Lettera
aperta a Paolo Mieli, direttore
del Corriere della Sera
La
Shoah? Ne abbiamo
pieni i coglioni
18.11.08 - Signor Direttore,
riscontro
sul quotidiano Il
Corriere della Sera,
2 articoli, a firma di Ernesto
Menicucci, su un piccolo
battibecco intercorso
tra 2 professori del Liceo
Artistico Ripetta di Roma.
Battibecco avvenuto nel corso
di una riunione di
classe e tra
professori. Io penso
che quel battibecco tra professori
nel corso di una riunione
in classe non meritava tutto
questo clamore.
Riconosco,
però, che poiché
su quel battibecco (ribadisco:
tra due professori e nel corso
di una riunione di classe)
è intervenuto Gianni
Alemanno (Sindaco di Roma)
(1) e Riccardo Pacifici
(presidente della Comunità ebraica di Roma) (2) quel
battibecco ha assunto una
dimensione spropositata. E,
conviene, dunque scriverne.
Ma non capisco il tono canzonatorio
che il Menicucci assume verso
il reo.
Salvo a riportarLe quello
che Manzoni scriveva su Don
Abbondio: ossequioso coi
potenti e disdegnoso verso
i deboli. Mah! Lasciamo
perdere.
Confesso
che, sulla Shoah io non sono particolarmente
ferrato. So, e do per certo:
1.
i Tedeschi rastrellavano gli
Ebrei e li rinserravano nei
campi di concentramento;
2.
gli Italiani, finché ci fu un Regime fascista ed uno Stato italiano
non consegnarono neppure un
Ebreo ai Tedeschi. Ovviamente
tutto cambiò quando
cadde il Regime fascista,
collassò lo Stato italiano
ed i Tedeschi occuparono,
manu militari, lItalia
centrosettentrionale. Tanto
è vero che il rastrellamento
del ghetto di Roma avvenne
il 16 ottobre 1943.
Se
le cose stanno così,
e stanno così, come
mai si prendono per buone
le minchiate che Alemanno ha detto recentemente
ad Auschwitz (fascisti
e nazisti sono responsabili
della Shoah)? E come mai
Pacifici, che si erge a custode
della memoria, anziché rimbeccarlo, lo abbraccia
commosso? Già:
finora gli Ebrei ci avevano
raccontato che i
Tedeschi hanno ucciso 6 milioni
di Ebrei. Pertanto
Alemanno si è reso
colpevole di negazionismo: ha alleggerito le responsabilità dei Tedeschi, scaricandole
in parte sugli Italiani.
Ed io mi chiedo: è
storia codesta? Oppure è il gioco delle 3 carte?
Signor
Direttore,
io
ho i miei morti da onorare
e rispettare. E, pertanto,
non mi sogno di irridere ai morti degli altri.
Mi aspetterei, però,
che ciascuno di noi rispettasse
i propri morti. E non li facesse
oggetto di commercio (ha presente Lindustria
dellOlocausto?).
E che si distinguesse nettamente
la storia dalla letteratura,
la storia dalla tragedia,
la storia dalla commedia.
Chiedo
troppo? Penso di no. E,
difatti, la crocifissione
di Cristo è dubbia sul piano storico.
Ma quella crocifissione
scandisce, da 2 mila anni,
lEuropa e la sua cultura.
Sulla crocifissione sono state
scritte mille libri, sono
stati dipinti mille quadri,
sono stati eretti mille monumenti.
Eppure
Eppure Santa
Romana Chiesa si affida alla fede. E
distingue nettamente la storia
di Cristo, che affida
alla fede dei credenti,
dalla letteratura, dal teatro,
dalla cinematografia che quella
storia hanno narrato in mille
modi diversi.
Mi
chiedo e Le chiedo: non si
potrebbe fare la stessa cosa
con la Shoah?
Affidare la verità agli storici senza
bavagli e distinguere
nettamente i fatti da tutto il commercio e da tutto il teatrino che dal 1945 ai nostri giorni
tanti impostori ci hanno intessuto sopra?
Perché della Shoah,
così come ce la narrano, ne abbiamo pieni i coglioni.
Distinti Saluti.
Antonino Amato
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(1) Professore
di liceo nega lOlocausto.
Alemanno: si indaghi in Corriere della
Sera del 17 novembre
2008, pagina 18;
(2)
Il prof negazionista
torna a scuola. Decisa lispezione
in Corriere della
Sera del 18 novembre
2008, pagina 27.