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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Questi Tedeschi….

03.11.08 - Questi Tedeschi che hanno tagliato le mani ai bambini belgi durante la Prima Guerra Mondiale; questi Tedeschi che hanno ucciso gassandoli (va precisato perché, essendo tecnicamente impossibile, serve a quantificare la nostra credulità) 6 milioni di Ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale; questi Tedeschi…… Sono sempre i soliti!

Si sono permessi di svillaneggiare il “nostro Presidente” Napolitano. Accusandolo di essere un “comunista” e un “giapponese”. Passi per comunista (i nostri furono comunisti fino a quando c’era l’Unione Sovietica. Ma, poi, negano tutti di essere stati comunisti). Ma giapponese?!? E giustamente, in tanti, in Italia e in Germania, parlano di “accuse deliranti”. A margine la nota della “ANSA” dalla quale riporto le “deliranti accuse” ma non riporto le “devote difese”: Napolitano non ne ha bisogno!

Mi sa tanto che questi Tedeschi non hanno capito niente del nostro Presidente. E si sono inalberati alle sue dichiarazioni rilasciate in occasione della commemorazione della battaglia di El Alamein. Non sanno che il “nostro Presidente” sostiene che “i soldati italiani sono in Afganistan in missione di pace”? Non sanno che il “nostro Presidente” sostiene che “gli USA sono andati in Afganistan per esportarci la democrazia”? Una cosa deve essere chiara: un uomo che esprime questi alti e nobili concetti non può essere svillaneggiato. Naturalmente, nella speranza che gli USA vincano la guerra. Giapponese? Mah!

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(1) BERLINO: "SU NAPOLITANO FRASI IRRESPONSABILI"

BERLINO. Il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung ha criticato Napolitano, il quale la settimana scorsa ad Al Alamein, commemorando la sconfitta italiana del 1942, ha parlato di ''storica insostenibilità delle ragioni, delle motivazioni e degli obiettivi dell'impresa bellica nazifascista''. In un articolo, ''Si continua a sparare'', la 'Faz' si è scagliata anche contro la sentenza della Corte di Cassazione, del 21 ottobre scorso, con cui la Germania e' stata condannata a pagare i danni morali (stimati in circa 800 mila euro) a nove familiari delle vittime costituitisi parte civile nel processo contro l'ex sergente nazista Max Josef Milde, oggi quasi novantenne.
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"Per alcuni in Italia la seconda guerra mondiale non è ancora finita”, ha scritto ieri il domenicale conservatore in un lungo articolo del corrispondente da Roma. “Questo vale per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e per alcuni esponenti del palazzo di giustizia di Roma. Nel labirinto della giustizia i giudici della corte di cassazione, la suprema corte d'appello italiana, come soldati giapponesi rimasti abbandonati su un'isola del Pacifico non toccata dai cambiamenti sono rimasti dell'opinione che le operazioni di combattimento tra il Reich tedesco e 'gli italiani comuni' vanno avanti e dovranno essere concluse vittoriosamente per l'Italia attraverso strumenti giuridici".

Nel proseguimento dell'articolo pieno di livore del corrispondente romano del giornale tedesco, vengono ricordate anche le affermazioni del presidente Napolitano a El Alamein, in occasioni delle celebrazioni per ricordare le vittime della battaglia tra alleati occidentali da una parte, tedeschi e italiani dall'altra, avvenuta 66 anni prima. "Come fedele iscritto all'ex partito comunista italiano del quale ha fatto parte dal 1945 fino alla sua trasformazione in Democratici di sinistra nel 1991, Napolitano ha continuato la guerra con strumenti politici, quasi sette decenni dopo gli avvenimenti" scrive il giornale.
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ANSA, 3.11.2008, ore 17,02


 
 

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