Antifascista
avvisato, quacquaraquà
salvato
04.11.08 - Ai Tedeschi i conti
non tornano. Ma, poiché
hanno perso la Seconda Guerra
Mondiale, di necessità
hanno fatto virtù.
E, pertanto, dal 1945 ai nostri
giorni pagano dei risarcimenti
di guerra a tutti.
Era sufficiente dire ed affermare
di avere subito danni da parte
del Tedesco invasore
perché i Tedeschi mettessero
mano al portafoglio. E pazienza
se tutti gonfiavano i danni per avere maggiori risarcimenti.
Memori della giustizia
di Brenno che aveva
statuito: Guai
ai vinti.
Ed è su questa base
che, finora, hanno accettato
i nostri giudizi, le nostre
sentenze e i nostri verdetti.
Tanto per dire: a Bentivegna,
che mise la bomba in Via Rasella
uccidendo 36 soldati, la medaglia
doro e il riconoscimento
di eroe della resistenza;
a Erich Priebke, che, su ordini
superiori, aveva diretto la
rappresaglia, laccusa
di boia e il carcere a vita.
Malgrado la tardissima età.
E malgrado Germania ed Italia
abbiano ristabilito da tempo
immemorabile rapporti di amicizia e di alleanza.
Cè da concludere
che, in Italia, la resistenza
contro il Tedesco invasore
non è finita nel 1945
ma continua anche ai nostri
giorni.
Dubito
che continuerà. Perché
i Tedeschi che, dal 1945 ai
nostri giorni hanno abbozzato,
cominciano a manifestare chiarissimi
segni dinsofferenza.
Chiarisco su questo il mio
pensiero. Nel corso di una
guerra (convenzionale oppure
asimmetrica) avvengono mille
brutture. Ed è normale
che, nel corso della lotta,
ciascuno di noi giustifichi
le proprie brutture e punti
il dito accusatore sulle brutture
altrui. Poi, a guerra finita,
si torna al diritto e alla giustizia:
si firmano appositi Trattati per passare dallo stato
di guerra allo stato
di pace.
Anche
noi lo abbiamo fatto. Solo
che, su queste cose, abbiamo
messo su due vergogne:
1.
Nel 1945 si profilava il pericolo
sovietico ed
era giocoforza mobilitare
i Tedeschi per difendere
lEuropa.
Fù così che
lo Yankee liberatore
ci ordinò di lasciar
perdere coi fatti di guerra.
Detto, fatto: tutti i fascicoli
concernenti procedimenti penali
contro i Tedeschi furono nascosti
in un armadio e non se ne
parlò più.
2.
Poi, nel 1989, lUnione
Sovietica implose e lo Yankee
liberatore ritenne
utile sollevare un grande
polverone sul male
assoluto: nel 1990
fu scoperto larmadio
zeppo di fascicoli, lo si
definì armadio
della vergogna e
si riaprirono dei fascicoli
ingialliti. E, vergogna sulla
vergogna, si perseguirono
dei criminali
che, allepoca dei fatti,
erano giovanissimi; ma che,
quando li si cercò,
erano morti oppure moribondi.
Scordandoci dellammonimento
del giureconsulto antico che
ammoniva: Summum
Jus, summa iniuria.
***
La
via dello antifascismo
è infinita. E non conosce
il ridicolo. Anche la via
della vergogna. Succede,
dunque, che se lo Yankee
liberatore ci ammazza
un ufficiale (Nicola Calipari)
la giustizia italiana dichiari che cè carenza di giurisdizione.
Succede anche che la giustizia
italiana condanni
dei vecchi per fatti avvenuti
60 anni prima. Insomma: la giustizia italiana ha giurisdizione sul Tedesco invasore
del 1943/45 ma non ha giurisdizione sullo Yankee liberatore
dal 1945 ai nostri giorni.
Inutile dire che, a questo
punto, dire antifascisti
è poco. E necessario
aggiungere: spudorati.
Inutile dire che non è colpa dei magistrati che applicano
la legge, ma dei politici
che hanno emanato delle strane
leggine.
In
ogni caso, allennesima
sentenza che condanna la Germania
per fatti di guerra
avvenuti nel 1943/45,
i Tedeschi reagiscono. Con
brutte (bruttissime) parole
pubblicate su un autorevole
quotidiano tedesco. Parole
che sono state condannate
dalle autorità tedesche (1). Solo
che
. Solo che le autorità tedesche: la Germania
ha nei giorni scorsi sollecitato
lItalia ad appoggiarla
presso la Corte dellAja,
dove le autorità di
Berlino stanno per presentare
ricorso sul tema degli indennizzi (1). E i nostri cosa risponderanno? Che la
guerra continua?
Già: ma contro
chi continua una
guerra finita nel 1945? Misteri
dellantifascismo.
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(1) La
FAZ contro il
Colle, scuse della Germania
in Corriere della
Sera del 4 novembre
2008, pagina 14.