Shoah
tra storia,
arte, teatro
e cinematografia
09.12.08 - Ho scritto più
volte che la Seconda Guerra
Mondiale è una cosa
seria. Ho scritto più volte che i campi di concentramento
sono una cosa terribilmente
seria.
Ribadisco
il mio punto di vista. Ma
devo notare che gli Ebrei,
che se ne dichiarano vittime,
hanno assunto verso questi
problemi un atteggiamento
strano. Ai limiti della schizofrenia.
E, difatti, hanno chiesto
ed ottenuto delle leggine
liberticide per
chi osa mettere in dubbio
le loro narrazioni. Ed hanno
preferito affrontare le obiezioni
alle loro storie nelle aule
dei tribunali piuttosto che
nelle aule universitarie.
Allinsegna: è vietato discutere sulle storielle che vi narriamo. Nel contempo
hanno consentito che letteratura, arte, teatro e cinematografia si sbizzarrisse in vari modi
per abbellire i fatti
storici con storielle
più o meno esemplari.
Succede,
dunque, che oggi ci si chiede:
dove sta la verità?
Dove comincia la leggenda?
Fin dove si spingerà
limpostura? Io non so.
Ma vi sottopongo 3 (tre) episodi
per dirvi che, da quelle parti,
odiano la storia. Ed amano
tanto limpostura. Solo
che
.
Solo che chi di
impostura ferisce, di impostura
perisce.
1. Scandaloso: a me mi piace
la belva nazista.
E grave?
Kate
Winsel è una bella
donna (dalle mia parti si
direbbe: una sticchiona
di gran lusso) e,
per campare, fa lattrice.
E, se necessario, posa nuda
per scene di seduzione. Embé?,
direte voi. Lo Embé viene dal fatto che un regista
ci ha cavato un bel film nel
quale la sticchiona
in questione è una guardiana di un lager
nazista. Con molti
nudi ed artistiche scene di
seduzione.
E
qui cominciano i problemi
e le polemiche. Può una belva nazista essere una bella
donna? E può
una donna così bella
aver commesso atti
criminali? Che la Shoah sia
tutta una impostura?
Niente di tutto questo: il
regista ha inteso fare un
film esemplare. E, difatti,
la bella sticchiona
che fa sesso facile, è immemore del suo orribile
passato; ma, quando ricorda,
diventa brutta e laida. Come
le sue vittime. E, cionondimeno,
polemiche roventi (1).
Non
so voi. Ma a me la bella
sticchiona mi piace.
E mi piace più delle
sue vittime. E una colpa?
Mah!
1. Anche Wolfgang Fröhlich
è un buon esemplare
umano. Solo che è negazionista
L'Austria ipocrita e spietata
Notizia
molto brutta per Wolfgang
Fröhlich, ingegnere chimico
austriaco, specialista delle
questioni relative alla disinfestazione,
rinchiuso dal Settembre del
2007 nella prigione di Vienna:
il ricorso che aveva presentato
è stato respinto e
la sua pena confermata. Ecco
un rapido riassunto dell'udienza
del 1 Dicembre:
Il 1 Dicembre ha avuto luogo,
nel palazzo di giustizia di
Vienna, davanti alla Corte
d'Appello, l'udienza relativa
al ricorso riguardante la
durata della pena inflitta
a Wolfgang Fröhlich dal
tribunale di prima istanza,
e cioè sei anni e quattro
mesi (ulteriori cinque mesi
sono ancora in sospeso).
Il
ricorso è stato respinto
e la durata della pena confermata.
Ecco, in particolare, come
si è svolta l'udienza:
L'avvocato difensore ha criticato
la legge che proibisce la
manifestazioni di opinioni
considerate "nazionalsocialiste".
Ha stigmatizzato il cumulo
delle condanne a lunghe pene
di prigione sempre per gli
stessi fatti. Ha deplorato
che le prove a discarico vengano
sempre considerate irricevibili.
Si è dichiarato "scioccato"
da questo stato di cose e
ha ricordato che, per quanto
riguarda la libertà
di espressione e la Convenzione
dei diritti dell'uomo, Wolfgang
Fröhlich si è
sempre rivolto agli stessi
destinatari, che appartengono
a una cerchia limitata. Ha
fatto osservare che la democrazia
dovrebbe trovare altre misure
per correggere questo genere
di persone e ha reclamato,
di conseguenza, un addolcimento
della pena inflitta al suo
cliente dal tribunale di prima
istanza. Il procuratore ha
ribattuto affermando che,
recidivo impenitente, Wolfgang
Fröhlich merita la sua
punizione.
Wolfgang
Frölich ha dichiarato
di non essere colpevole di
quello di cui è accusato,
vale a dire la negazione totale
dell'Olocausto. Il presidente
del tribunale gli ha risposto
che, se questo fosse il caso,
non sarebbe mai stato condannato,
e che comunque la sua osservazione
non è pertinente, perché
deve solo prendere posizione
sulla pena che gli è stata inflitta.
Wolfgang
Frölich ha affermato
che, con una tale giustizia,
la libertà della scienza
non è più garantita.
Il presidente del tribunale
ha ribattuto che solo il potere
legislativo può cambiare
le cose, invitando a ritornare
all'oggetto della discussione.
