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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

“Americanisti”: oltre il buonsenso, oltre la logica, oltre il pudore

07.11.08 - Su Berlusconi sono state dette mille cose. Non so quanto c’è di “vero” e quanto di “artificioso”. Ma, anche se il 10% di quanto si è detto fosse vero, ci sarebbe da concludere che “Berlusconi è un losco”. I suoi detrattori (Veltroni, Di Pietro & Compagnia Cianciante), invece, sono “candide colombe”. Io non vorrei scegliere tra centrodestra e centrosinistra, tra Berlusconi e la coppia Veltroni/Di Pietro, avendo io altri orientamenti. Ma, se fossi costretto a comprare una “macchina usata”, preferirei rivolgermi al “losco Berlusconi” che ai “candidi Veltroni/Di Pietro”.

Intendiamoci: centrodestra e centrosinistra sono entrambi espressione del “partito americano e sionista”. Solo che Berlusconi e il centrodestra esprimono la “anima antica” della NATO, con tutte le sue implicazioni. Veltroni e il centrosinistra ne esprimono, invece, la “anima novella”: sono gli orfani dell’Unione Sovietica e del Patto di Varsavia che, avendo perso il “padrone sovietico”, sono corsi ad arruolarsi sotto il “padrone americano”. Costoro, tutti costoro, non sono “patrioti” italiani ed europei; ma “patrioti di USA/Israel”. E cionondimeno….

E cionondimeno emergono, tra i due schieramenti delle divergenze che Evola, se fosse vivo, attribuirebbe alle rispettive “equazioni personali”. Berlusconi è un “uomo cresciuto nella società civile” e che, in un certo momento, “è sceso in politica”. Veltroni e molti dei suoi sono, invece, “figli e nipoti della politica”. E pazienza se, passando da nonno a padre e da padre in figlio, hanno transitato dal liberalismo al fascismo, dal fascismo all’antifascismo e dal comunismo all’americanismo. Pazienza, visto e considerato che sono tutti approdati al “partito antinazionale ed antieuropeo”.

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Parole in libertà? E, allora, riflettete su alcuni “fatti recenti”. In occasione della guerricciola Russia/Georgia dell’Agosto 2008, gli Usa e molti Europei “amici di USA/Israel” proposero di “applicare delle sanzioni contro Mosca”. Molti Europei (tra i quali Nicolas Sarkozy ed Angela Merkel) si opposero. Ma fu Berlusconi ad esplicitare: “Non se ne parli neppure. Io sono amico di Gorge W. Bush, ma sono anche amico di Vladimir Putin”. E di sanzioni contro la Russia non si parlò. Solo che, in tale circostanza, si levarono in Italia delle “voci stridule” a condannare le parole di Berlusconi. Erano voci del Partito Democratico e del “berlusconiano” Paolo Guzzanti.

Nel Novembre 2008 Berlusconi, seguito da 5 ministri e da un nugolo di industriali si reca a Mosca, dove stringe importanti accordi commerciali tra Italia e Russia. In questo contesto propone una “alleanza strategica tra Unione Europea e Russia” (1). In proposito, il quotidiano “La Sicilia” fa sapere che l’intescambio commerciale tra Italia e Russia “è cresciuto del 60%” (1). A riprova che una certa politica è utile all’Italia e all’Europa. Eppure…. Eppure il centrosinistra e i suoi massimi esponenti non trovano di meglio che polemizzare con Berlusconi. Usando, perfino, toni apocalittici.

Oggi i giornali sono pieni zeppi di queste polemiche. Ma riportano anche le mille gaffes di Berlusconi in mille circostanze. Si potrebbe concludere che il personaggio soffre di “incontinenza verbale” e chiuderla così. Ma i “sinistri del centrosinistra” parlano di “crisi nei rapporti Italia/USA” e chiedono che Berlusconi “si scusi”. Io ci riderei sopra, ma riscontro un sereno parere di Massimo Franco che vi sottopongo: “Una battuta, nelle intenzioni scherzosa, finisce per risultare una gaffe. Scatena l’opposizione…” (2). E ancora: “Copre perfino quello che il premier ha detto su Russia e Georgia, politicamente più ingombrante. Ribadire, come ha fatto ieri, che nel conflitto dell’estate scorsa i torti sono georgiani e la ragione di Dmitri Medvedev e Vladimir Putin, significa abbracciare la versione del Cremlino; ed ufficializzare una divergenza di vedute con gli USA di George W. Bush, e verosimilmente dello stesso Obama” (2).

Insomma Berlusconi rischia e, rischiando, getta le basi di un “rapporto privilegiato” tra Italia e Russia. E, contemporaneamente, propone “accordi strategici tra Unione Europea e Russia”. C’è da concludere che Berlusconi, malgrado il suo vissuto e le sue gaffes, fa gli interessi italiani: delle sue industrie e delle sue maestranze. E c’è da chiedersi quali interessi fanno Veltroni e Di Pietro: “gli interessi del Re di Prussia”? Del resto Massimo Franco conclude: “… polemica inesistente, montata in modo strumentale dalla sinistra. L’aspetto strumentale è innegabile; ma lo è altrettanto l’occasione offerta da Berlusconi a chi non sperava in un simile regalo” (2). Così Massimo Franco e il “Corriere della Sera”, voce della buona borghesia italiana, ligia agli interessi di USA/Israel, tutta basi americane e sinagoga.

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Berlusconi va Mosca, stringe accordi commerciali tra Italia e Russia e propone un “rapporto commerciale strategico tra Unione Europea e Russia”. In Italia il centrosinistra alza le barricate. Si associano Paolo Guzzanti ed Antonio Martino, due “berlusconiani” da sempre fedelissimi di USA/Israel.

In questo contesto, Fini critica il Governo Berlusconi perché parrebbe intenzionato a porre la fiducia sulla finanziaria (3). Formalmente Fini parla come “Presidente della Camera dei deputati” e ne difende le prerogative. Eppure da mesi si diceva e si scriveva di “finanziaria blindata”. Ai tanti discorsi ci sarebbe da aggiungere la minaccia di una crisi economica mondiale devastante. Era il caso di avviare una pubblica polemica? Non era meglio parlarsi in via riservata?

Sono domande. Confesso di non avere una risposta certa e sicura. Ma rammento a me stesso che Moro e Craxi pagarono un certo “distacco” dalla politica di USA/Israel. Anche Berlusconi sembra accennare ad un qualche distacco. Arriverà il turno di Berlusconi? Io non so. Ma non so perché ignoro il tipo di politica estera che imposterà Barack Obama. Non perché dubito che, in Italia, ci siano tanti “Maramaldi” pronti a “farsi sicari”. Staremo a vedere.
Anche perché domani è un altro giorno.


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(1) “Tra Cremlino e Berlusconi rapporti più stretti” in “LA SICILIA” del 7 novembre 2008, pagina 5;

(2) “Battute in libertà che rischiano di creare inutili malintesi” in “Corriere della Sera” del 7 novembre 2008, pagina 9;

(3) “Stop di Fini al Cavaliere sulla fiducia” in “Corriere della Sera” del 7 novembre 2008, pagina 1.


 
 

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