Questi
Tedeschi
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03.11.08 - Questi Tedeschi
che hanno tagliato le mani
ai bambini belgi durante la
Prima Guerra Mondiale; questi
Tedeschi che hanno ucciso
gassandoli (va precisato perché,
essendo tecnicamente impossibile,
serve a quantificare la nostra
credulità) 6 milioni
di Ebrei durante la Seconda
Guerra Mondiale; questi Tedeschi
Sono sempre i soliti!
Si sono permessi di svillaneggiare
il nostro Presidente Napolitano. Accusandolo di
essere un comunista e un giapponese.
Passi per comunista (i nostri
furono comunisti fino a quando
cera lUnione Sovietica.
Ma, poi, negano tutti di essere
stati comunisti). Ma giapponese?!?
E giustamente, in tanti, in
Italia e in Germania, parlano
di accuse deliranti.
A margine la nota della ANSA dalla quale riporto le deliranti
accuse ma non riporto
le devote difese:
Napolitano non ne ha bisogno!
Mi sa tanto che questi Tedeschi
non hanno capito niente del
nostro Presidente. E si sono
inalberati alle sue dichiarazioni
rilasciate in occasione della
commemorazione della battaglia
di El Alamein. Non sanno che
il nostro Presidente sostiene che i
soldati italiani sono in Afganistan
in missione di pace?
Non sanno che il nostro
Presidente sostiene
che gli USA sono
andati in Afganistan per esportarci
la democrazia?
Una cosa deve essere chiara:
un uomo che esprime questi
alti e nobili concetti non
può essere svillaneggiato.
Naturalmente, nella speranza
che gli USA vincano la guerra.
Giapponese? Mah!
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(1)
BERLINO: "SU NAPOLITANO
FRASI IRRESPONSABILI"
BERLINO.
Il quotidiano tedesco Frankfurter
Allgemeine Zeitung ha criticato
Napolitano, il quale la settimana
scorsa ad Al Alamein, commemorando
la sconfitta italiana del
1942, ha parlato di ''storica
insostenibilità delle
ragioni, delle motivazioni
e degli obiettivi dell'impresa
bellica nazifascista''.
In un articolo, ''Si
continua a sparare'',
la 'Faz' si è
scagliata anche contro la
sentenza della Corte di Cassazione,
del 21 ottobre scorso, con
cui la Germania e' stata condannata
a pagare i danni morali (stimati
in circa 800 mila euro) a
nove familiari delle vittime
costituitisi parte civile
nel processo contro l'ex sergente
nazista Max Josef Milde, oggi
quasi novantenne.
..
"Per
alcuni in Italia la seconda
guerra mondiale non è
ancora finita,
ha scritto ieri il domenicale
conservatore in un lungo articolo
del corrispondente da Roma.
Questo vale per
il presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, e per
alcuni esponenti del palazzo
di giustizia di Roma. Nel
labirinto della giustizia
i giudici della corte di cassazione,
la suprema corte d'appello
italiana, come soldati giapponesi
rimasti abbandonati su un'isola
del Pacifico non toccata dai
cambiamenti sono rimasti dell'opinione
che le operazioni di combattimento
tra il Reich tedesco e 'gli
italiani comuni' vanno avanti
e dovranno essere concluse
vittoriosamente per l'Italia
attraverso strumenti giuridici".
Nel
proseguimento dell'articolo
pieno di livore del corrispondente
romano del giornale tedesco,
vengono ricordate anche le
affermazioni del presidente
Napolitano a El Alamein, in
occasioni delle celebrazioni
per ricordare le vittime della
battaglia tra alleati occidentali
da una parte, tedeschi e italiani
dall'altra, avvenuta 66 anni
prima. "Come fedele
iscritto all'ex partito comunista
italiano del quale ha fatto
parte dal 1945 fino alla sua
trasformazione in Democratici
di sinistra nel 1991, Napolitano
ha continuato la guerra con
strumenti politici, quasi
sette decenni dopo gli avvenimenti"
scrive il giornale.
ANSA,
3.11.2008, ore 17,02