Americanisti:
oltre il buonsenso, oltre
la logica, oltre il pudore
07.11.08 - Su Berlusconi sono
state dette mille cose. Non
so quanto cè di vero e quanto di artificioso.
Ma, anche se il 10% di quanto
si è detto fosse vero,
ci sarebbe da concludere che Berlusconi è un losco. I suoi
detrattori (Veltroni, Di Pietro
& Compagnia Cianciante),
invece, sono candide
colombe. Io non
vorrei scegliere tra centrodestra
e centrosinistra, tra Berlusconi
e la coppia Veltroni/Di Pietro,
avendo io altri orientamenti.
Ma, se fossi costretto a comprare
una macchina usata,
preferirei rivolgermi al losco
Berlusconi che ai candidi Veltroni/Di
Pietro.
Intendiamoci:
centrodestra e centrosinistra
sono entrambi espressione
del partito americano
e sionista. Solo
che Berlusconi e il centrodestra
esprimono la anima
antica della NATO,
con tutte le sue implicazioni.
Veltroni e il centrosinistra
ne esprimono, invece, la anima
novella: sono gli
orfani dellUnione Sovietica
e del Patto di Varsavia che,
avendo perso il padrone
sovietico, sono
corsi ad arruolarsi sotto
il padrone americano.
Costoro, tutti costoro, non
sono patrioti italiani ed europei; ma patrioti
di USA/Israel. E
cionondimeno
.
E
cionondimeno emergono, tra
i due schieramenti delle divergenze
che Evola, se fosse vivo,
attribuirebbe alle rispettive equazioni personali.
Berlusconi è un uomo
cresciuto nella società civile e che, in
un certo momento, è sceso in politica.
Veltroni e molti dei suoi
sono, invece, figli
e nipoti della politica.
E pazienza se, passando da
nonno a padre e da padre in
figlio, hanno transitato dal
liberalismo al fascismo, dal
fascismo allantifascismo
e dal comunismo allamericanismo.
Pazienza, visto e considerato
che sono tutti approdati al partito antinazionale
ed antieuropeo.
***
Parole
in libertà? E, allora,
riflettete su alcuni fatti
recenti. In occasione
della guerricciola Russia/Georgia
dellAgosto 2008, gli
Usa e molti Europei amici
di USA/Israel proposero
di applicare delle
sanzioni contro Mosca.
Molti Europei (tra i quali
Nicolas Sarkozy ed Angela
Merkel) si opposero. Ma fu
Berlusconi ad esplicitare: Non se ne parli
neppure. Io sono amico di
Gorge W. Bush, ma sono anche
amico di Vladimir Putin.
E di sanzioni contro la Russia
non si parlò. Solo
che, in tale circostanza,
si levarono in Italia delle voci stridule a condannare le parole di
Berlusconi. Erano voci del
Partito Democratico e del berlusconiano Paolo Guzzanti.
Nel
Novembre 2008 Berlusconi,
seguito da 5 ministri e da
un nugolo di industriali si
reca a Mosca, dove stringe
importanti accordi commerciali
tra Italia e Russia. In questo
contesto propone una alleanza
strategica tra Unione Europea
e Russia (1).
In proposito, il quotidiano La Sicilia
fa sapere che lintescambio
commerciale tra Italia e Russia è cresciuto
del 60% (1). A riprova
che una certa politica è
utile allItalia e allEuropa.
Eppure
. Eppure il centrosinistra
e i suoi massimi esponenti
non trovano di meglio che
polemizzare con Berlusconi.
Usando, perfino, toni apocalittici.
Oggi
i giornali sono pieni zeppi
di queste polemiche. Ma riportano
anche le mille gaffes di Berlusconi
in mille circostanze. Si potrebbe
concludere che il personaggio
soffre di incontinenza
verbale e chiuderla
così. Ma i sinistri
del centrosinistra parlano di crisi
nei rapporti Italia/USA e chiedono che Berlusconi si scusi.
Io ci riderei sopra, ma riscontro
un sereno parere di Massimo
Franco che vi sottopongo: Una battuta, nelle
intenzioni scherzosa, finisce
per risultare una gaffe. Scatena
lopposizione
(2). E ancora: Copre
perfino quello che il premier
ha detto su Russia e Georgia,
politicamente più ingombrante.
Ribadire, come ha fatto ieri,
che nel conflitto dellestate
scorsa i torti sono georgiani
e la ragione di Dmitri Medvedev
e Vladimir Putin, significa
abbracciare la versione del
Cremlino; ed ufficializzare
una divergenza di vedute con
gli USA di George W. Bush,
e verosimilmente dello stesso
Obama (2).
Insomma
Berlusconi rischia e, rischiando,
getta le basi di un rapporto
privilegiato tra
Italia e Russia. E, contemporaneamente,
propone accordi strategici
tra Unione Europea e Russia.
Cè da concludere
che Berlusconi, malgrado il
suo vissuto e le sue gaffes,
fa gli interessi italiani:
delle sue industrie e delle
sue maestranze. E cè da chiedersi quali interessi
fanno Veltroni e Di Pietro: gli interessi del
Re di Prussia? Del
resto Massimo Franco conclude:
polemica
inesistente, montata in modo
strumentale dalla sinistra.
Laspetto strumentale
è innegabile; ma lo
è altrettanto loccasione
offerta da Berlusconi a chi
non sperava in un simile regalo
(2). Così Massimo Franco
e il Corriere della
Sera, voce della
buona borghesia italiana,
ligia agli interessi di USA/Israel,
tutta basi americane e sinagoga.
***
Berlusconi
va Mosca, stringe accordi
commerciali tra Italia e Russia
e propone un rapporto
commerciale strategico tra
Unione Europea e Russia.
In Italia il centrosinistra
alza le barricate. Si associano
Paolo Guzzanti ed Antonio
Martino, due berlusconiani da sempre fedelissimi di USA/Israel.
In
questo contesto, Fini critica
il Governo Berlusconi perché parrebbe intenzionato a porre
la fiducia sulla finanziaria
(3). Formalmente Fini parla
come Presidente della
Camera dei deputati e ne difende le prerogative.
Eppure da mesi si diceva e
si scriveva di finanziaria
blindata. Ai tanti
discorsi ci sarebbe da aggiungere
la minaccia di una crisi economica
mondiale devastante. Era il
caso di avviare una pubblica
polemica? Non era meglio parlarsi
in via riservata?
Sono
domande. Confesso di non avere
una risposta certa e sicura.
Ma rammento a me stesso che
Moro e Craxi pagarono un certo distacco
dalla politica di USA/Israel.
Anche Berlusconi sembra accennare
ad un qualche distacco. Arriverà
il turno di Berlusconi? Io
non so. Ma non so perché
ignoro il tipo di politica
estera che imposterà
Barack Obama. Non perché dubito che, in Italia, ci
siano tanti Maramaldi pronti a farsi sicari.
Staremo a vedere.
Anche perché domani
è un altro giorno.
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(1) Tra
Cremlino e Berlusconi rapporti
più stretti
in LA SICILIA
del 7 novembre 2008, pagina
5;
(2)
Battute in libertà
che rischiano di creare inutili
malintesi in
Corriere della Sera
del 7 novembre 2008, pagina
9;
(3)
Stop di Fini al
Cavaliere sulla fiducia
in Corriere della
Sera del 7 novembre
2008, pagina 1.