In
Italya la giustizia
trionfa sempre
07.12.08 - A me è capitato
di scuotere la testa quando,
leggendo del sequestro di
Abu Omar a Milano, mi sono
imbattuto nella notizia che
sia il Governo Prodi che il
Governo Berlusconi oppongono,
al Magistrato che indaga,
il segreto di Stato.
Capirai!
Capisco, invece, benissimo
quando questa Repubblica oppose
il segreto di Stato al Magistrato che indagava
sulla strage di Bologna. E,
difatti, se nel generale consenso
si dice, si proclama e si
sentenzia che sono
stati i fascisti,
che bisogno cè
di svelare quello che risulta
negli armadi segreti? Ve lo
immaginate se saltasse fuori
che quel crimine è
opera di altri? Sapete dirmi
che credibilità ne
verrebbe alla giustizia?
Per
fortuna, nella vicenda della guerra delle procure
di Catanzaro e Salerno, il
CSM ha deciso a tamburo battente:
deferire allorgano di
disciplina i due procuratori
generali con proposta di trasferimento.
Confesso però di non
condividere Lorenzo Salvia
che scrive: Finisce
con un salomonico uno a uno
il primo round dello scontro
fra le procure
(1). So che si tratta dello avvio di una procedura,
ma è il segnale che non mi convince. Vogliamo
ricapitolare?
In
questa vicenda ci stanno dei
guastafeste: Luigi de Magistris
che, avendo scoperto dei presunti
reati a carico di alcuni innominabili,
voleva portare avanti le indagini.
E che, giustamente (decisione
del CSM), è stato trasferito
a Napoli. Decisione ineccepibile:
de Magistris viene trasferito
a Napoli e le sue inchieste
vengono affidate ad altri.
Purtroppo, però, il
solito de Magistris si rivolge
alla Procura di Salerno segnalando
che le inchieste gli sarebbero
state tolte per coprire alcuni
potentissimi. E qui mi tocca
lamentare che, nella legislazione
vigente, non ci sia la pena
di morte. Ma, poiché
non è prevista la pena
di morte, lasciamo Luigi de
Magistris a Napoli, trasferito
per giusta decisione del CSM.
I
Magistrati della Procura di
Salerno vogliono vederci
chiaro nella denuncia
del de Magistris. E, per vederci
chiaro, chiedono più
volte copia degli atti dei
procedimenti tolti al de Magistris
(ripeto: mai decisione fu
più giusta). Ma i Magistrati
di Catanzaro rispondono che
non possono inviare copia
perché in quelle carte starebbero scritti
nomi eccellentissimi.
A questo punto i Magistrati
di Salerno dispongono il sequestro
degli atti. Fortunatamente
i Magistrati di Catanzaro
dispongono il sequestro delle
carte sequestrate.
Mentre
scrivo i faldoni sono sotto
la custodia di un carabiniere
di Salerno (che le custodisce
a seguito del sequestro disposto
dalla Procura di Salerno)
e di un carabiniere di Catanzaro
(che vigila sul sequestro
delle carte sequestrate disposto
dalla Procura di Catanzaro)
(2). Ed argomento: sul piano
strettamente formale hanno
ragione i Magistrati di Salerno
che, ricevuta una denuncia
scritta, hanno avviato la
procedura di accertamento.
Gli stessi hanno anche ragione
per il fatto che, dopo avere
chiesto più volte copia
delle stesse, ricevendo delle
risposte evasive, ne hanno
disposto il sequestro. Sul
piano sostanziale, invece,
hanno ragione i Magistrati
di Catanzaro: avevano un segreto
da custodire e lhanno
custodito. Novelli Spartani
alle Termopili!
Ed è per questo che la
sentenza salomonica del CSM (avviare procedimento disciplinare
contro i procuratori di Catanzaro
e Salerno) mi lascia perplesso.
Punire coloro che volevano
sapere delle cose che dovevano
restare avvolte nei misteri
di questa Repubblica
va benissimo. Ma perché
punire anche chi ha difeso
strenuamente il segreto, violando
una sequela di leggi e leggine?
Se cè di mezzo
il culo di alcuni santoni
di questa democrazia, chi
ha tolto le inchieste a de
Magistris ed ha rifiutato
di inviare copia dei procedimenti
a Salerno, meriterebbe la medaglia doro.
Perché hanno difeso
questa democrazia che, a quanto
pare, è irriconoscente
coi suoi figli migliori.
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(1) CSM:
via i due procuratori per
lo scontro su Why not
in Corriere della
Sera del 7 dicembre
2008, pagina 2;
(2)
Un campano e un
calabrese a sorvegliare i fascicoli
in Corriere della Sera
del 7 dicembre 2008, pagina
2.