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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Napolitano è un “Italyano vero”

25.11.08 - Il nostro Presidente Giorgio Napolitano si appresta a recarsi in Israele. E, come da cortesia diplomatica, viene intervistato da un quotidiano israeliano. L’intervista, concessa a “Yedioth Ahronoth”, viene ripresa dal “Corriere della Sera” (1). Fin qui siamo sul piano delle normali relazioni che, doverosamente, gli Stati intrattengono. Specialmente se si specchiano nel Mare Mediterraneo. Fin qui tutto normale. Se Napolitano non ci mettesse qualcosa di suo. Perché Napolitano è un “patriota” e un “Italyano vero”.

Noi Italyani, modestamente, siamo un grande popolo. Nel 1940 siamo entrati in guerra coi Tedeschi; ma, nel 1943, vista la malaparata, abbiamo cambiato fronte e nemico. Il fatto in se sarebbe poca cosa, potendo far ricorso all’antico detto siciliano “fuggire è vergogna, ma si salva la vita”. Noi, invece, no. Perché siamo “grandi”, ma siamo grandi perché “spudorati”. E, difatti, abbiamo preso a festeggiare, ogni anno, la fine della guerra come una nostra “vittoria”. E bisogna sentirle le trombonate che tanti pagliacci bardati a festa gridano ogni 25 Aprile. Ma torniamo al nostro Presidente.

Domanda: “Israele vede nell’Iran la sua peggiore minaccia. Nel tempo stesso l’Italia ha grandi interessi economici con Teheran…”. Napolitano risponde: “L’Italia ha effettivamente importanti legami economici con l’Iran, come con tutti i paesi del Medio Oriente. Al tempo stesso, siamo consapevoli delle preoccupazioni d’Israele verso l’Iran… Va assolutamente prevenuta l’ulteriore proliferazione nucleare” (1). Notate il “perfido candore” dell’intervistatore: 300 bombe nucleari israeliane non sono minaccia verso alcuno, ma una bomba nucleare iraniana costituirebbe minaccia. Ma il nostro Presidente ribatte con “generoso patriottismo”: noi siamo “allineati e coperti” ai desideri d’Israele e ai voleri dell’ONU. E pazienza per i “nostri interessi nazionali”.

Tutto qui? Macché! Altra domanda: “Lei s’è sempre espresso fortemente contro l’antisemitismo e l’antisionismo, mentre in Italia c’è chi tende a separare questi due elementi. L’antisionismo è la forma moderna dell’antisemitismo?”. E il nostro, sprezzante del ridicolo, dichiara: “Ho pubblicamente condannato l’antisionismo, come subdola forma d’antisemitismo” (1). Insomma dire “condanno gli Ebrei perché hanno il naso adunco” oppure dire “condanno gli Israeliani perché affamano, opprimono ed uccidono i Palestinesi” è la stessa medesima cosa. Napolitano dixit.

Giunti a questo punto, una domanda la faccio io: se mi do a sostenere che gli asini se fanno i sionisti volano, mi faranno Presidente della Repubblica?
Urge risposta scritta.




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(1) “Bisogna fermare la corsa nucleare dell’Iran” in “Corriere della Sera” del 24 novembre 2008, pagina 17.


 
 

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