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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

“Antifascisti” si, ma con la “zucca” rigorosamente vuota

03.11.08 - Il 29 ottobre 2008 sono avvenuti, a Piazza Navona in Roma, degli scontri tra “fascisti” ed “antifascisti”. E fino ad oggi (2 novembre 2008) taluni “politici” e taluni “commentatori” si arrampicano sugli specchi per dare ragione agli uni oppure agli altri. A me pare un balletto indecente. E per queste considerazioni:

1. Può oggi aversi un “fascismo” e dei “fascisti” senza “una generazione reduce dalle trincee”? Senza gli “Arditi”? Senza i “legionari fiumani”? Io penso che dei “fascisti storici” si può dire: “Erano dei sognatori a rivendicare l’identità di Roma antica”. Oppure si può dire: “Erano dei tromboni pieni di retorica e con scarsa sostanza. E, difatti, arrivati al dunque, gli Italiani hanno dimostrato di non avere la stoffa dei romani antichi”. Opinioni entrambe legittime. Ed io penso che, a voler parlare di “fascismo” e di “fascisti”, ci si deve chiedere: “fu poesia e sogno” oppure fu “vuota retorica”?

2. Discorso analogo andrebbe fatto sullo “antifascismo” e sugli “antifascisti”. Nel senso che, a fascismo vigente, era nella logica che ci fosse anche l’antifascismo. Così come ci fu della logica che, quando i Tedeschi occuparono l’Italia vigliaccamente abbandonata a se stessa dal Re e dal Governo Badoglio, taluni “andarono in montagna”. Costoro vinsero la guerra, si fecero Stato ed emanarono la Costituzione.

La vittoria degli Alleati in guerra, la vittoria degli antifascisti nella lotta partigiana, il loro assumere la gestione della “Res Publica”, l’emanazione della Costituzione da parte dei “Padri Costituenti”, tutti espressione dei partiti del CLN, sono “fatti”. E sui fatti non è possibile discussione alcuna. Salvo essere dei fanatici stralunati. Ma non mi risulta di “bande fasciste” annidate sulle Alpi e sugli Appennini. Mi risulta, invece, di alcuni giovanotti del Partito della Rifondazione comunista che, interpellati il 31 ottobre 2008, rispondono: “Per noi l’antifascismo è un valore irrinunciabile” (3). Ed allora i conti non mi tornano. Ma mi riservo di chiarirvi in seguito “i conti che non mi tornano”.

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Le “historie” narrano che gli statisti vissuti prima del 1945, erano “infelici”. Ed infatti costoro si chiedevano continuamente: “Burro oppure cannoni”? Volendo dire che qualsiasi somma spesa per “armati ed armamenti” veniva sottratta dal “cibo” da distribuire alle popolazioni. E non era facile né semplice contemperare le necessità della “difesa nazionale” dal “benessere dei popoli”. Gli “statisti” (?!?) della “democrazia antifascista nata dalla resistenza” non hanno avuto di queste angosce e di questi patemi d’animo: le spese militari venivano decise negli USA. E agli “statisti” di questo dopoguerra restava solo il compito di distribuire il rimanente al popolo.

Insomma: ci eravamo liberati del “Tedesco invasore” ma ci avevamo caricato sul groppone lo “Yankee liberatore”. Ad un punto tale che taluni, che avevano fatto la resistenza, parlarono di “resistenza tradita”. Ma tanti papponi, dal 1945 ai nostri giorni, celebrano i “fatti gloriosi” e magnificano le “libertà conquistate”. In cosa consistano queste libertà, se dobbiamo tenerci sul territorio nazionale 113 basi militari USA (pagando per il loro mantenimento) ed inviare all’estero 10.000 soldati italiani (a nostre spese) è un mistero. Un mistero antifascista.

Su questo piano centrodestra e centrosinistra sono le due facce della stessa falsa moneta, entrambi espressione del “partito americano”. Il Governo Berlusconi “taglia sulle spese della pubblica amministrazione”, ma si guarda bene dal tagliare sulle “spese militari” (su quelle decidono gli USA). La “opposizione di Sua Maestà” strilla e strepita sui “tagli”, ma si guarda bene dal proporre di “tagliare le spese militari” per non incorrere nelle ire del “liberatore yankee”.

L’opposizione organizza anche cortei e scioperi “di protesta”. Ma, se ad un “corteo di protesta contro i tagli operati sulla scuola”, si aggregano alcune “frange non conformi”, si grida al “fascismo che ritorna” e li si aggredisce. Perché il problema non consiste nello spuntarla e fare ingoiare al Governo Berlusconi un provvedimento ingiusto. Il problema sta nel “continuare la lotta partigiana cominciata nel 1943”. E che ancora non è finita. Anche perché, nel 2008, è facile e semplice “combattere contro il Tedesco invasore” ma sarebbe problematico “combattere contro lo Yankee liberatore”. Ed, allora, “avanti popolo”: tutti “cretini”, ma rigorosamente “antifascisti”.

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Mi si potrebbe obiettare: quei giovanotti del PRC sono dei “cretini”, degli “sprovveduti che non sanno quello che dicono”. Lo dite voi. Andiamo invece ad analizzare il pensiero di uno che, a giudizio unanime non è un “cretino” e neppure uno “sprovveduto”: Guglielmo Epifani, Segretario Nazionale della CGIL.

Guglielmo Epifani rilascia un’intervista al “Corriere della Sera” (2). E chiede che “si diano delle provvidenze agli Italiani”. Agli Italiani, ma “anche agli stranieri”. Inutile dire che simili proposte, avanzate in tempi di crisi galoppante, suscitano lo scetticismo degli Italiani. E l’ilarità di Berlusconi che si dice: “Con questi scampoli governerò 100 anni nel consenso generale”. E difatti….

E difatti Sergio Rizzo, che fa l’intervista, chiede: “Dove prendiamo le risorse”? Ed Epifani risponde: “Perché non usare i denari che si spendono oggi per la detassazione degli straordinari?” (2). Testuale. E, poiché la “detassazione degli straordinari” è una misura aleatoria per alleviare la crisi delle aziende e degli operai, il senso della risposta è: “Berlusconi si arrangi a trovare le risorse”. E crede, sogna e spera, con questi mezzucci dialettici, di convincere gli Italiani?

E dire che le risorse ci sarebbero se si tagliasse sulle 113 basi militari USA e sui 10.000 soldati italiani inviati all’estero. Ma non si può dire per non suscitare l’ira dello “Yankee liberatore”. Inutile dire che una spruzzata di “antifascismo” risulta tanto utile a coprire questa pochezza propositiva.

Domanda: gli “antifascisti 2008” sono dei “cretini”? Risposta: molti “sono cretini”, altri “si fanno cretini”. Adesso i conti mi tornano, ma confesso che mi lasciano sconsolato.

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(1) “I militanti PRC: ci hanno chiamati e abbiamo sbaragliato i fascisti” in “Corriere della Sera” del 1 novembre 2008, pagina 12;

(2) “Epifani: immigrati, la Bossi-Fini deve essere congelata per 2 anni” in “Corriere della Sera” del 2 n novembre 2008, pagina 5


 
 

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