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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Segnali di fumo

09.11.08 - Lo confesso: sono discretamente “intelligente” e passabilmente “acculturato”. E noto che, di questi tempi, i politici tutti “volano alto”.

Ha volato alto Barack Obama che, con toni messianici, ha promesso “tutto” e il “contrario di tutto”. E’ stato eletto Presidente degli USA, dovrà gestire un’eredità pesantissima e vedremo come se ne uscirà. Vola alto Berlusconi: ripete continuamente che noi Italyani dobbiamo essere grati agli Yankees per averci liberato nel 1945” ma corre a Mosca e propone un “accordo economico strategico tra Unione Europea e Russia”. Vola alto Veltroni che, fattosi da “bolscevico” “americano”, ama esprimere, nella lingua dell’impero, i suoi “sogni di rivincita”. Volano alto D’Alema e Fini che s’incontrano a convegno, pranzano assieme e propongono una “nuova bicamerale”.

Volano tutti troppo in alto per i miei gusti. Ragione per cui, messa sottobraccio la mazzetta dei giornali, vado a trovare Jachinu, lo scemo del mio paese. Per chi non lo sapesse: Jachinu non sa leggere e scrivere, non sa firmare e non sa fare di conto. Ma, appunto per questo, ai miei occhi, risulta più credibile di tanti giornalisti che scrivono ad un tanto a riga. E che scrivono secondo gli ordini e gli interessi del padrone. Jachinu, invece, è un “candido”. Parla secondo buonsenso ed osserva le vicende del mondo con occhi disinteressati. Ditemi quello che volete, ma Jachinu, per me, è un “oracolo”.

***

Jachinu è consapevole della mia considerazione, mi accoglie con benevolenza e si assorbe nella lettura dei giornali. Poi mi guarda e dice: “Obama diserterà l’incontro tra Europa ed USA fissato per il 15 novembre”.

Rispondo: “E’ per un riguardo a Bush, il Presidente uscente”.

Jachinu risponde: “Col cavolo. E’ per ridicolizzare Sarkozy e gli Europei. Sarkozy era partito in quarta con le sue proposte di un “pianeta multipolare” e con la richiesta che si aprisse ai “Paesi emergenti”. Finirà che Sarkozy e gli Europei proporranno, ma Bush risponderà che riferirà ad Obama. Insomma andremo alle calende greche. Perché agli Yankees, che hanno gestito il mondo in solitudine dal 1945 ai nostri giorni, ripugna un “pianeta multipolare”.

Del resto”, continua Jachinu, “quanto c’è stato da rassicurare i suoi amici Ebrei/Israeliani, Obama non ha avuto alcun riguardo verso Bush. Ma ha dichiarato pari pari la sua avversione alla “atomica iraniana”. “E allora?”, chiedo. “E allora mi sa tanto che Obama continuerà la politica di Bush. Del resto i due ubbidivano ed ubbidiscono agli stessi padroni. Gli USA continueranno a prendere sottogamba i pareri e i desideri degli Europei, ma terranno in grande considerazione le opinioni e gli interessi degli Ebrei/Israeliani”.

Lo guardo dubbioso e rispondo: “Spero non sia vero. Anche perché se Europa, Cina ed India non danno una mano, gli USA non andranno da alcuna parte”. E Jachinu replica: “Chi vivrà vedrà”.

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Jachinu tace pensieroso. Ed io gli chiedo: “Che te ne pare della proposta di Berlusconi di avviare un “accordo economico strategico tra Unione Europea e Russia? Jachinu risponde: “Che devo dirti? La proposta è ottima, ma è Berlusconi che mi lascia alquanto dubbioso”. Meravigliato chiedo: “Perché mai”? E Jachinu: “Berlusconi dice di essere “amico di Bush”, ma di essere “anche amico di Putin”. E’ una strana posizione, visto e considerato che Russia ed USA hanno interessi strategici divergenti. Mi pare di essere tornato al “giorno dopo il 25 luglio 1943”: eravamo alleati dei Tedeschi, ma abbiamo avviato dei contatti con gli Alleati che sono sfociati nella resa senza condizioni. E tu sai come è finita”.

Rispondo: “A quei tempi eravamo in guerra. Ma ai nostri giorni….”. Ridacchia e dice: “Ti scordi la brutta fine di Moro e di Craxi? Berlusconi si è incamminato su una via pericolosa”.

***

Chiedo: “Jachinu, forse ieri sera hai alzato troppo il gomito, dando fondo a quella bottiglia di grappa che ti avevo regalato”? Risponde: “No, sei tu che leggi i giornali, ma non capisci da dove viene il vento”.

E mi mette sotto il naso un ritaglio di giornale: “Il partito di Veltroni ha scelto il ruolo di arcigno guardiano dell’obamismo; ed è pronto a rinfacciarlo a Berlusconi in ogni occasione. Si tratta di una offerta e di una sintonia unilaterale, per ora. Ma consente al centrosinistra di ergersi ad esegeta e rappresentante del presidente USA in Italia; con un senso evidente di rivalsa dopo gli anni di Bush” (1).

Embé?”, chiedo. E Jachinu risponde: “Recentemente Fini ha criticato il PdL che vorrebbe mettere la fiducia sulla finanziaria”. Ed io: “Fini è il Presidente della Camera dei deputati e ne difende le prerogative”. Jachinu risponde: “Sarà come dici tu, ma hai letto dell’incontro con D’Alema”? E mi mette sotto il naso un altro ritaglio di giornale: “Se son rose fioriranno”, abbozza un Gianfranco Fini che lavora a uno “spirito nuovo” tra destra e sinistra e ad Asolo stringe quasi un patto sulle regole con Massimo D’Alema” (2).

Embé?”, chiedo io. E Jachinu con condiscendenza: “Ma se fioriscono rose tra D’Alema e Fini, fioriscono spine per Berlusconi”. E mi porge un altro ritaglio di giornale: “Quel che han detto Massimo D’Alema e Gianfranco Fini nel teatro Eleonora Duse di Asolo è stato certamente interessante. Ma ancor più intrigante deve esser stato quel che si son detti a pranzo. I due leaders… hanno preferito un faccia a faccia in una casa privata…” (3).

Chiedo: “Intriganti? Sono forse intriganti D’Alema e Fini?”. E Jachinu risponde: “Si, D’Alema e Fini sono due intriganti. Ma, mentre su D’Alema resta il dubbio se intriga a suo favore oppure a favore del PD, si può giurare che Fini intriga per se e a danno di Berlusconi e del PdL. Del resto, dentro Forza Italia e dentro La Lega Nord si sono messi in allarme. Stanne certo che, quanto prima, ne vedremo delle belle”.

Fini cospira per un nuovo 25 luglio 1943? Convengo che Fini ne ha la stoffa, intellettuale e morale. Ma è disponibile a rischiare la sua carriera in una congiura? Certo: se dagli USA arrivassero ordini precisi, molti “fedelissimi di USA/Israel” voterebbero contro il “bieco tiranno” Berlusconi. Lo farebbero per riconquistare la “libertà conculcata”. Sarà poi vero? Certo è che questo Jachinu è un “commentatore politico” di primordine.
Staremo a vedere se ci azzecca.


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(1) “L’obamismo apre un nuovo fronte tra maggioranza e PD” in “Corriere della Sera” dell’8 novembre 2008, pagina 8;

(2) “Il gelo di Schifani, l’ira degli alleati: Gianfranco gioca una partita personale” in “la Repubblica” del 9 novembre 2008, pagina 14;

(3) “E i due leader pranzano da soli” in “Corriere della Sera” del 9 novembre 2008, pagina 17.


 
 

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