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faccetta nera
| Faccetta
Nera
es un himno fascista italiano
que fue compuesto por
orden del general Benito
Mussolini al producirse
la invasión de
Etiopía.
El
himno fue escrito por
Giuseppe Micheli,
y la música original
fue compuesta por Mario
Ruccione.
Letra:
Se tu dall'altipiano
guardi il mare,
Moretta che sei schiava
fra gli schiavi,
Vedrai come in un sogno
tante navi
E un tricolore sventolar
per te.
Rit:
Faccetta nera,
Bell'abissina
Aspetta e spera
Che già l'ora
si avvicina!
quando saremo
Insieme a te,
noi ti daremo
Un'altra legge e un
altro Re.
La
legge nostra è
schiavitù d'amore,
il nostro motto è
libertà e dovere,
vendicheremo noi camicie
nere,
Gli eroi caduti liberando
te!
Rit:
Faccetta nera,
Bell'abissina
Aspetta e spera
Che già l'ora
si avvicina!
quando saremo
Insieme a te,
noi ti daremo
Un'altra legge e un
altro Re.
Faccetta
nera, piccola abissina,
ti porteremo a Roma,
liberata.
Dal sole nostro tu sarai
baciata,
Sarai in Camicia Nera
pure tu.
Rit:
Faccetta nera,
Sarai Romana
E pé bandiera
Tu ciavrai quella italiana
Noi marceremo
Insieme a te
E sfileremo avanti al
Duce
E avanti al Re! |
01.12.08
- Rammentate? Nel 1935 gli
Italiani andarono in Abissinia,
cantando faccetta
nera e sognando
di inchiappetarsi le negrette.
Oggi, 30 novembre 2008, Magdi
(Cristiano) Allam fonda un
partito. Sotto trovate lintervista
concessa al Corriere
della Sera che ci
prova e ci riprova. Ieri aveva
sponsorizzato Giuliano Ferrara,
oggi sponsorizza Magdi (Cristiano)
Allam.
Il programma è tutto
un programma:
noi non siamo più Italiani
ed Europei ma giudeocristiani.
Ma si accettano anche mussulmani
se accettano la nostra (nostra
il cazzo: sua) civiltà.
Questa apertura dopo avere
dichiarato che lIslam
è intrinsecamente violento.
Leggetevi il programma e ditemi
le sette differenze con la
canzone faccetta
nera.
Solo che
. Solo che in
me nasce un crudele sospetto:
i nostri volevano inchiappettarsi
le negrette. Che Magdi (Cristiano)
Allam voglia inchiappetarsi
noialtri? Mah!
Giuro che, se non fossi rispettosissimo
della Legge Modigliani/Mancino,
lo consiglierei di andare
a cacare nellAfrica
nera. Anche
perché recentemente
ci aveva provato Giuliano
Ferrara, giudeo doc, ma gli
Italiani ci risero sopra.
Figurarsi il povero Magdi
(Cristiano) Allam, egiziano
fattosi italiano e mussulmano
convertitosi in giudeocristiano.
Un ascaro del sionismo. Evidentemente
nessuno ha ancora spiegato
al poveretto che cca
nisciuno è fesso.
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L'intervista:
«lascio il giornalismo,
scelgo la politica»
«Il mio partito per
l'Europa cristiana»
Magdi Cristiano Allam: «Aperti
a tutti, anche ai musulmani.
Sono contrario alla guerra
di religione»
MILANO
Sicuro?
«Sicurissimo».
E come si chiama?
«Protagonisti per l'Europa
Cristiana». Magdi Cristiano
Allam, asciutto, quasi esile,
non dimostra neanche un po'
i suoi 56 anni e ha un sorriso
da ragazzino mentre apre la
brochure con simbolo e nome
del partito che ha fondato.
Di là dalla porta e
giù in strada, l'auricolare
all'orecchio, gli uomini della
scorta sorvegliano che sia
tutto tranquillo. «"Protagonisti",
capisce? La via del riscatto
passa da noi stessi».
Mentre
parla distoglie lo sguardo
e fissa un punto nel vuoto,
come leggesse dentro di sé.
In fondo sono cose che ha
scritto molte volte, solo
che ora è diverso.
«Dopo 35 anni»
lascia il giornalismo e crea
un partito. Questo pomeriggio,
a Roma, un'assemblea di cinquanta
soci fondatori darà
vita alla nuova formazione
(da oggi è attivo il
sito www.protagonistiec.it).
«Ci presenteremo alle
Europee del 7 giugno 2009.
Da domani inizieremo a lavorare,
raccogliere firme, creare
circoli in tutta Italia per
darci un radicamento nel territorio
».
Passare
dall'altra parte della barricata
non le fa effetto?
«Fin da piccolo, quando
mi chiedevano "cosa vuoi
fare da grande?", rispondevo:
il giornalista o il politico.
Le mie passioni. Giornalista
lo sono diventato e con soddisfazione.
Ma negli ultimi tempi ho sentito
crescere la necessità
di andare oltre la testimonianza
e agire: mettendo in pratica
ciò che per anni ho
scritto e detto nei tantissimi
incontri in giro per l'Italia
con decine di migliaia di
persone ».
Cominciamo
dal nome e del simbolo...
«Nel logo, vede?, sono
indicati tre binomi che rappresentano
i passaggi fondamentali del
mio percorso spirituale, culminato
nell'adesione piena e convinta
al cristianesimo: "Verità
e Libertà", il
cuore della civiltà
europea; "Fede e Ragione",
l'essenza della civiltà
cristiana; e infine "Valori
e Regole", il fondamento
dell'azione di riscatto dalla
deriva etica nella quale è
precipitata la nostra Europa
cristiana».
Un
partito religioso?
