Meno
male che Obama
si chiama Obama
06.11.08 - Leggo il Corriere
e respiro sollevato. Già:
il Corriere dedica 17 delle sue 64 pagine
alla vittoria di
Obama. Ed altre
2 pagine di commento al giubilo
degli Italyani per la vittoria
di Obama. Inutile
dire che dalla pagina 1 alla
pagina 17 si lecca
in proprio. E, quindi,
seriosamente. Nelle pagine
18 e 19, invece, si commenta
sarcasticamente la obamamania che ha colpito gli Italyani
tutti.
Sono
commenti oltre i limiti della
umana decenza. E, pertanto,
ve li risparmio. Limitandomi
ad esprimervi la mia gioia per
il fatto che Obama si chiama Obama.
Ma vimmaginate cosa sarebbe
successo se Obama si fosse chiamato
come quella espressione di Cambronne
a Waterloo (Merde)?
I nostri linguisti si sarebbero
accapigliati se i politici italyoti
sarebbero da definire merdosi, merdisti oppure merdastri.
Dovete, dunque, convenire che
labbiamo scampata bella.
Poi
ci sono le eccezioni. Kossiga
stila un telegramma di congratulazioni
per la vittoria,
ma
Ma lo spedisce a
Veltroni (1). Cè chi ne parla con realismo
(2): Nella maggioranza,
così come nellopposizione,
nessuno si immagina un Obama
pacifista, nessuno
ipotizza un ritiro delle truppe
dallIraq: Vorrebbe
dire, secondo
il centrista Buttiglione,
che gli USA abbandonano
al loro destino Israele. Perché
è questo il motivo
per cui ci sono andati, è per questo che non se ne andranno (2). Notate le ingiustizie
della politica: io e Buttiglione
diciamo le stesse medesime
cose. Eppure io passo per antisemita,
mentre Buttiglione figura
come centrista e moderato.
Mah!
Poi
ci sono i ragazzi
prodigio: Maurizio
Gasparri esprime disappunto
per la vittoria di Obama,
ma viene rimbrottato da tutti
ed aspramente rimbeccato da
Fini (3). Ignazio La Russa,
invece, rompe il porcellino
portafortuna: va in Sinagoga, commemora i caduti
ebrei della Grande Guerra
e propone una giornata di
commemorazione per
non dimenticare la tragedia
delle leggi razziali (4). Solo che, essendo intelligentissimo,
non chiarisce se allude alle leggi razziali fasciste oppure alle leggi
razziali israeliane.
Che Ignazio La Russa faccia
il doppio gioco? La cosa non
è da escludere, visti
i precedenti del nostro.
Anche perché, se i
politici sembrano gradire,
i mercati segnano profondo
rosso. Segno che
Obama suscita qualche sospetto.
In ogni caso, meno male che
si chiama Obama.
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(1) Obamiani
scatenati. E scatta la corsa
a esaltare il leader
in Corriere della
Sera del 6 novembre
2008, pagina 19;
(2)
La tela di Silvio
in Corriere della
Sera del 6 novembre
2008, pagina 18;
(3)
Il premier: a
Barack darò consigli
di anziano in
Corriere della Sera
del 6 novembre 2008, pagina
18;
(4)
Leggi razziali,
una tragedia
in Corriere della
Sera del 6 novembre
2008, pagina 18.
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