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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Meno male che “Obama” si chiama “Obama”

06.11.08 - Leggo il “Corriere” e respiro sollevato. Già: il “Corriere” dedica 17 delle sue 64 pagine alla “vittoria di Obama”. Ed altre 2 pagine di commento al “giubilo degli Italyani per la vittoria di Obama”. Inutile dire che dalla pagina 1 alla pagina 17 si “lecca in proprio”. E, quindi, seriosamente. Nelle pagine 18 e 19, invece, si commenta sarcasticamente la “obamamania” che ha colpito gli Italyani tutti.

Sono commenti oltre i limiti della umana decenza. E, pertanto, ve li risparmio. Limitandomi ad esprimervi la mia gioia per il fatto che “Obama” si chiama “Obama”. Ma v’immaginate cosa sarebbe successo se Obama si fosse chiamato come quella espressione di Cambronne a Waterloo (“Merde”)? I nostri linguisti si sarebbero accapigliati se i politici italyoti sarebbero da definire “merdosi”, “merdisti” oppure “merdastri”. Dovete, dunque, convenire che l’abbiamo scampata bella.

Poi ci sono le eccezioni. Kossiga stila un telegramma di “congratulazioni per la vittoria”, ma… Ma lo spedisce a Veltroni (1). C’è chi ne parla con realismo (2): “Nella maggioranza, così come nell’opposizione, nessuno si immagina un Obama “pacifista”, nessuno ipotizza un ritiro delle truppe dall’Iraq: “Vorrebbe dire”, secondo il centrista Buttiglione, che gli USA abbandonano al loro destino Israele. Perché è questo il motivo per cui ci sono andati, è per questo che non se ne andranno” (2). Notate le ingiustizie della politica: io e Buttiglione diciamo le stesse medesime cose. Eppure io passo per “antisemita”, mentre Buttiglione figura come “centrista” e “moderato”. Mah!

Poi ci sono i “ragazzi prodigio”: Maurizio Gasparri esprime disappunto per la vittoria di Obama, ma viene rimbrottato da tutti ed aspramente rimbeccato da Fini (3). Ignazio La Russa, invece, rompe il porcellino portafortuna: va in Sinagoga, “commemora i caduti ebrei della Grande Guerra e propone una giornata di commemorazione “per non dimenticare la tragedia delle leggi razziali” (4). Solo che, essendo “intelligentissimo”, non chiarisce se allude alle “leggi razziali fasciste” oppure alle “leggi razziali israeliane”. Che Ignazio La Russa faccia il doppio gioco? La cosa non è da escludere, visti i precedenti del “nostro”. Anche perché, se i politici sembrano gradire, i mercati segnano “profondo rosso”. Segno che Obama suscita qualche sospetto. In ogni caso, meno male che si chiama Obama.

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(1) “Obamiani scatenati. E scatta la corsa a esaltare il leader” in “Corriere della Sera” del 6 novembre 2008, pagina 19;

(2) “La tela di Silvio” in “Corriere della Sera” del 6 novembre 2008, pagina 18;

(3) “Il premier: a Barack darò consigli di anziano” in “Corriere della Sera” del 6 novembre 2008, pagina 18;

(4) “Leggi razziali, una tragedia” in “Corriere della Sera” del 6 novembre 2008, pagina 18.

 
 

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