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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Se Pio XII “tacque”, Pio XI “approvò”

05.11.08 - Prosegue il “processo alla Chiesa”. E, dopo le bordate contro Pio XII, si apre un altro fronte: Pio XI. Pare, dunque, che, durante “l’avventura africana”, il clero tifasse apertamente per il bieco tiranno. Peggio: quando Mussolini intervenne per impedire “rapporti troppo stretti” tra gli Italiani e le Abissine, chiese l’aiuto della Chiesa. E, come risulta da documenti inoppugnabili, Pio XI avrebbe consentito che il clero dissuadesse gli Italiani dal “frequentare” le Abissine.

Consentitemi, dunque, di ringraziare Sergio Luzzatto che arricchisce le mie scarse conoscenze storiche (1). Oddio, di cognome fa “Luzzatto” e di nome “Sergio”, ma niente a che spartire con la “GENS SERGIA”. Sì, si chiama “Sergio”; ma potrebbe anche chiamarsi “Moises”, o “Yehuda”, o “David”. In ogni caso, poiché io non ho pregiudizi razziali, seguirò il suo ragionamento. Sia pure per denunciarne la doppiezza. Io non so cosa volesse esattamente Mussolini nel proibire la “convivenza” tra Italiani ed Abissine. E’ possibile che fosse mosso non da motivi “morali” ma da motivi “razziali”. Del resto Gianfranco Fini, storico di vasta e profonda cultura, ha definito il “fascismo male assoluto”. Ed io mi attengo alla sua opinione. Ma mi tocca sommessamente osservare che Pio XI e il clero avevano qualche motivazione di carattere morale: molti Italiani avevano moglie italiana in Italia e convivente africana in Abissinia. Ed è strano che Luttazzo (cognome) e Sergio (nome) non lo recepisca.
Che sia la solita campagna di mistificazione? Che, dopo il fascismo, sia venuto il turno di Santa Romana Chiesa?
Mah!

***

Mi nasce il sospetto che sia in atto una orchestrata campagna denigratoria nei confronti della Chiesa e dei suoi esponenti. E che, stranamente, la Chiesa incassi, limitandosi a “porgere l’altra guancia”. Confesso: non so dire se si tratta di “spirito evangelico”, di “prudenza diplomatica”, oppure di un uso eccessivo di “fegato di coniglio”. Ma, poiché io non sono “giudeocristiano”, sono poco “cristiano” e molto “romano”, consiglierei tutti questi mestatori a dare uno sguardo alle “vicende della Palestina”.

In Israele è vigente una “legge razziale fascista” che comanda che un Palestinese, che vive entro i confini di Israele, non può convivere con una Palestinese che vive fuori dei confini di Israele. Anche se i due sono regolarmente sposati. Insomma: le “leggi razziali fasciste” sono “immonde” se vengono promulgate in Italia, ma sono “benedette” se promulgate in Israele. Si tratta, in quel particolare caso, di difendere la “identità ebraica” non la “identità italiana”.

E poi costoro pretendono di pontificare! Lo fanno perché la controparte non osa profferire le parole di Gesù: “Ipocrita, vedi la pagliuzza nell’occhio di tuo fratello e non vedi la trave che è nel tuo occhio”. Ma forse, da quelle parti, a forza di leggere il Talmud si sono scordati dei Vangeli.

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(1) “Pio XI e quel razzismo d’Africa” in “Corriere della Sera” del 5 novembre 2008, pagina 49.

 
 

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