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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Shoah” tra “storia”, “arte”, “teatro” e “cinematografia

09.12.08 - Ho scritto più volte che la Seconda Guerra Mondiale è una cosa seria. Ho scritto più volte che i campi di concentramento sono una cosa terribilmente seria.

Ribadisco il mio punto di vista. Ma devo notare che gli Ebrei, che se ne dichiarano vittime, hanno assunto verso questi problemi un atteggiamento strano. Ai limiti della schizofrenia. E, difatti, hanno chiesto ed ottenuto delle “leggine liberticide” per chi osa mettere in dubbio le loro narrazioni. Ed hanno preferito affrontare le obiezioni alle loro storie nelle aule dei tribunali piuttosto che nelle aule universitarie. All’insegna: è vietato discutere sulle “storielle” che vi narriamo. Nel contempo hanno consentito che “letteratura”, “arte”, “teatro” e “cinematografia” si sbizzarrisse in vari modi per abbellire i “fatti storici” con storielle più o meno esemplari.

Succede, dunque, che oggi ci si chiede: dove sta la verità? Dove comincia la leggenda? Fin dove si spingerà l’impostura? Io non so. Ma vi sottopongo 3 (tre) episodi per dirvi che, da quelle parti, odiano la storia. Ed amano tanto l’impostura. Solo che….

Solo che chi “di impostura ferisce, di impostura perisce”.

1. Scandaloso: a me mi piace la “belva nazista”. E’ grave?

Kate Winsel è una bella donna (dalle mia parti si direbbe: “una sticchiona di gran lusso”) e, per campare, fa l’attrice. E, se necessario, posa nuda per scene di seduzione. “Embé?”, direte voi. Lo “Embé” viene dal fatto che un regista ci ha cavato un bel film nel quale la “sticchiona” in questione è una “guardiana di un lager nazista”. Con molti nudi ed artistiche scene di seduzione.

E qui cominciano i problemi e le polemiche. Può una “belva nazista” essere una “bella donna”? E può una donna così bella aver commesso “atti criminali”? Che la “Shoah” sia tutta una “impostura”? Niente di tutto questo: il regista ha inteso fare un film esemplare. E, difatti, la “bella sticchiona” che fa sesso facile, è immemore del suo orribile passato; ma, quando ricorda, diventa brutta e laida. Come le sue vittime. E, cionondimeno, polemiche roventi (1).

Non so voi. Ma a me la “bella sticchiona” mi piace. E mi piace più delle sue vittime. E’ una colpa? Mah!

1. Anche Wolfgang Fröhlich è un buon esemplare umano. Solo che è “negazionista

L'Austria ipocrita e spietata

Notizia molto brutta per Wolfgang Fröhlich, ingegnere chimico austriaco, specialista delle questioni relative alla disinfestazione, rinchiuso dal Settembre del 2007 nella prigione di Vienna: il ricorso che aveva presentato è stato respinto e la sua pena confermata. Ecco un rapido riassunto dell'udienza del 1 Dicembre:
Il 1 Dicembre ha avuto luogo, nel palazzo di giustizia di Vienna, davanti alla Corte d'Appello, l'udienza relativa al ricorso riguardante la durata della pena inflitta a Wolfgang Fröhlich dal tribunale di prima istanza, e cioè sei anni e quattro mesi (ulteriori cinque mesi sono ancora in sospeso).

Il ricorso è stato respinto e la durata della pena confermata. Ecco, in particolare, come si è svolta l'udienza:
L'avvocato difensore ha criticato la legge che proibisce la manifestazioni di opinioni considerate "nazionalsocialiste". Ha stigmatizzato il cumulo delle condanne a lunghe pene di prigione sempre per gli stessi fatti. Ha deplorato che le prove a discarico vengano sempre considerate irricevibili. Si è dichiarato "scioccato" da questo stato di cose e ha ricordato che, per quanto riguarda la libertà di espressione e la Convenzione dei diritti dell'uomo, Wolfgang Fröhlich si è sempre rivolto agli stessi destinatari, che appartengono a una cerchia limitata. Ha fatto osservare che la democrazia dovrebbe trovare altre misure per correggere questo genere di persone e ha reclamato, di conseguenza, un addolcimento della pena inflitta al suo cliente dal tribunale di prima istanza. Il procuratore ha ribattuto affermando che, recidivo impenitente, Wolfgang Fröhlich merita la sua punizione.

Wolfgang Frölich ha dichiarato di non essere colpevole di quello di cui è accusato, vale a dire la negazione totale dell'Olocausto. Il presidente del tribunale gli ha risposto che, se questo fosse il caso, non sarebbe mai stato condannato, e che comunque la sua osservazione non è pertinente, perché deve solo prendere posizione sulla pena che gli è stata inflitta.

Wolfgang Frölich ha affermato che, con una tale giustizia, la libertà della scienza non è più garantita. Il presidente del tribunale ha ribattuto che solo il potere legislativo può cambiare le cose, invitando a ritornare all'oggetto della discussione.
Giudizio: fondandosi sulla legislazione in vigore il tribunale ha respinto il ricorso.

