Berlusconi
si dichiara Europeo,
ma il Corriere
schiera le sue artiglierie
13.11.08 - Berlusconi, da
alcuni mesi, va facendo dichiarazioni
strane. Intendiamoci: niente
di trascendentale. E dagli anni 1960 che noi si
auspica unEuropa
che vada da Brest a Vladivostok.
E, dunque, le parole
non sono strane,
ma è strano che le
dica Berlusconi, leader del
centrodestra, sempre allineato
ai voleri di USA/Israel. In
ogni caso, Berlusconi dice
che da anni gli
USA perseguono verso la Russia
una politica scioccamente
aggressiva e che i Russi hanno
mille buoni motivi di risentirsene.
Ed aggiunge che lui, Berlusconi
Silvio, si offre come mediatore
tra Russia ed USA.
Inutile dire che si tratta
di parole dirompenti.
Ed allora
..
Ed
allora il Corriere
prende posizione, sia pure
con fare sornione. Comincia
Franco Venturini (1) che in
un lungo articolo conviene
che sì, in effetti
gli USA hanno spinto armi
ed armati verso Est, dando
ai Russi limpressione
di essere assediati.
Ancora: non hanno tenuto conto
dellopinione dei Russi
sul Kossovo. Con lo scudo
spaziale poi hanno proprio
provocato. Tutto vero, tutto
giusto. Ma
Ma i Russi
hanno restituito colpo su
colpo. E minacciano di continuare.
Mentre converrebbe, ricevuto
uno schiaffo, porgere l altra guancia. Insomma: il
Cremlino si muove con il garbo
di un orso. E, giustamente,
Franco Venturini titola il
suo articolo Gli
errori di Mosca,
non Gli errori degli
USA.
I politici
tacciono e Veltroni, il molliccio
e viscido Veltroni, è
scomparso dalla circolazione.
Rintanato in unoscura
caverna, rimugina: Maledetto
Berlusconi! E stato
sempre per gli USA e per la
NATO. Ed ora che negli USA
vince Obama, quasi quasi rovescia
il fronte e mi diventa filo
russo. Ed io che faccio? Ero
bolscevico, mi sono fatto
americano. Ed ora? Che dico
ai cafoni, che inneggiavano
a Stalin, che A da venì
Obama? E a tutti quelli
che sfilavano contro le basi
USA che racconto?.
Così pensava, tacendo,
Veltroni. E mai silenzio fu
più assordante.
Fini,
per la verità sporge
la testa dal crepaccio, ma
il corpo non segue. Bisogna
capirlo: è entrato
in letargo. E prova a tornare
al teatrino italiano:
aveva espresso dubbi sulla fiduciaria blindata
ed aveva concordato con DAlema
su una bicamerale
sul decentramento fiscale;
ma gli alleati lo hanno stoppato.
E, pertanto, interpellato,
risponde: La politica è verboten.
Notate: lo dice in Tedesco,
non lo dice in Ebraico. Lintervistatore
accorre in soccorso: Fini
non ha tutti i torti nellutilizzare
quel verboten per sottolineare che per qualcuno
la politica deve restare fuori
dai palazzi della politica (2). Come dire: Berlusconi
somiglia tanto al bieco
tiranno. Ad un punto
tale che hanno stoppato Fini
che faceva della buona
politica: voleva
una discussione approfondita
sulla finanziaria che, da
mesi, si dichiara blindata ed una bicamerale (avete presente: campa cavallo?)
sul decentramento fiscale
che si promette da anni. Come
dire: nessuna meraviglia se,
nel caso di un 25 luglio 1943,
Fini figurasse tra i congiurati.
Prova
a sdrammatizzare Giulio Andreotti
che, in ogni caso, lancia
un avviso ai naviganti:
D: Gli Stati uniti
non potrebbero rinunciare
allo scudo, come segno di
distensione?
Risponde Andreotti: Non
vorrei mettere troppo laccento
su questo, ma esiste anche
il peso delle industrie militari.
D: Cioè?
Risponde Andreotti: Invocare
un disarmo assoluto può
servire solo a fare bella
figura. Gli apparati produttivi
direttamente o indirettamente
collegati con la difesa continuano
ad avere un ruolo importante
nelleconomia. Bisognerebbe,
semmai, puntare a riconvertire
lindustria bellica (3).
Insomma: Obama ha vinto le
elezioni perché aveva
un dream e lui (diceva) Yes, we can.
Ma, ora che ha vinto le elezioni,
deve tener conto dei voleri
dei guerrafondai, dei petrolieri
e dei sionisti.
Massimo
Franco fa delle osservazioni
acute: Berlusconi si offre
come mediatore tra Obama e
Putin. Ma, contestualmente,
critica gli 8 anni di gestione
politica dellamico
Bush dando ragione
al suo amico Putin.
Obama non lo seguirà
su questa strada. E pertanto
Berlusconi fallirà.
Ed aggiunge: Si tratta
di una virata che ha colto
molti di sorpresa
Una
spiegazione può essere
data dalla dipendenza energetica
crescente del nostro Paese
dalle forniture russe (4).
Fortunatamente,
a rimettere le cose al giusto
posto interviene Edward Luttwak
(5). Costui, nel corso degli
anni, appariva come un opinionista
intelligente. Oggi
rischia di farci la figura
dello opinionista
scemo. E, difatti,
liquida i tentativi di mediazione
di Berlusconi come intesa
vacanziera. E non
si avvede che gli USA hanno
impestato il mondo con le
loro guerre preventive e con la loro finanza
allegra. Finanza
truffaldina degli USA che
tocca pagare al mondo intero.
Insomma: la solita boria da
superpotenza immatura e bovara.
Su
un punto Luttwak ha ragione: Berlusconi parla
parla; parla, ma non traduce
il suo dire in azione diplomatica.
Su questo ha ragione. Come
aveva ragione Stalin a chiedere: Quante divisioni
ha il Papa?
Ecco: io ignoro quante divisioni
ha Berlusconi. Ignoro perfino
se, in Berlusconi, prevarranno
gli ideali di USA/Israel oppure i concreti
interessi degli Italiani e
degli Europei.
Noto solo che Berlusconi ha
lanciato un sasso. E spero
che venga giù una valanga.
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(1) Gli
Errori di Mosca
in Corriere della
Sera del 13 novembre
2008, pagina 1;
(2)
Fini critico dopo
il no: La politica? E
verboten in
Corriere della Sera
del 13 novembre 2008, pagina
14;
(3)
E bravo
in tanti altri campi. Su certi
temi meglio lasciar perdere
in Corriere della
Sera del 13 novembre
2008, pagina 15;
(4)
Una mossa imprevista
che sbilancia Roma nei rapporti
USA Russia in
Corriere della Sera
del 13 novembre 2008, pagina
15;
(5)
LItalia rispetti
la linea Nato. Putin? Sia unintesa
vacanziera in
Corriere della Sera
del 15 novembre 2008, pagina
15.