«No, il mio non è
un partito religioso né
si rivolge solo ai cristiani.
È un partito laico
che proclama uno stato di
emergenza etica in Europa
e individua nella civiltà
cristiana la verità
storica delle radici del nostro
Continente, il nostro punto
di riferimento irrinunciabile,
da riscoprire e difendere.
Siamo aperti a tutte le persone
di buona volontà, compresi
i musulmani...».
Be',
magari i musulmani sarà
più difficile, no?
«Ma perché? L'Europa
"è" cristiana!».
Si
può obiettare che l'Europa
è «anche»
cristiana, e in misura importante,
ma è pure Atene e Roma,
è Federico II e la
convivenza di culture, la
rivoluzione scientifica, le
varie espressioni del pensiero
laico eccetera...
«Non lo nego, e le considero
tutte realtà positive
e importanti, ma le radici
giudaico-cristiane sono il
binario principale e oggi
rappresentano una necessità:
è la loro dimenticanza
che ci ha portati al relativismo
etico e religioso, alla deriva.
L'Europa rischia il suicidio».
Quindi,
che farete?
«Insieme, da "protagonisti",
definiremo un programma a
partire da tre considerazioni.
Primo, l'Europa attraversa
una crisi profonda di valori
e di identità, è
succube di malattie ideologiche
come il buonismo, il laicismo,
il multiculturalismo... Secondo,
sul piano economico è
destinata a soccombere davanti
a un capitalismo selvaggio
e disumano, senza regole etiche
né diritti umani, perfettamente
rappresentato dalla Cina comunista:
c'è una crisi strutturale,
l'Europa deve ridefinire il
suo modello di sviluppo mettendo
al centro regole e valori,
e noi offriremo soluzioni
concrete. E, terzo, c'è
un estremismo islamico che
minaccia la nostra identità
e sfruttando una concezione
formale del nostro diritto
è riuscito a imporci
l'Islam e la cultura dell'islamicamente
corretto, a legittimare la
sharia».
E
quando?
«Anche in Italia, per
dire, ci sono stati casi in
cui si è legittimata
la poligamia nel rispetto
della "specificità"
della religione. E poi, le
stesse posizioni del cardinale
Jean-Louis Tauran, presidente
del pontificio consiglio per
il dialogo interreligioso,
quando al Meeting di Rimini
ha detto che tutte le religioni
hanno in sé i germi
della pace e la violenza tradisce
la vera fede... ma questa
non è la realtà
dell'Islam! Come quando si
parla di Islam moderato!».
L'alternativa
è lo scontro totale.
«Ma no, questo è
un errore in cui si incorre
spesso. Io sono assolutamente
contrario alla guerra di religione
o di civiltà. Dico
che dobbiamo distinguere tra
religioni e persone. Un cristiano
è tenuto a rispettare
e amare i musulmani come persone.
E il dialogo è tra
persone, non tra le religioni.
Magari le fedi sono radicalmente
diverse ma le persone possono
e devono essere accomunate
dai diritti fondamentali e
dai valori non negoziabili,
come la sacralità della
vita o il bene comune. Non
siamo chiamati a pronunciarci
sulla compatibilità
dei "musulmani"
in astratto. La domanda riguarda
le persone concrete, i musulmani
che vengono qui per migliorare
le loro condizioni di vita
o perché cercano maggiore
libertà: possiamo convivere
in modo pacifico e costruttivo?
In questi termini la mia risposta
è senz'altro sì.
Se partiamo dalla certezza
di una piattaforma comune
di diritti e doveri, di regole
che valgono per tutti».
In
politica il contrario del
relativismo è l'assolutismo.
«Ma io parlo di relativismo
etico e culturale, non nego
il ruolo della politica come
mediazione e arte del possibile,
e difendo la più assoluta
libertà, senza alcuna
discriminazione. Dico però
che quest'Europa non ha un
anima e senz'anima è
destinata a soccombere. Affermo
il primato dell'etica».
Nel
2006 disse di non aver votato.
E alle ultime Politiche?
«Non ho votato neanche
stavolta. Con l'abolizione
delle preferenze, la triste
realtà sono quasi mille
parlamentari designati da
sei persone, i leader dei
partiti che ce l'hanno fatta,
e non dal popolo italiano.
Ma c'è un'altra ragione:
mi sentivo lontano da una
politica priva di valori».
Si
diceva volesse scendere in
campo con Berlusconi...
«Ci vuole un bel coraggio...
Ma se l'ho criticato proprio
per aver sostenuto che il
Pdl è "anarchico"
sul piano dei valori!».
Quindi?
Quale gruppo, quali alleanze?
«Oggi i partiti di ispirazione
cristiana, in Europa, confluiscono
nel Ppe, non è che
ci sia scelta. Destra e sinistra
sono definizioni superate,
per fortuna. Ora ritengo che
sia fondamentale dare vita
a un nuovo soggetto politico
che cammini sulle sue gambe,
ragioni con la propria testa
e si distingua nel considerare
valori e regole come fondamento
dell'impegno per la riforma
etica della politica. Non
mi pongo il problema delle
alleanze né della soglia
di sbarramento, anche se ci
fosse. Penso a quando nacque
la Lega: riuscì a farcela
perché aveva idee forti
e provocatorie e, una volta
messa alla prova, amministrò
bene il territorio».
È
minacciato di morte, non teme
di esporsi ancora di più?
«Davanti a ciò
che percepivo come vocazione
e missione di vita non mi
sono mai tirato indietro.
Così ho fatto da giornalista
e così farò
come politico. La paura non
l'ho mai presa in considerazione:
le mie scelte si basano sulla
fede in ciò che sento
dentro».
Gian
Guido Vecchi
30 novembre 2008