Ricordiamo che la presidente del Parlamento austriaco aveva messo in guardia, lo scorso 9 Novembre, contro ogni "velleità" di riformare la legge austriaca di riferimento che, secondo lei, è "più necessaria che mai".

http://andreacarancini.blogspot.com/ domenica 7 dicembre 2008

1. A Berlino Kevin Käther si difende. E contrattacca

Al processo Käther si è parlato di Norimberga

Lo scorso 18 Novembre si è tenuta a Berlino la seconda udienza del processo contro Kevin Käther, il giovane che qualche mese fa si era autodenunciato alla magistratura per negazione dell'Olocausto.

Käther ha continuato a presentare alla corte le proprie offerte di prova. Dopo aver presentato, nel corso della prima udienza, il libro di Germar Rudolf Conferenze sull'Olocausto (disponibile nella versione in lingua inglese all'indirizzo: http://vho.org/dl/ENG/loth.pdf ) e un testo di Horst Mahler sul giudaismo, Käther ha chiesto l'acquisizione agli atti di altri tre libri:

1. Il Rapporto Rudolf, sulle presunte camere a gas omicide di Auschwitz (disponibile in versione inglese all'indirizzo: http://vho.org/dl/ENG/trr.pdf ).

2. Il libro del prof. Norman Finkelstein L'industria dell'Olocausto, sulle falsificazioni e le esagerazioni dell'Olocausto per motivi politici e finanziari (disponibile in versione italiana all'indirizzo: http://www.vho.org/aaargh/fran/livres3/NFOlocausto.pdf).

3. Lo studio di Carlos Porter Non colpevole a Norimberga, sulla natura truffaldina dell'International Military Tribunal (disponibile in italiano al seguente indirizzo: http://www.vho.org/aaargh/fran/livres3/CPit.pdf ).

Käther si è quindi soffermato sul concetto di "manifesta ovvietà" dell'Olocausto, descrivendo le origini della relativa dottrina giuridica, elaborata dai vincitori della seconda guerra mondiale. Gli Alleati ripresero questo concetto di "ovvietà" - dei fatti a carico degli imputati - dai processi-show tenuti a Mosca negli anni '30, per evitare le regole di produzione della prova che fanno testo nei tribunali "normali".

La "manifesta ovvietà" dell'Olocausto venne quindi costruita in base alla fasulla "determination of facts" presentata al Tribunale Militare Internazionale, e reiterata nei successivi processi di Francoforte sui guardiani di Auschwitz. Käther ha messo in evidenza come la "determinazione dei fatti" da parte degli Alleati non possa essere utilizzata da un tribunale degno di questo nome perché, come è stato definitivamente provato, essa venne messa a punto con l'estorsione delle confessioni, la falsificazione dei documenti, la soppressione delle prove a discarico, le false testimonianze, gli spergiuri e persino [almeno in certi casi] con la tortura.

Käther ha quindi sottolineato le seguenti conclusioni di Carlos Porter:

1. Il Tribunale di Norimberga non fu una legittima corte di giustizia ma piuttosto uno strumento, sotto vesti legali, della vendicativa "giustizia dei vincitori", che agì in spregio del diritto internazionale.

2. I rappresentanti dell'accusa ricorsero largamente alla falsificazione dei documenti, bruciando contestualmente tonnellate di documenti potenzialmente a discarico degli imputati.

3. I rappresentanti dell'accusa parlarono con i testimoni e li istruirono in assenza dei difensori degli imputati, prima che i detti testimoni fossero chiamati a testimoniare.

Käther ha quindi rievocato una quantità di accuse, pronunciate durante i processi-show di Norimberga, quali il sapone umano, i paralumi di pelle umana, l'uccisione degli ebrei con il vapore, con l'elettricità, con gli aspiratori d'aria, che minano radicalmente la credibilità di tale tribunale.

L'imputato ha quindi proseguito affermando che il suddetto concetto di "manifesta ovvietà" dell'Olocausto viene oggi utilizzato nei tribunali tedeschi - da pubblici ministeri senza scrupoli - per sopprimere la verità fattuale, e per condannare i ricercatori sinceri della verità. "Se i "gentlemen" che usano tale concetto dovessero essere puniti per le loro menzogne nel modo in cui veniva punito Pinocchio, avrebbero bisogno di camere da letto con soffitti alti 7 metri, solo per contenere i propri nasi!", ha aggiunto.

Terminata l'udienza di Käther, il giudice ha deciso che due delle "mozioni probatorie" presentate dall'imputato, vale a dire il libro Conferenze sull'Olocausto di Germar Rudolf e il libro di Horst Mahler sul giudaismo, verranno lette dai membri della corte. La decisione del giudice è insolita, perché finora le prove presentate dagli imputati in questo genere di processi sono sempre state respinte come "insignificanti" e rifiutate per ragioni immancabilmente "ovvie".

Concludo: io guardo come camerata la “belva nazista” che la fa vedere e la da con gioia. E mi sento vicino a quei “negazionisti” che cercano la “verità storica”. Malgrado le imposture giudaiche e le persecuzioni democratiche. Quanto agli Ebrei, mentre ascrivo nella “umanità dolente” coloro che, nel corso della guerra, furono ristretti nei campi di concentramento; provo ripulsa verso coloro che vorrebbero impormi una storia scritta nei Tribunali del vincitori. E pazienza se le mie parole possono destare un qualche scandalo.


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(1) “Kate nuda banalizza l’Olocausto” in “Corriere della Sera” dell’8 dicembre 2008, pagina 33.
 
 

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