Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Lettera aperta al direttore de “la Repubblica”
Ed io dove ficco il dito?


23.11.08- Signor Direttore,

un pezzullo de “la Repubblica” ha suscitato in me un particolare orgasmo, facendomi girare i coglioni in senso antiorario (1). Le illustro le ragioni del mio malumore. Certo che Lei, giornalista libero, a capo di un gruppo di giornalisti liberi, editore il “liberale” Carlo De Benedetti (giudeo illuminato) recepirà il mio messaggio.

Io vivo in Italia, ho letto la Costituzione, ascolto con riverenza i sermoni dei tanti politici che inneggiano alla “democrazia” e m’ illudevo di vivere nel migliore mondo possibile. Anche perché mi si diceva che noi Europei siamo “eredi della cultura ellenistico romana”, impregnati di quella dottrina che aveva indotto Gesù a rimproverare l’apostolo Tommaso che “aveva voluto ficcare il dito nel costato”; ma, dopo averlo rimproverato, lo aveva confermato tra i suoi discepoli. E la Chiesa lo aveva anche fatto “Santo”. Quella Chiesa, che si vanta di avere avuto filosofi/teologi della stazza di Sant’Agostino e di San Tommaso. Quella Chiesa che aveva consentito tante dotte discussioni se la “ragione” dovesse essere o non essere “ancella della fede”.

Leggo ora di un professore che, posto dinnanzi alla “Shoah”, viene inquisito e sospeso dall’insegnamento e svillaneggiato sulla “libera stampa”, colpevole di avere “chiesto le prove”. Ed allora sbalordisco: di Alemanno, delle “autorità scolastiche” che fanno ispezioni per una cosa del genere, dei magistrati che aprono un’inchiesta per accertare…. E del suo giornalista Carlo Alberto Bucci che scrive in tono trionfante. E di Lei che pubblica simili amenità.

Confesso che, dopo aver letto il pezzullo, mi sono chiesto: “Possibile che San Tommaso possa avere ficcato il dito nel costato di Gesù per accertarne scientificamente la resurrezione e il professore Valvo non possa chiedere le prove della Shoah”?


Signor Direttore,

mi sopravanza un dito. San Tommaso lo ficcò nel costato di Gesù. Ma io dove ficco il dito? Saprebbe consigliarmi? Magari dopo una consultazione con tutti questi sionisti nostrani che sognano, sperano e s’illudono di potermi ballare impunemente sui coglioni?

In attesa di risposta, Le invio un dito deferente.

******************

(1) Sospeso il prof. negazionista



ROMA. Negazionismo, la lezione è finita. Il portone del liceo artistico di via Ripetta da oggi rimane chiuso per il professor Roberto Valvo. È stato sospeso dall´Ufficio scolastico regionale del Lazio il docente che la settimana scorsa ha messo in dubbio lo sterminio degli ebrei davanti a colleghi (in consiglio) e studenti (sabato, in classe) affermando, tra l´altro: “La Shoah è un´invenzione degli alleati”; ”le prove mancano e sono state spesso contraffatte”; “gli ebrei non sono italiani”. Oggi è scattato l´allontanamento per il professore di storia dell´arte del più antico liceo artistico romano, a due passi da piazza Augusto imperatore. Un provvedimento d´urgenza e temporaneo, ma netto, che scarta compromessi come l´assenza per malattia, in attesa che il procedimento disciplinare segua il suo lungo iter. Gli ispettori dell´Ufficio scolastico, mandati subito dal direttore Raffaele Sanzo, nonostante il settore sia sotto organico, si sono più volte recati nei giorni scorsi a scuola. La richiesta di tempi celeri, e di “provvedimenti esemplari”, era stata espressa domenica scorsa da un “offeso” Gianni Alemanno: era stato lo stesso sindaco ad accompagnare quattro studenti di via Ripetta, con altri 246 ragazzi romani, nel viaggio della Memoria ad Auschwitz.

Quale sarà la sanzione per il professore, che da domenica scorsa, quando Repubblica ha riportato le farneticazioni sulla Shoah espresse durante il consiglio di classe della IVC di mercoledì 12, ha continuato a fare lezione, lo deciderà la disciplinare del Consiglio nazionale della Pubblica istruzione. Ma intanto s´è mossa la Procura di Roma che ha aperto un fascicolo dopo l´esposto presentato sabato scorso ai carabinieri dalla preside, Maria Teresa Strani. In Italia manca una legge come esiste in Francia, Germania o Austria, dove il negazionista inglese David Irving è stato condannato nel 2006 a tre anni in primo grado. Il magistrato incaricato dovrà quindi stabilire se il professore ha violato la legge Mancino che punisce fino a tre anni “chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull´odio razziale o etnico”. Ieri tensione al collegio docenti straordinario. I docenti di via Ripetta avrebbero votato a maggioranza per dissociarsi dalla preside perché non li ha immediatamente informati dell´accaduto e perché non avrebbe manifestato agli organi di stampa la totale estraneità del liceo rispetto alle tesi negazioniste di Valvo, né evidenziato le iniziative del liceo in ricordo delle vittime della Shoah. La scuola ha molte volte partecipato ai viaggi della Memoria. E nel 2004 l´aula magna ha ospitato un´installazione realizzata dai ragazzi usando la frase piazzata dai nazisti all´entrata di Auschwitz, Arbeit Macht Frei. “La prima cosa, fa notare una professoressa, che leggono i nuovi studenti nel nostro libricino di benvenuto è: "Nessuna discriminazione può essere compiuta per motivi riguardanti sesso, razza, etnia, lingua, religione"».

Carlo Alberto Bucci, in "la Repubblica" (22 novembre 2008, p. 18).


 
 

Scrivono per Voi






Aiutaci
Grazie !