Napolitano
capisce quello che dice?
27.11.08 - Napolitano è tutti noi Italyani.
E ci rappresenta in Italya
e in Patria. Con notevole
confusione. E, difatti,
quando si trova in Italya
condanna fermamente le bieche
ed orrende leggi razziali
fasciste, che
si proponevano di difendere
la romanità
dellItalia. Ma, quando
si trova in Patria, difende il diritto di
Israele a vivere e prosperare
come stato ebraico (1).
E,
poiché stiamo parlando
di leggi razziali
un mio chiarimento simpone.
Non fosse altro che per rendere
il dovuto omaggio alla Legge
Modigliani/Mancino. In proposito
io penso che le leggi razziali,
introdotte in Italia nel 1938,
sono state un errore. Nel
senso che gli Italiani non
vedevano gli Ebrei italiani
come altri.
Semmai altri
rischiano di diventare in
questo dopoguerra con la loro
pretesa di metterci il bavaglio
ed imporci le loro leggende.
Ma questo è un altro
discorso. Che io, modestissimo
plebeo, recepisco; ma che
Napolitano, assiso sul Colle
più alto di Roma, non
capisce e non recepisce mettendo
assieme antisemitismo ed antisionismo.
Vogliamo fare chiarezza? Io
trovo giustificate le lagnanze
degli Ebrei italiani che,
a causa delle leggi razziali
fasciste, si sono visti discriminati
in Patria. Trovo inverecondo
il fatto che gli Ebrei, nel
narrare le sofferenze e i
lutti patiti nella Seconda
Guerra Mondiale, mettano sullo
stesso piano fascisti e nazisti.
Non che gli Ebrei, negli anni
1938/43, non hanno subito
discriminazioni e prevaricazioni;
ma un confronto con la narrazione
che fanno del genocidio
subito per mano nazista è improponibile. Ai limiti,
ed oltre i limiti, della perfida
impostura. Anche
perché
.
Anche perché io penso
che tutti dovremmo trarre
insegnamento dai tragici avvenimenti
della Seconda Guerra Mondiale.
E mi nasce il sospetto che
gli Ebrei, tutti presi a rimproverare
ai Tedeschi ed agli Europei
gli orrori patiti, da quegli
orrori non abbiano tratto
insegnamento alcuno. E, difatti,
giunti in Palestina, si sono
dati da fare per costituire
uno Stato ebraico.
Da qui la cacciata di 800.000
Palestinesi dai paesi natali
per fare posto agli Ebrei;
da qui una serie continua
di vessazioni con il preciso
scopo di cacciare i Palestinesi
dalla Palestina e prenderne
il territorio per il loro Stato ebraico.
Inutile dire che le parole
di Napolitano mi sembrano
prive di ogni logica. Non
volendo dire altro. Io sono
un uomo modestissimo; ma arrossirei
nel sostenere che i Tedeschi
non avevano il diritto di
costituire un Stato
ariano, gli Italiani
non avevano diritto di costituire
uno Stato romano;
mentre esiste il
diritto di Israele a vivere
e prosperare come stato ebraico (1). Perché io sono
convinto che gli uomini, tutti
gli uomini, hanno gli stessi
principi (filosofici, religiosi,
etici e giuridici), seppure
non li sviluppino tutti in
maniera uniforme.
Sostenere
che esiste il diritto
di Israele a vivere e prosperare
come stato ebraico;
ma che non esiste il diritto
dei Francesi, degli Italiani
e dei Tedeschi di costituire
degli Stati identitari a me pare una bestemmia. Se Italia ed Israele sono
due stati sovrani
membri dellONU, con pari
diritti e pari doveri. Il discorso,
ovviamente, andrebbe capovolto
se lItalya fosse una colonia ed Israele fosse la Patria ideale dei pochi Ebrei italiani
e di molti Italyani giudaizzati.
Vuoi per amore,
vuoi per carriera.
Italyani, liberati nel 1945, e che si prosternano
al liberatore.
Grati per la carriera fatta
e per i quattrini accumulati.
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(1) Napolitano
sostiene Israele: No ai proclami
deliranti in Corriere
della Sera del 26
Novembre 2008, pagina 16.