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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Gli Europei sono “americanisti”, ma “non coglioni”.
Gli Italyani, invece, sono “antifascisti” & “coglioni


15.11.08 - Ogni popolo ha la sua “storia” e i suoi “miti fondanti”. Prendete i Tedeschi. Hanno combattuto la “guerra di Hitler” fino allo spasimo e perfino negli ultimi giorni affermavano: “Noi non capitoleremo mai”. Certo i Tedeschi sono “crucchi”: ieri disciplinati sotto il “Nazismo”, oggi disciplinati sotto lo “antinazismo”. Ad un punto tale che la Germania è lo stato europeo che persegue con maggiore puntiglio i cosiddetti “negazionisti”, coloro cioè che sostengono che, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, i Tedeschi non si sono macchiati di orribili crimini.

Anche i Francesi non sono da meno. Ed anche loro, seppure con le idee confuse, hanno espresso “personalità eccezionali che ci credevano”. Prendete Petain. Cosa avete da obiettare sul “vecchio soldato”? Che “ha collaborato con Hitler”? Vi risponderei che, così facendo, ha salvato la Francia. Prendete De Gaulle: ha creduto nella “Francia Repubblicana” e si è comportato di conseguenza. Poi ha chiuso con lo “antinazismo” ed ha avviato l’intesa con la Germania del dopoguerra.

Giunti a questo punto, consentitemi di elevare un peana agli Italyani. Siamo entrati in guerra coi Tedeschi quando sembrava che i Tedeschi stessero vincendo; ma, quando abbiamo capito che avrebbero vinto gli Alleati, abbiamo cambiato fronte e nemico. E pazienza se, in quei drammatici momenti, il Re, oppure il Principe, oppure una qualche “alta autorità" fosse rimasta al proprio posto per dare chiare direttive ai nostri soldati e ai nostri civili. Invece si preferì la “fuga precipitosa” da Roma a Pescara e da Pescara a Brindisi. Con i guai e con i guasti che tutti sappiamo. Eppure, essendo noi Italyani degli “spudorati”, festeggiamo la sconfitta (la sconfitta ignominiosa si badi) come una “vittoria”. Ed ogni anno sono feste, cori, inni e “trombonate retoriche”.

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Che dirvi? Visto che mi tocca parlare di “loro”, “viva la liberazione” e….. “tiremm innanz”.

Quanto sono belli gli Yankees! Ci hanno liberato dai “nazifascisti” e ci hanno difeso dai “bolscevici”. E sono sempre lì, a condurre “guerre vittoriose” per “esportare la democrazia” nel mondo intero. E come sanno conciliare bene gli “ideali” con il “business”! Perché, a questo mondo, ci stanno molti, troppi “reprobi” che non vivono secondo i dettami dello “american way life”. Solo che gli Yankees intervengono solo “se” e “quando” i loro “ideali” coincidono con i loro “interessi”. E, difatti, negli ultimi tempi, lisciano il pelo ai Cinesi (che scambiano merci con cataste di carta su cui sta scritto “US$”) ma puntano il dito contro i Russi (che esportano gas e petrolio, ma pretendono di scambiarli con merci e non con “carta straccia”). Noi Europei ci acconciamo a scambiare merci europee con gas e petrolio russi, ma gli Yankees non sanno capacitarsi.

Queste cose vanno rimuginando da un certo tempo le classi dirigenti europee. Che si dicono: “SI, noi siamo amici ed alleati degli USA. Ma gli Yankees non potrebbero andare a curarsi la rogna nel Pacifico anziché creare rogne in Europa”? Fu così che, scoppiata la crisi del Caucaso, Nicolas Sarkozy, presidente della Repubblica Francese e presidente pro tempore della Unione Europea, si interpose come “mediatore” tra Russi e Georgiani. Ieri, a Nizza, Sarkozy “sferra un altro intervento”. Ma, sulla notizia, cedo la parola: “Su due parole, che nessuno pronuncia ma tutti hanno ben chiare in testa, “opzione zero”, Russia ed Europa tornano a capirsi” (1). Recentemente i Russi avevano proposto: “evitiamo di istallare nuovi missili in Europa” ma il Ministro della Difesa americano, Robert Gates, aveva risposto: “Proposta inaccettabile”. Ieri Sarkozy risponde, a nome dell’Europa: “Congeliamo l’istallazione di nuovi missili e parliamone”. Ecco: nel giro di pochi mesi, l’Europa ha accennato ad una politica diversa dalla “arroganza imperiale” degli USA. Come dire: siamo “alleati ed amici degli USA” ma sulle relazioni tra Europa e Russia vogliamo l’ultima parola. E pazienza se i “patrioti di USA/Israel”, tutti “ideali” e “mazzette” protesteranno.

