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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

La “notizia” c’è, ma la nascondono

07.12.08 - Ha ragioni da vendere Angelo Panebianco che scrive di “pesca a strascico” (1). Auspicando che, almeno, si proibiscano per legge le “intercettazioni telefoniche”. La pesca a strascico la farebbero molti magistrati che, con delle intercettazioni a tappeto, cercano “notizie di reato”. Pertanto non magistrati che si muovono “appresa la notizia di un reato”, ma magistrati che vanno alla ricerca delle “notizie di reato”.

Ha ragioni da vendere anche il nostro Presidente, on. Giorgio Napolitano, che, saputo della guerra scoppiata tra la procura di Catanzaro e di Salerno, ha intimato un “chiaro alt”, intimando che gli passassero “notizie” e “atti”. Così come ha ragione da vendere il Consiglio Superiore della Magistratura che, a tamburo battente, ha avviato la procedura per il trasferimento d’ufficio dei procuratori di Catanzaro e Salerno. Colpevoli di non avere saputo gestire la cosa.

Ha torto invece Luigi de Magistris che aveva avviato le inchieste “Poseidon” e “Why not”. E che si è visto spogliare delle inchieste. Dopodiché, inquisito dal CSM, è stato trasferito da Catanzaro a Napoli.

Abbiamo, soprattutto, torto tutti noi. Che leggiamo di questa “guerra tra procure”, apprendiamo che la guerra è per certe “carte nelle quali starebbero scritti nomi eccellentissimi” ma…. Ma perdiamo il filo in una ridda di dichiarazioni, tra il comico, il tragico e il surreale. Ma cerchiamo di ricapitolare i fatti, per quel poco che traspare.

***

Luigi de Magistris avvia delle inchieste e saltano fuori dei nomi eccellentissimi. No, non si tratta di “affari di sesso” né di affari di “mafia”; ma di affari di “business”. Ed allora…. Ed allora scatta il congegno che estromette Luigi de Magistris dall’inchiesta. L’inchiesta passa nelle mani dei suoi colleghi di Catanzaro. Solo che de Magistris denuncia i “fatti” alla Procura di Salerno che avvia un’inchiesta.

Segue un balletto di “domande” e “risposte”: la Procura di Salerno chiede copia degli atti, ma la Procura di Catanzaro risponde che non può inviare copia, “perché le carte contengono notizie delicatissime”. Anche le carte relative alla inchiesta “Poseidon”, archiviata per…. mancanza di reati. La Procura di Salerno ordina il sequestro degli originali, ma la Procura di Catanzaro dispone “il sequestro degli atti sequestrati”. Pare che questo sia un “atto abnorme” che spettava ad un Giudice superiore. Non a dei “giudici inquisiti

Su queste cose leggo una dichiarazione di Cordova (2). Che accusa “certa sinistra giustizialista”. Cordova è quel magistrato, portato sugli altari quando si occupava di Loggia P2 e di cocaina; ma finito alla gogna e trasferito (anche lui!) quando si imbatté in Bassolino e nella “monnezza campana”.

Io non so cosa dire. Noto però che a noi, “popolo sovrano”, passano le notizie con il contagocce. Tanto per dire, ci dicono tutto sui “passaggi” per chiudere questa guerra tra procure ma…. Ma sulle carte e sui nomi che vi sono trascritti silenzio tombale. Già, le carte. Le carte sono guardate a vista. Ma su questo preferisco cedere la parola: “La guerra delle procure di Catanzaro e Salerno e la “sindrome di Sigonella”. Perché a vigilare sui falconi sequestrati dai PM di Salerno e risequestrati da quelli calabresi, ci sono due carabinieri, l’uno del capoluogo campano, l’altro di Catanzaro” (3). Come se si trattasse di un “bottino di guerra”. E intanto……

E intanto magari succede che coloro che sono citati in quelle tormentate carte ci fanno i predicozzi sulle “virtù repubblicane”. Gli Italyani? Un popolo di gonzi, pronti a credere a qualsiasi panzana.

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(1) “Quando cambia il bersaglio” in “Corriere della Sera” del 7 dicembre 2008, pagina 1;

(2) “Cordova: è la Tangentopoli di chi fu salvato la prima volta” in “Corriere della Sera” del 7 dicembre 2008, pagina 5;

(3) “Un campano e un calabrese a sorvegliare i fascicoli” in “Corriere della Sera” del 7 dicembre 2008, pagina 2.


 
 

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