YES,
WE CAN.
Ovunque,
ma non in Palestina
12.11.08 - Barack Obama ha
vinto le elezioni negli USA.
E molti, troppi, si scoprono
doti poetiche. Esulta lo italiano
Veltroni che, tra un inno
e laltro, trova modo
di aggredire Berlusconi per
una sua battuta che, carineria oppure gaffe,
è pur sempre una battuta.
Ma non si pronuncia sulla
proposta di Berlusconi di avviare un accordo
economico strategico tra Unione
Europea e Russia.
Già: il problema di
Veltroni non è dare commesse alle industrie italiane e lavoro alle maestranze italiane;
ma librarsi, in volo pindarico,
sulle ali dello obamanismo per vincere il centrodestra
e sostituire Berlusconi al
Governo. Buon viaggio e
sogni doro.
Esulta
il francese
André Glucksmann che
inneggia allAmerica
che si fa plurirazziale
(1). Grandi questi Yankees:
dopo avere sterminato 10 milioni
di Pellerossa ed importato
4 milioni di neri, coattivamente
importati dallAfrica,
hanno eletto alla Presidenza
un meticcio. E, dunque, si
prospettato radiose aurore.
Anche perché Obama
promette il paradiso
in terra ai poveri.
Ma non minaccia di togliere
il controllo della
moneta dalle mani
dei correligionari di Glucksmann.
E, allora, avanti così,
tutti amici e tutti fratelli.
Con gli afroamericani
poveri convinti
di essere uguali ai banchieri
giudei ricchi. Ma
ci crederanno? Ci crederanno
a lungo? Speriamolo.
Anche
Carla Bruni si esalta della
vittoria di Obama. Lei, che
non sapeva decidersi se chiamarsi Bruni oppure Tedeschi,
è diventata Madame
Sarkozry. E rammenta
con orgoglio gli avi del marito:
gli Ungheresi e gli Ebrei
di Salonicco. Fin qui siamo
nella normalità: Madame
si compiace che i Bruni/Tedeschi/Sarkozy
hanno fatto tanta strada.
Quanto il meticcio Obama.
Ma la première
Dame esce dal seminato
quando, rimproverando Berlusconi
per la battutaccia (abbronzato),
dichiara: spesso
sono felice di essere diventata
francese (2).
Battutaccia
per battutaccia: una francesina
che, durante loccupazione
si era concessa ad un soldato
tedesco e che, finita la guerra,
veniva per questo suo peccato
damore svillaneggiata,
rispose orgogliosamente: Les
fesses nont pas Patrie.
E poi
. E poi a Roma
i romanacci cantano che Camilla,
vergine romana, di mestier
faceva la puttana.
E noi Italiani, avendo molte
vergini, possiamo ben rinunciare
ad una demoiselle.
E alle sue fesses.
***
Insomma
tutti esultano, tutti parlano
di fratellanza ritrovata,
tutti auspicano un mondo
nuovo nel quale
negli USA, in Francia, in
Europa e sulla Terra bianchi,
neri, gialli ed arancione
cammineranno mano
nella mano. Posso
esprimere dei dubbi? A me
pare che stiano cambiando
tutto al preciso scopo di
non cambiare niente.
E,
difatti, nessuno parla della
Palestina. In quella terra
martoriata i più benevoli
pensano a due Stati
per due Popoli.
A parole, perché nei
fatti quel progetto si chiama UTOPIA.
Ma, anche nel regno di utopia,
si prevede la separazione
dei Palestinesi dagli Ebrei.
Obama o non Obama. Perché
è comandamento
divino che tutti
devono rinunciare alla propria identità tranne gli Ebrei. Non mi credete?
E, allora, chiedetelo ad Obama
e ai suoi mille laudatori.
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(1) LEuropa
si nasconde dietro il nuovo
Messia in Corriere
della Sera del 10
novembre 2008, pagina 30;
(2)
La gaffe del premier?
Felice di essere francese
in Corriere della
Sera del 10 novembre
2008, pagina 5.