Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Berlusconi “si dichiara Europeo”, ma il “Corriere” “schiera le sue artiglierie”

13.11.08 - Berlusconi, da alcuni mesi, va facendo dichiarazioni strane. Intendiamoci: niente di trascendentale. E’ dagli anni 1960 che noi si auspica “un’Europa che vada da Brest a Vladivostok”. E, dunque, “le parole non sono strane”, ma è strano che le dica Berlusconi, leader del centrodestra, sempre allineato ai voleri di USA/Israel. In ogni caso, Berlusconi dice che “da anni gli USA perseguono verso la Russia una politica scioccamente aggressiva e che i Russi hanno mille buoni motivi di risentirsene”. Ed aggiunge che lui, Berlusconi Silvio, si offre come “mediatore tra Russia ed USA”. Inutile dire che si tratta di “parole dirompenti”. Ed allora…..

Ed allora il “Corriere” prende posizione, sia pure con fare sornione. Comincia Franco Venturini (1) che in un lungo articolo conviene che sì, in effetti gli USA hanno spinto armi ed armati verso Est, dando ai Russi “l’impressione di essere assediati”. Ancora: non hanno tenuto conto dell’opinione dei Russi sul Kossovo. Con lo scudo spaziale poi hanno proprio provocato. Tutto vero, tutto giusto. Ma… Ma i Russi hanno restituito colpo su colpo. E minacciano di continuare. Mentre converrebbe, ricevuto uno schiaffo, porgere l’ altra guancia. Insomma: “il Cremlino si muove con il garbo di un orso”. E, giustamente, Franco Venturini titola il suo articolo “Gli errori di Mosca”, non “Gli errori degli USA”.

I “politici” tacciono e Veltroni, il molliccio e viscido Veltroni, è scomparso dalla circolazione. Rintanato in un’oscura caverna, rimugina: “Maledetto Berlusconi! E’ stato sempre per gli USA e per la NATO. Ed ora che negli USA vince Obama, quasi quasi rovescia il fronte e mi diventa filo russo. Ed io che faccio? Ero bolscevico, mi sono fatto americano. Ed ora? Che dico ai cafoni, che inneggiavano a Stalin, che “A da venì Obama”? E a tutti quelli che sfilavano contro le basi USA che racconto?”. Così pensava, tacendo, Veltroni. E mai silenzio fu più assordante.

Fini, per la verità sporge la testa dal crepaccio, ma il corpo non segue. Bisogna capirlo: è entrato in letargo. E prova a tornare al “teatrino italiano”: aveva espresso dubbi sulla “fiduciaria blindata” ed aveva concordato con D’Alema su una “bicamerale sul decentramento fiscale”; ma gli alleati lo hanno stoppato. E, pertanto, interpellato, risponde: “La politica è verboten”. Notate: lo dice in Tedesco, non lo dice in Ebraico. L’intervistatore accorre in soccorso: “Fini non ha tutti i torti nell’utilizzare quel “verboten” per sottolineare che per qualcuno la politica deve restare fuori dai palazzi della politica” (2). Come dire: Berlusconi somiglia tanto al “bieco tiranno”. Ad un punto tale che hanno stoppato Fini che faceva della “buona politica”: voleva una discussione approfondita sulla finanziaria che, da mesi, si dichiara “blindata” ed una bicamerale (avete presente: “campa cavallo”?) sul decentramento fiscale che si promette da anni. Come dire: nessuna meraviglia se, nel caso di un 25 luglio 1943, Fini figurasse tra i congiurati.

Prova a sdrammatizzare Giulio Andreotti che, in ogni caso, lancia un “avviso ai naviganti”:
D: “Gli Stati uniti non potrebbero rinunciare allo scudo, come segno di distensione”?
Risponde Andreotti: “Non vorrei mettere troppo l’accento su questo, ma esiste anche il peso delle industrie militari”.
D: “Cioè”?
Risponde Andreotti: “Invocare un disarmo assoluto può servire solo a fare bella figura. Gli apparati produttivi direttamente o indirettamente collegati con la difesa continuano ad avere un ruolo importante nell’economia. Bisognerebbe, semmai, puntare a riconvertire l’industria bellica” (3).
Insomma: Obama ha vinto le elezioni perché “aveva un dream” e lui (diceva) “Yes, we can”. Ma, ora che ha vinto le elezioni, deve tener conto dei voleri dei guerrafondai, dei petrolieri e dei sionisti.

Massimo Franco fa delle osservazioni acute: Berlusconi si offre come mediatore tra Obama e Putin. Ma, contestualmente, critica gli 8 anni di gestione politica “dell’amico Bush” dando ragione al suo “amico Putin”. Obama non lo seguirà su questa strada. E pertanto Berlusconi fallirà. Ed aggiunge: “Si tratta di una virata che ha colto molti di sorpresa… Una spiegazione può essere data dalla dipendenza energetica crescente del nostro Paese dalle forniture russe” (4).

Fortunatamente, a rimettere le cose al giusto posto interviene Edward Luttwak (5). Costui, nel corso degli anni, appariva come un “opinionista intelligente”. Oggi rischia di farci la figura dello “opinionista scemo”. E, difatti, liquida i tentativi di mediazione di Berlusconi come “intesa vacanziera”. E non si avvede che gli USA hanno impestato il mondo con le loro “guerre preventive” e con la loro “finanza allegra”. Finanza truffaldina degli USA che tocca pagare al mondo intero.
Insomma: la solita boria da superpotenza immatura e bovara.

Su un punto Luttwak ha ragione: “Berlusconi parla parla; parla, ma non traduce il suo dire in azione diplomatica”. Su questo ha ragione. Come aveva ragione Stalin a chiedere: “Quante divisioni ha il Papa”?
Ecco: io ignoro quante divisioni ha Berlusconi. Ignoro perfino se, in Berlusconi, prevarranno gli “ideali di USA/Israel” oppure i “concreti interessi degli Italiani e degli Europei”.
Noto solo che Berlusconi ha lanciato un sasso. E spero che venga giù una valanga.

********************************

(1) “Gli Errori di Mosca” in “Corriere della Sera” del 13 novembre 2008, pagina 1;

(2) “Fini critico dopo il no: La politica? E’ verboten” in “Corriere della Sera” del 13 novembre 2008, pagina 14;

(3) “E’ bravo in tanti altri campi. Su certi temi meglio lasciar perdere” in “Corriere della Sera” del 13 novembre 2008, pagina 15;

(4) “Una mossa imprevista che sbilancia Roma nei rapporti USA Russia” in “Corriere della Sera” del 13 novembre 2008, pagina 15;

(5) “L’Italia rispetti la linea Nato. Putin? Sia un’intesa vacanziera” in “Corriere della Sera” del 15 novembre 2008, pagina 15.

 
 

Scrivono per Voi






Aiutaci
Grazie !