Berlusconi
getta la maschera
13.11.08
- Da un certo tempo noto,
noto e segnalo, che Berlusconi parla forte e chiaro.
Lo fa fatto in occasione della
crisi Georgia/Russia, quando
ad alcuni patrioti
di USA/Israel che
proponevano di applicare sanzioni
alla Russia, rispose: Non se ne parli
neppure. Io sono amico di
George W. Bush, ma sono anche
amico di Vladimir Putin.
Lo ha fatto ai primi di novembre
quando dichiarò che Europa, USA e
Russia devono ritrovarsi.
Oggi, da Smirne, si fa portavoce
delle lagnanze russe su una
politica occidentale, ingiustamente
aggressiva.
Certo,
Berlusconi è quello
che è: un puttanone
che fa il puttaniere.
Si deve però riconoscere
che, nelle presenti circostanze, sta facendo gli interessi
italiani ed europei. Sono
curioso di sapere cosa diranno
tutti quegli idealisti,
da Veltroni a scendere, e
tutti quei nazionalisti,
da Fini a scendere che fanno
politica, ma non si capisce
quali interessi perseguono.
Una
cosa deve essere chiara: noi
Italiani ed Europei abbiamo
un interesse vitale ad intrattenere
buoni rapporti con i Russi. E su questi rapporti dobbiamo
puntare i piedi respingendo
le suggestioni del partito
americano sionista,
unicamente preoccupato degli
interessi di USA/Israel.
Ed è su queste cose che
dobbiamo insistere. Il resto
è uno squallido teatrino
per consentire a qualche furbastro
di acquistare oppure mantenere
un seggio parlamentare.
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ANSA
2008-11-12 20:57
Attriti
Usa-Russia, appello di Berlusconi
SMIRNE - In
seguito a quella che per la
Federazione russa è
stata una "provocazione",
il presidente del Consiglio
italiano Silvio Berlusconi
sottolinea come "si sia
arrivati alla contrapposizione
di due arsenali nucleari capaci
di distruggere l'intera popolazione
mondiale". Berlusconi
parla al termine del vertice
italo-turco a Smirne e avverte
sui rischi, in merito alle
frizioni tra Mosca e Washington,
e al dispiegamento di armi
nucleari, di una "casualità
che non escluderebbe qualche
errore che porti addirittura
alla distruzione del mondo".
Da qui l'invito a Usa e Russia
a "fissare un incontro
per evitare di tornare ai
decenni terribili della guerra
fredda, cosa che il mondo
non può accettare",
tornando a quello che è stato lo spirito di Pratica
di Mare.
L'Italia
si è mossa perché
si torni allo spirito di Pratica
di Mare. "Ed abbiamo
posto questo punto come il
più importante della
nostra politica estera",
afferma Berlusconi sostenendo
che "certamente oggi
esiste il problema del rapporto
dell'Occidente con la Federazione
Russa". "Ma noi
siamo fermamente convinti
- afferma Berlusconi - che
bisogna mettere la parola
fine al processo di allontanamento
di Ue, Usa e occidente nei
confronti della Federazione
Russa". "Diciamolo
chiaro: consideriamo che ci
siano state delle provocazioni
alla Federazione Russa con
il progetto di collocare missili
in Polonia e nella Repubblica
Ceca - è l'opinione
del premier italiano - con
il riconoscimento unilaterale
del Kosovo e poi ancora con
l'accelerazione del processo
di entrata di Ucraina e Georgia
nella Nato".
"A
tutto questo - è la
ricostruzione di Berlusconi
- la Federazione Russa ha
risposto in modo considerato
arrogante dall'amministrazione
americana e in fine si è
arrivati all'annuncio del
presidente russo Medvedev
del posizionamento di missili
in una enclave russa nei Balcani.
Siamo arrivati a ciò
che era il nostro terrore
e la nostra angoscia durante
gli anni della Guerra fredda".
Nei confronti della Russia
c'é stata "una
provocazione" che Berlusconi
si augura si risolva con un
incontro tra il presidente
americano e il premier russo.
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Original Message -----
From: merimar
To: Antonino Amato
Sent: Thursday, November 13,
2008 9:45 AM
Subject: Re: Berlusconi getta
la maschera
Caro Antonino,
da un po' di tempo ti soffermi
sulla bontà di Berlusconi.
Rischi di essere frainteso.
In ogni caso il mio parere
è il seguente: Berlusconi
può dire quel che vuole
ma poichè non comanda
nulla, le sue affermazioni
resteranno lettera morta.
O fa quello che dicono gli
americani, oppure troveranno
il sistema per liberarsi di
lui.
Non li conosci gli ameri-cani?
Ciao,
Alessio
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Caro
Merimar,
Berlusconi è un "affarista".
Su questo non ci sono dubbi.
Ed è pronto a qualsiasi
compromesso per stare a galla.
Strano ma vero: l'affarista
Berlusconi sa che gli Italiani
hanno bisogno del gas russo
per riscaldarsi e che le industrie
italiane hanno bisogno del
gas e del petrolio russo per
lavorare. E che noi tutti
abbiamo bisogno di vendere
i nostri prodotti ai Russi
per pagarci il gas e il petrolio
che ci serve. Questo capiscono
gli industriali italiani.
E questo capiscono gli industriali
tedeschi. Nessun "ideale",
ma una disincantata cura degli
interessi pratici e concreti
dell'Italia, delle sue industrie
e delle sue maestranze.
Ci sono poi gli "idealisti"
(alla Veltroni & C.) che
dicono "I care", "Yes, we can change".
Ed intendono: abbiamo Obama,
lo seguiremo sulla strada
che ci vorrà indicare.
Ci sono poi i "nazionalisti"
(alla Fini & similari)
che predicano la "Patria",
ma sostengono che "i
confini della Patria stanno
in Afganistan".
Ecco: da qualche mese sui
media non si discute solo
di "ideali" oppure di "Patria" (USA/Israel) ma si discute
anche di "interessi
italiani". Ne parla
Berlusconi che ha la sua credibilità.
E difatti il dire "io
sono amico di Bush ma anche
di Putin" ci
riporta al giorno dopo il
25 luglio 1943, quando Badoglio
dichiarava "fedeltà all' alleato tedesco"
ma intavolava trattative con
gli Alleati. Ovviamente è una posizione "equivoca".
Ma sta a noi agitare il problema.
E noi non siamo "equivoci".
Passo questo
messaggio ad alcuni comuni
amici.
Ciao,
Antonino