava il manico di un ombrello nel deretano di un operaio. Stando allautore della vignetta (mi sfugge il nome), loperaio non gradiva. Ma, alla luce degli ultimi fatti, mi nasce il crudele sospetto che il sinistro godesse nel farsi infilare in culo il manico di un ombrello. Parole in libertà? Ed allora sentiteli gli autori dellultima bravata antifascista: "Raccontano la loro versione dei fatti con una premessa affidata a Emiliano: Per noi lantifascismo è un valore irrinunciabile (3). Ecco sono dichiarazioni rilasciate il 31 ottobre 2008 e che il Corriere pubblica il 1 novembre 2008.
E che spiegano a sufficienza limmondo teatrino che si recita in Italia:
1. E necessario tagliare sulla spesa pubblica? Il Governo taglia, ma si guarda bene dal tagliare sulle basi militari USA dislocate in territorio italiano oppure sui 10.000 soldati italiani inviati allestero in missione di pace. Lopposizione strilla e strepita contro i tagli, ma si guarda bene dal proporre misure alternative di tagli.
2. Il Governo vara un progetto per salvaguardare le banche italiane, ma avverte che si tratta di misure contingenti e nel pieno rispetto della loro indipendenza. Veltroni, dallopposizione, chiede garanzie in tale senso. Nessuno che proponga di nazionalizzare le banche. Nessuno che proponga di risolvere il problema del signoraggio della moneta.
Insomma: abbiamo un Governo che finge di affrontare i problemi secondo gli interessi nazionali. Ed unopposizione che non ha il coraggio di proporre quelle misure atte a risolvere la crisi. Ma un indecente balletto di accuse e di contraccuse. Allietato, di tanto in tanto, da qualche scontro tra fascisti ed antifascisti. Così, tanto per ravvivare latmosfera alquanto depressa.
No, io non mi lagno di quegli Italiani che, negli anni 1943/45, andarono in montagna. Ma, a guerra finita, si parlò di resistenza tradita: avevano capito di essere caduti nelle grinfie di USA/Israel e dei rapaci della terra. Mi lagno invece di quei giovanotti di Rifondazione comunista che, nel 2008, dichiarano Per noi lantifascismo è un valore irrinunciabile (3). Mi lagno e mi chiedo: dobbiamo essere tutti antifascisti? Dobbiamo sfilare tutti con il pugno alzato e con un manico dombrello infilato in culo? Mah!
Domanda finale: sono cretini perché antifascisti oppure sono antifascisti perché cretini. Fate voi.
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(1) Scuola: Nitto Palma, scontri duri Piazza Navona avviati da sinistra, ANSA, 31 ottobre 2008, ore 11,37: Roma. Gli scontri più duri di Piazza Navona dell'altro ieri sono stati avviati da un gruppo di circa 400-500 giovani dei collettivi universitari e della sinistra antagonista che è venuto a contatto con gli esponenti di Blocco Studentesco (giovani di destra). Lo ha detto il sottosegretario all'Interno, Francesco Nitto Palma, nell'informativa urgente del Governo alla Camera sugli scontri legati alle proteste contro la riforma Gelmini. Nitto Palma ha spiegato che in piazza quel giorno c'erano un centinaio di persone del Blocco Studentesco, con un camioncino. ''E' usuale, ha sottolineato, che durante le manifestazioni i mezzi con altoparlanti raggiungano Piazza Navona''.
Prima dell'arrivo del gruppo dei 400-500, ha ricostruito il sottosegretario, c'erano stati momenti di tensione e contatti tra i manifestanti del Blocco Studentesco e quelli di sinistra, ma l'interposizione del personale di polizia in abiti civili ha evitato possibili tafferugli. In questo frangente, ha sottolineato, il personale di polizia non ha udito cori apologetici del fascismo, ma slogan contrapposti. In seguito, molti studenti hanno cominciato ad abbandonare la piazza. ''Quelli del Blocco Studentesco, raggruppati intorno al camioncino ed invitati più volte ad allontanarsi dalla piazza dalle forze di polizia, ha proseguito Nitto Palma, avevano iniziato a spostarsi portandosi verso piazza delle Cinque Lune con l'intenzione di andare verso il ministero della Pubblica istruzione. Ma arrivati nella piazza il gruppo ha deciso di fermarsi''.
Nel frattempo, ha riferito, ''da Corso Vittorio sono giunti circa 400-500 persone appartenenti a collettivi universitari ed alla sinistra antagonista che si sono uniti agli altri studenti. Alcuni indossavano caschi di motociclista e, invece di attestarsi nella piazza a manifestare, si sono fatti largo tra i ragazzi e, arrivati all'altezza di piazza delle Cinque Lune si sono dapprima schierati urlando slogan contro i fascisti e poi hanno iniziato un fitto lancio di oggetti, sedie e tavolini prelevati dai bar della piazza''. Alcuni esponenti del Blocco, ha continuato il sottosegretario, ''ma in numero molto minore, si sono schierati ed hanno preso bastoni dal camioncino, mentre i ragazzi dei Collettivi sono avanzati venendo a contatto. Le forze dell'ordine hanno quindi separato i contendenti''.
(2) Scuola, polemica sugli scontri in Corriere della Sera del 1 novembre 2008, pagina 12;
(3) I militanti PRC: ci hanno chiamati e abbiamo sbaragliato i fascisti in Corriere della Sera del 1 novembre 2008, pagina 12;
(4) Scuola in piazza. Maroni: non occupate in Corriere della Sera del 31 ottobre 2008, pagina 1.