Gli
Europei sono americanisti,
ma non coglioni.
Gli Italyani, invece,
sono antifascisti
& coglioni
15.11.08 - Ogni popolo ha
la sua storia e i suoi miti fondanti.
Prendete i Tedeschi. Hanno
combattuto la guerra
di Hitler fino allo
spasimo e perfino negli ultimi
giorni affermavano: Noi
non capitoleremo mai.
Certo i Tedeschi sono crucchi:
ieri disciplinati sotto il Nazismo,
oggi disciplinati sotto lo antinazismo.
Ad un punto tale che la Germania
è lo stato europeo
che persegue con maggiore
puntiglio i cosiddetti negazionisti,
coloro cioè che sostengono
che, nel corso della Seconda
Guerra Mondiale, i Tedeschi
non si sono macchiati di orribili
crimini.
Anche
i Francesi non sono da meno.
Ed anche loro, seppure con
le idee confuse, hanno espresso personalità eccezionali che ci credevano.
Prendete Petain. Cosa avete
da obiettare sul vecchio
soldato? Che ha
collaborato con Hitler?
Vi risponderei che, così facendo, ha salvato la Francia.
Prendete De Gaulle: ha creduto
nella Francia Repubblicana
e si è comportato di
conseguenza. Poi ha chiuso
con lo antinazismo
ed ha avviato lintesa
con la Germania del dopoguerra.
Giunti
a questo punto, consentitemi
di elevare un peana agli Italyani.
Siamo entrati in guerra coi
Tedeschi quando sembrava che
i Tedeschi stessero vincendo;
ma, quando abbiamo capito
che avrebbero vinto gli Alleati,
abbiamo cambiato fronte e
nemico. E pazienza se, in
quei drammatici momenti, il
Re, oppure il Principe, oppure
una qualche alta
autorità"
fosse rimasta al proprio posto
per dare chiare direttive
ai nostri soldati e ai nostri
civili. Invece si preferì la fuga precipitosa da Roma a Pescara e da Pescara
a Brindisi. Con i guai e con
i guasti che tutti sappiamo.
Eppure, essendo noi Italyani
degli spudorati,
festeggiamo la sconfitta (la
sconfitta ignominiosa si badi)
come una vittoria.
Ed ogni anno sono feste, cori,
inni e trombonate
retoriche.
****
Che
dirvi? Visto che mi tocca
parlare di loro, viva la liberazione
e
.. tiremm
innanz.
Quanto
sono belli gli Yankees! Ci hanno liberato dai nazifascisti e ci hanno difeso dai bolscevici.
E sono sempre lì, a
condurre guerre vittoriose per esportare la
democrazia nel mondo
intero. E come sanno conciliare
bene gli ideali con il business!
Perché, a questo mondo,
ci stanno molti, troppi reprobi che non vivono secondo i dettami
dello american
way life. Solo
che gli Yankees intervengono
solo se e quando i loro ideali coincidono con i loro interessi.
E, difatti, negli ultimi tempi,
lisciano il pelo ai Cinesi
(che scambiano merci con cataste
di carta su cui sta scritto US$) ma
puntano il dito contro i Russi
(che esportano gas e petrolio,
ma pretendono di scambiarli
con merci e non con carta
straccia). Noi Europei
ci acconciamo a scambiare
merci europee con gas e petrolio
russi, ma gli Yankees non
sanno capacitarsi.
Queste
cose vanno rimuginando da
un certo tempo le classi dirigenti
europee. Che si dicono: SI,
noi siamo amici ed alleati
degli USA. Ma gli Yankees
non potrebbero andare a curarsi
la rogna nel Pacifico anziché creare rogne in Europa?
Fu così che, scoppiata
la crisi del Caucaso, Nicolas
Sarkozy, presidente della
Repubblica Francese e presidente
pro tempore della Unione Europea,
si interpose come mediatore tra Russi e Georgiani. Ieri,
a Nizza, Sarkozy sferra
un altro intervento.
Ma, sulla notizia, cedo la
parola: Su due
parole, che nessuno pronuncia
ma tutti hanno ben chiare
in testa, opzione
zero, Russia
ed Europa tornano a capirsi (1). Recentemente i Russi
avevano proposto: evitiamo
di istallare nuovi missili
in Europa ma
il Ministro della Difesa americano,
Robert Gates, aveva risposto: Proposta inaccettabile.
