La
Shoah? E tutto, tranne
verità storica
03.12.08 - Io ignoro se
il franco/giudeo Bernard-Henry
Levi legge il Corriere
sella Sera. Se lo
legge, oggi avrà avuto
un attacco di bile. Ma procediamo
con ordine.
Recentemente
in nostro pensatore aveva sciolto un inno alla
leggina liberticida Fabius/Gayssot
che, in Francia, commina pene
severissime ai negazionisti ed attaccato, con insulti,
Faurisson. Il tutto proponendo
che alla base della storia
già scritta si ponessero il Tribunale
di Norimberga ed altri Tribunali
internazionali (1). E con gli Ebrei a fare
da inquisitori.
Oggi,
a farsi negazionista,
è nientemeno che il New York Times
(2). E, poiché levento
è insolito, ve lo trascrivo: Milano. E
un Natale insolito, per gli
americani, quello che sta
per arrivare perché
un lungo elenco di film che
trattano più o meno
direttamente lOlocausto
stanno per arrivare nelle
sale (2). E
A.O. Scott, critico cinematografico
del New York Times paventa
che per il pubblico
americano i film dellOlocausto
diventino un genere, come
il western o il film di guerra (2). Che anche il New York
Times sia diventato negazionista?
Certo che la Shoah
ce la raccontano in mille
modi. Ed è sempre giusta,
vera e buona se
mira a renderla credibile.
Se, invece, qualcuno si azzarda
ad avanzare qualche dubbio,
allora si applichi il carcere
democratico.
Insomma
certi giudei inneggiano alla libertà
se questa serve ad imbrogliare
i popoli. Se, invece, qualcuno
apre gli occhi, è giusto
che gli si applichi la democratica
galera. Perché, in
democrazia, è giocoforza
vederla e pensarla come la
vedono e la pensano loro.
Non chiamateli impostori,
per favore. Vi accuserebbero
di essere antisemiti.
E non si avvedono che la gente
comincia a dirsi: La
Shoah? Sarebbe da meditare
se si attenessero ai fatti.
Ma, poiché lhanno
trasformata in un immondo
teatrino, cominciamo ad averne
pieni i coglioni.
Già: questi pensatori
pensano così poco da
non avvedersi di essere i
migliori propagandisti dello antisionismo.
Perché una cosa deve
essere chiara: io non avrei
alcuna esitazione ad onorare
quei morti. Ma vorrei
non subire la censura. La
censura e questo immondo teatrino.
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(1) Perché
una legge contro i negazionisti
in Corriere della
Sera del 30 novembre
2008, pagina 28;
(2)
Il New York Times:
ormai è un genere, come
il western in
Corriere della Sera
del 2 dicembre 2008, pagina
45.