Fate
la carità al giudeo
plurimiliardario Murdock
02.12.08
- A me era capitato di notare
che le autorità chiudevano un occhio su certi
stranieri che vendevano cianfrusaglie
sui marciapiedi. E mi ero
detto: si, sono
dei poveracci. Ma, se lo facesse
qualche italiano, avrebbe
subito addosso i vigili urbani,
la guardia di finanza, la
polizia e i carabinieri. Siamo
i soliti provinciali e temiamo,
nel fare rispettare la legge,
di apparire razzisti.
A
mia vergogna, devo prendere
atto che Veltroni si fa paladino
di certi stranieri che vendono
cianfrusaglie. E lo fa con
parole tali da annoverarlo
tra i santoni del
comunismo. Leggete
lallegato e noterete
che il linguaggio è sempre quello: il paladino
che difende i poveri contro i ricchi.
Nella realtà il povero
è Murdock, un giudeo
plurimiliardario padrone di
un impero editoriale esteso
in tutto il mondo. Il ricco
è, invece, il Governo
italiano che, volendo dare
qualche Euro a certi italiani
poverissimi, vorrebbe portare
lIVA per SKY dal 10%
al 20%.
Da
notare che noi tutti paghiamo
lIVA al 20%. Ma
i sinistri avevano concesso al giudeo
plurimiliardario Murdock un
trattamento agevolato. Notate
con quali parole di fuoco
Veltroni (ed altri) condannano
il tentativo di far pagare
a Sky la stessa tariffa
degli editori italiani.
Inutile dire che Veltroni
(ed altri) ha ragioni da vendere:
Murdock è giudeo
e plurimiliardario.
Insomma: Veltroni toglie
agli Italiani per dare agli
stranieri.
Ovviamente: se sono giudei
e plurimiliardarii.
Perché Veltroni ama
tanto la ggente.
E la ggente non lo capisce.
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E l'Ad del
grupporeplica al Cavaliere:
l'Iva agevolata la introdusse
Dini, oggi senatore Pdl
Tassa Sky, Veltroni attacca
Berlusconi
«È una misura
che colpisce un'impresa e
i cittadini». Il centrodestra:
«Si apra discussione
in Parlamento»
ROMA - L'opposizione
attacca, la maggioranza parla
di «correzione a una
stortura», ma apre a
possibili modifiche. La decisione
del governo di eliminare le
agevolazioni per le pay tv,
innalzando così l'Iva
dal 10% al 20%, è il
nuovo fronte di scontro tra
maggioranza e opposizione.
Mentre su Sky - particolarmente
colpita dal provvedimento
- vanno in onda spot anti-premier,
Walter Veltroni attacca: «Questa
misura è un modo per
colpire un'impresa, Sky, che
produce e dà lavoro,
e per colpire i cittadini,
deprimendo ulteriormente il
Paese». «È
una decisione - evidenzia
il segretario Pd - che agisce
per il 92% sul principale
concorrente di Berlusconi.
E poi siamo sempre da capo
a dodici: il governo prende
una misura che è un
aumento delle tasse perché
non stiamo parlando di famiglie
ricche ma dei tifosi di calcio
che si sono abbonati a Sky:
ora si trovano il prezzo raddoppiato».
PDL
- La maggioranza difende la
decisione, ma apre alla possibilità
di discutere in Parlamento
sull'opportunità della
decisione. Il vice presidente
dei senatori Pdl, Gaetano
Quagliariello, intervistato
proprio da Sky Tg 24, spiega:
«Credo che c'è
la possibilità di discuterne.
Siamo in una situazione di
crisi, è necessario
rivedere il quadro della fiscalità,
ma sarebbe più proficuo
parlare all'interno di questa
situazione e valutare tutto
con questo parametro piuttosto
che con un unico parametro
di strumentalità politica
che è poi una formula
magica: conflitto di interessi».