Ieri Sarkozy risponde, a nome
dellEuropa: Congeliamo
listallazione di nuovi
missili e parliamone.
Ecco: nel giro di pochi mesi,
lEuropa ha accennato
ad una politica diversa dalla arroganza imperiale degli USA. Come dire: siamo alleati ed amici
degli USA ma sulle
relazioni tra Europa e Russia
vogliamo lultima parola.
E pazienza se i patrioti
di USA/Israel, tutti ideali e mazzette protesteranno.
***
Non
lo dico io (becero fascista)
ma Massimo Franco: Il
passaggio dallera Bush
a quella di Obama non segna
soltanto un cambio di amministrazione.
Accentua la sensazione di
unItalia e di unUE
(Francia e Germania in testa)
di non avere attriti con il
governo di Mosca; e pronte
a resistere ad alcune richieste
del presidente democratico:
soprattutto sul piano militare (3). Ed ancora: Nel
tentativo di ritagliarsi un
ruolo, Berlusconi finisce
per assumere un profilo che
il Cremlino è lieto
di assegnargli; ma che crea
qualche sconcerto fra gli
alleati storici. E può
portare a riflessi domestici
paradossali, tipo limmagine
di un PdL filorusso e un PD filoUSA;
cosa mai accaduta prima (3).
Da
parte sua Lina Sotis commenta: Il mondo alla
rovescia: Berlusconi patrocina
lingresso della Turchia
in Europa, difende la Russia,
critica lamico Bush
per lo scudo spaziale e lappoggio
alla Georgia. A difendere
gli Stati Uniti e la NATO
rimane il PD (4).
***
Che
dire? Berlusconi è il solito affarista:
ha capito che gli Europei
vogliono farsi gli affari
loro ed è corso a farsene portavoce.
Proponendosi come mediatore tra Americani e Russi. E lo
fa in maniera ineccepibile: non rinnega le vecchie
amicizie; ma sostiene che
America, Europa e Russia hanno
tutto linteresse a capirsi
e a convivere. Il Cremlino
apprezza, ma nello staff di
Obama confondono Berlusconi
con Prodi (5). Una gaffe?
Un piano preordinato di sostituirlo
in corso dopera?
Io non so, ma leggo: Il
PD di Walter Veltroni, invece,
sembra orientato a dire sì alle richieste di Obama. Consiglieri
molto vicini al segretario
come Giorgio Tonini dicono
ormai apertamente: Se
ci chiede più truppe,
gliele daremo;
magari spostandole dal Libano.
E sognano nel 2009 un dibattito
parlamentare con Berlusconi
che rifiuta le richieste della
Casa Bianca; e il centrosinistra
che invece avalla lescalation
militare (3).
I numeri? In Parlamento ci
stanno tanti idealisti, patrioti di USA/Israel!
E, poi, ci sta anche Fini,
il sempre fedelissimo Fini.
Insomma: Veltroni & Compari sono degli idealisti,
degli idealisti della migliore
lana. E non venitemi a dire
che costoro hanno un idealismo
variabile. Perché
è vero che erano bolscevici e sono diventati americani;
ma sempre antifascisti:
contro lItalia e contro
lEuropa. Hanno sfilato
in camicia rossa e si apprestano a sfilare
in camicia a stelle
e a strisce? Ma
questo sta nel loro programma,
apertamente enunciato: YES,
we can change. E,
cambiando, ci assicurano un
ricco spettacolo. Aspettatevi,
dunque, molti colpi di scena.
Con molti pagliacci.
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(1) Sarkozy
apre al Cremlino: Congelare
scudi e missili
in Corriere della
Sera del 15 novembre
2008, pagina 2;
(2)
Energie, cinture
di sicurezza UE per sfuggire
alla morsa di Mosca
in Corriere della
Sera del 14 novembre
2008, pagina 16;
(3)
Missione Afganistan.
Il PD con Obama
in Corriere della
Sera del 15 novembre
2008, pagina 3;
(4)
Qui Lina
in Corriere della
Sera del 15 novembre
2008, pagina 3;
(5)
Il premier confuso
con Prodi in
Corriere della Sera
del 15 novembre 2008, pagina
3.