GIUDA
colpisce ancora
26.11.06 - Sul sito del Corriere
della Sera ho letto
delle strane dichiarazioni
di Gianfranco Fini (1). Spogliandomi
del mio misero io, ho cercato
di capire cosa volesse dire
il Presidente della Camera.
Ma non ho saputo vedere altro
che un generico pistolotto.
Ad una lettura formale, sembra
che il pistolotto sia rivolto
contro incertam personam.
Ma, poiché si parla
anche della fusione di AN
e FI nel PdL, è fuori
discussione che il pistolotto
è rivolto contro
Berlusconi.
Prego, non trasecolate. E
fuori discussione che Berlusconi
e Fini sincontrino e
si parlino con una certa frequenza.
Pertanto, se Fini aveva da
dire qualcosa, poteva dirlo
in privato. Se lo dice pubblicamente,
non lo dice a Berlusconi ma lo dice contro
Berlusconi. Anche
perché
.
Anche perché Berlusconi
è Berlusconi, dal 1994
(data della sua discesa in
politica) al 25 novembre 2008
(data della dichiarazione
di Fini). E presidenzialista?
E cesarista?
Mah! Io non ho mai frequentato
Berlusconi, ma a me è apparso sempre come Re
Silvio. Possibile
che Fini dopo tanti anni di
assidua frequentazione non
se fosse accorto? E poi
.
E poi, guarda che pulpito!
Giorgio Almirante che lo ha
imposto al MSI-DN era presidenzialista o cesarista?
E la vedova Almirante che
raccoglieva le truppe del defunto marito per aiutare
Fini ad impadronirsi della
Segreteria del MSI-DN era presidenzialista o cesarista?
E Fini, impadronitosi del
Movimento lo ha gestito da presidenzialista o da Cesarista?
Quanti Congressi ha fatto
Fini dal Gennaio 1995 al novembre
2008?
Resta il problema di fondo:
nel PdL deve comandare Berlusconi
o Fini? Berlusconi cammina
in avanti, ma Fini cerca di
fissargli dei paletti. A modo
suo, un modo contorto ed ipocrita.
Fini?
Sembra Giuda Iscariota.
Sputato.
***************
(1) ALLARME DEL PRESIDENTE
DELLA CAMERA
Fini: Nel PdL
rischi di cesarismo.
Sulla fusione An-Fi: Serve
una forte democrazia interna
ROMA. Il presidenzialismo
non deve sfociare in cesarismo
e per questo è necessario
un contrappeso alla forza
dell'esecutivo. Così
come serve una discussione
nel PdL che sta nascendo perché questo si organizzi con metodo
democratico. Lo ha detto il
presidente della Camera, Gianfranco
Fini, intervenendo a Montecitorio
alla presentazione del libro
di Pino Pisicchio, Tra
declino e cambiamento. Aspetti
del partito politico italiano.
Fini, parlando della forma
partito e della sua evoluzione,
ha sottolineato che oggi
in una società liquida
e post-ideologica il modello
di partito non può
più essere una sorta
di chiesa ideologicamente
strutturata.
Anzi, ha aggiunto, un
partito leggero, più
un cartello elettorale è
in maggiore sintonia con la
società.
Tuttavia, ha aggiunto Fini, il partito, per
quanto flessibile, ci deve
essere, e deve porsi il problema
di selezionare la classe dirigente
e di guidare la pubblica opinione.
Senza questo filtro, ha continuato
il presidente della Camera,
la leadership può manifestarsi
in maniera cesaristica.
CESARISMO
Lo
dico da presidenzialista convinto,
ha proseguito Fini, la
differenza che c'è
tra cesarismo e presidenzialismo
sta nel fatto che tanto più
il baricentro è il
rafforzamento dell'esecutivo
tanto più forte deve
essere il contrappeso a quel
potere: il vero discrimine
è il check and balances.
Inoltre, ha continuato, per
non sfociare nel cesarismo
serve che la vita dei partiti
si svolga con un metodo democratico.
Ecco perché,
ha concluso, sia
nel PD che nel PdL che sta
nascendo, la discussione su
come questi partiti si strutturano
è fondamentale. È
vero che non c'è democrazia
senza i partiti ma anche i
partiti al loro interno devono
essere democratici, è
per questo che è fondamentale
che questi nuovi soggetti
discutano di se stessi.
Corriere
della Sera,
25 novembre 2008