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Non lo dico io (becero fascista) ma Massimo Franco: “Il passaggio dall’era Bush a quella di Obama non segna soltanto un cambio di amministrazione. Accentua la sensazione di un’Italia e di un’UE (Francia e Germania in testa) di non avere attriti con il governo di Mosca; e pronte a resistere ad alcune richieste del presidente democratico: soprattutto sul piano militare” (3). Ed ancora: “Nel tentativo di ritagliarsi un ruolo, Berlusconi finisce per assumere un profilo che il Cremlino è lieto di assegnargli; ma che crea qualche sconcerto fra gli alleati storici. E può portare a riflessi domestici paradossali, tipo l’immagine di un PdL “filorusso” e un PD “filoUSA”; cosa mai accaduta prima” (3).

Da parte sua Lina Sotis commenta: “Il mondo alla rovescia: Berlusconi patrocina l’ingresso della Turchia in Europa, difende la Russia, critica l’amico Bush per lo scudo spaziale e l’appoggio alla Georgia. A difendere gli Stati Uniti e la NATO rimane il PD” (4).

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Che dire? Berlusconi è il solito “affarista”: ha capito che gli Europei vogliono farsi gli “affari loro” ed è corso a farsene portavoce. Proponendosi come “mediatore” tra Americani e Russi. E lo fa in maniera ineccepibile: non rinnega le vecchie amicizie; ma sostiene che America, Europa e Russia hanno tutto l’interesse a capirsi e a convivere. Il Cremlino apprezza, ma nello staff di Obama confondono Berlusconi con Prodi (5). Una gaffe? Un piano preordinato di “sostituirlo in corso d’opera”? Io non so, ma leggo: “Il PD di Walter Veltroni, invece, sembra orientato a dire sì alle richieste di Obama. Consiglieri molto vicini al segretario come Giorgio Tonini dicono ormai apertamente: “Se ci chiede più truppe, gliele daremo; magari spostandole dal Libano. E sognano nel 2009 un dibattito parlamentare con Berlusconi che rifiuta le richieste della Casa Bianca; e il centrosinistra che invece avalla l’escalation militare” (3). I numeri? In Parlamento ci stanno tanti “idealisti”, “patrioti di USA/Israel”! E, poi, ci sta anche Fini, il sempre fedelissimo Fini.

Insomma: “Veltroni & Compari” sono degli “idealisti”, degli idealisti della migliore lana. E non venitemi a dire che costoro hanno un “idealismo variabile”. Perché è vero che erano “bolscevici” e sono diventati “americani”; ma sempre “antifascisti”: contro l’Italia e contro l’Europa. Hanno sfilato in “camicia rossa” e si apprestano a sfilare in “camicia a stelle e a strisce”? Ma questo sta nel loro programma, apertamente enunciato: “YES, we can change”. E, cambiando, ci assicurano un ricco spettacolo. Aspettatevi, dunque, molti colpi di scena. Con molti pagliacci.

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(1) “Sarkozy apre al Cremlino: Congelare scudi e missili” in “Corriere della Sera” del 15 novembre 2008, pagina 2;

(2) “Energie, cinture di sicurezza UE per sfuggire alla morsa di Mosca” in “Corriere della Sera” del 14 novembre 2008, pagina 16;

(3) “Missione Afganistan. Il PD con Obama” in “Corriere della Sera” del 15 novembre 2008, pagina 3;

(4) “Qui Lina” in “Corriere della Sera” del 15 novembre 2008, pagina 3;

(5) “Il premier confuso con Prodi” in “Corriere della Sera” del 15 novembre 2008, pagina 3.


 
 

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