Il ministro per le Politiche
comunitarie, Andrea Ronchi,
afferma che con l'innalzamento
dell'Iva sulla pay tv «si
è rimediato a una stortura
che la poneva al 10 per cento,
ma ovviamente il Parlamento
sarà chiamato a discutere
e a confrontarsi». Il
ministro insiste sul fatto
che «con questo provvedimento
nessuno vuole discriminare
nessuno e tantomeno vuole
colpire l'occupazione; comunque
tutto limpianto della
manovra non è un dogma
e lo si discuterà».
UDC
- Il provvedimento non piace
all'opposizione in generale.
Non solo il Pd, infatti, ha
preso posizione contro la
norma, «Il presidente
del Consiglio ha chiesto disponibilità
all'opposizione - ha evidenziato
in una nota Pier Ferdinando
Casini, leader carismatico
dell'Udc - . Noi rispondiamo:
presente. In questa manovra
ci sono cose positive, ma
certamente bisogna togliere
dal campo la tassa su Sky.
È necessario rimuoverla
per la credibilità
governo, non solo per il pluralismo
dell'informazione».
L'IDV
- Anche l'Italia dei valori
critica però la misura
del governo. «Serve
una legge sul conflitto dinteressi
in Italia per risolvere unanomalia
unica tra le democrazie europee»
afferma il capogruppo Idv
alla Camera, Massimo Donadi,
secondo cui «in nessuna
democrazia si verifica una
violazione così palese
delle regole di trasparenza
e concorrenza». «Mentre
si raddoppia lIva a
Sky - aggiunge lesponente
dipietrista - i giornali della
famiglia Berlusconi pubblicizzano
le offerte di Mediaset Premium.
Una simile concentrazione
di potere ed una commistione
tra affari e politica altera
pesantemente le regole della
democrazia».
L'AFFONDO
DI BERLUSCONI - In precedenza,
Silvio Berlusconi aveva affermato
che la decisione, contenuta
nel pacchetto anti-crisi del
governo, elimina un «privilegio»
che era stato concesso a Sky
«dalla sinistra».
«E poi la misura colpisce
anche Mediaset» aveva
aggiunto il premier, che aveva
spiegato come il suo gruppo
«sta facendo partire
una tv a pagamento».
Ovvero sarà a sua volta
sottoposto al nuovo regime
di tassazione. «Questo
- per il Cavaliere - significa
che la sinistra si è
inventata ancora una volta
il conflitto di interessi».
LA
REPLICA DI MOCKRIDGE -
E' stato però l'amministratore
delegato di Sky Italia, Tom
Mockridgee, a rispondere al
Cavaliere, facendo notare
che «le attività
televisive, a partire dal
1972, erano soggette ad un
Iva del 6%, successivamente
aumentata all'8% e poi nel
1995 al 10%». Decisione
questa presa non dalla sinistra
ma dell'allora governo presieduto
da Lamberto Dini, oggi membro
del Pdl al Senato. Non solo:
l'ad di Sky ha ricordato che
«la principale pay tv
che operava in Italia in quel
periodo era Telepiù
controllata per il 34% da
Leo Kirch, per il 33% da Nethold
of South Africa, per il 23%
da Renato Della Valle e per
il 10% da Fininvest».«
Vorrei infine ricordare -
ha detto ancora Mockridge
- che ad oggi assieme ad altri
prodotti che hanno diritto
ad un'Iva agevolata ci sono
i prodotti editoriali stampati
che godono di un'Iva al 4%
così come il canone
della Rai».
I
NUMERI - Il raddoppio
dell'Iva dal 10 al 20% sui
canoni d'abbonamento radiotelevisivi
frutterà 214 milioni
di gettito aggiuntivo nel
2009 e 270 milioni all'anno
a partire dal 2010. Le cifre
sono contenute nella relazione
tecnica che accompagna il
dl anticrisi. Dalla riformulazione
della pornotax (addizionale
del 25% sugli utili derivanti
dalla diffusione di materiale
pornografico) sono attesi
254 milioni nel 2009 (di cui
133,8 milioni di saldo 2008)
e 146,8 milioni nel 2010 che
salgono a 153,8 milioni nel
2011 e 161,7 nel 2012, sempre
in termini di cassa.
01 dicembre 2008