Giudizio: fondandosi sulla
legislazione in vigore il
tribunale ha respinto il ricorso.
Ricordiamo
che la presidente del Parlamento
austriaco aveva messo in guardia,
lo scorso 9 Novembre, contro
ogni "velleità"
di riformare la legge austriaca
di riferimento che, secondo
lei, è "più necessaria che mai".
http://andreacarancini.blogspot.com/
domenica 7 dicembre 2008
1. A Berlino Kevin Käther
si difende. E contrattacca
Al processo Käther si
è parlato di Norimberga
Lo
scorso 18 Novembre si è
tenuta a Berlino la seconda
udienza del processo contro
Kevin Käther, il giovane
che qualche mese fa si era
autodenunciato alla magistratura
per negazione dell'Olocausto.
Käther
ha continuato a presentare
alla corte le proprie offerte
di prova. Dopo aver presentato,
nel corso della prima udienza,
il libro di Germar Rudolf
Conferenze sull'Olocausto
(disponibile nella versione
in lingua inglese all'indirizzo: http://vho.org/dl/ENG/loth.pdf
) e un testo di Horst
Mahler sul giudaismo, Käther
ha chiesto l'acquisizione
agli atti di altri tre libri:
1.
Il Rapporto Rudolf, sulle
presunte camere a gas omicide
di Auschwitz (disponibile
in versione inglese all'indirizzo:
http://vho.org/dl/ENG/trr.pdf
).
2.
Il libro del prof. Norman
Finkelstein L'industria dell'Olocausto,
sulle falsificazioni e le
esagerazioni dell'Olocausto
per motivi politici e finanziari
(disponibile in versione italiana
all'indirizzo: http://www.vho.org/aaargh/fran/livres3/NFOlocausto.pdf).
3.
Lo studio di Carlos Porter
Non colpevole a Norimberga,
sulla natura truffaldina dell'International
Military Tribunal (disponibile
in italiano al seguente indirizzo:
http://www.vho.org/aaargh/fran/livres3/CPit.pdf
).
Käther
si è quindi soffermato
sul concetto di "manifesta
ovvietà" dell'Olocausto,
descrivendo le origini della
relativa dottrina giuridica,
elaborata dai vincitori della
seconda guerra mondiale. Gli
Alleati ripresero questo concetto
di "ovvietà" - dei fatti a carico degli
imputati - dai processi-show
tenuti a Mosca negli anni
'30, per evitare le regole
di produzione della prova
che fanno testo nei tribunali "normali".
La "manifesta ovvietà" dell'Olocausto venne quindi
costruita in base alla fasulla "determination of
facts" presentata
al Tribunale Militare Internazionale,
e reiterata nei successivi
processi di Francoforte sui
guardiani di Auschwitz. Käther
ha messo in evidenza come
la "determinazione
dei fatti" da parte
degli Alleati non possa essere
utilizzata da un tribunale
degno di questo nome perché,
come è stato definitivamente
provato, essa venne messa
a punto con l'estorsione delle
confessioni, la falsificazione
dei documenti, la soppressione
delle prove a discarico, le
false testimonianze, gli spergiuri
e persino [almeno in certi
casi] con la tortura.
Käther
ha quindi sottolineato le
seguenti conclusioni di Carlos
Porter:
1.
Il Tribunale di Norimberga
non fu una legittima corte
di giustizia ma piuttosto
uno strumento, sotto vesti
legali, della vendicativa "giustizia dei vincitori",
che agì in spregio
del diritto internazionale.
2.
I rappresentanti dell'accusa
ricorsero largamente alla
falsificazione dei documenti,
bruciando contestualmente
tonnellate di documenti potenzialmente
a discarico degli imputati.
3.
I rappresentanti dell'accusa
parlarono con i testimoni
e li istruirono in assenza
dei difensori degli imputati,
prima che i detti testimoni
fossero chiamati a testimoniare.
Käther
ha quindi rievocato una quantità
di accuse, pronunciate durante
i processi-show di Norimberga,
quali il sapone umano, i paralumi
di pelle umana, l'uccisione
degli ebrei con il vapore,
con l'elettricità,
con gli aspiratori d'aria,
che minano radicalmente la
credibilità di tale
tribunale.
L'imputato
ha quindi proseguito affermando
che il suddetto concetto di "manifesta ovvietà"
dell'Olocausto viene oggi
utilizzato nei tribunali tedeschi
- da pubblici ministeri senza
scrupoli - per sopprimere
la verità fattuale,
e per condannare i ricercatori
sinceri della verità. "Se i "gentlemen" che usano tale concetto dovessero
essere puniti per le loro
menzogne nel modo in cui veniva
punito Pinocchio, avrebbero
bisogno di camere da letto
con soffitti alti 7 metri,
solo per contenere i propri
nasi!", ha aggiunto.
Terminata
l'udienza di Käther, il
giudice ha deciso che due delle "mozioni probatorie"
presentate dall'imputato, vale
a dire il libro Conferenze sull'Olocausto
di Germar Rudolf e il libro
di Horst Mahler sul giudaismo,
verranno lette dai membri della
corte. La decisione del giudice
è insolita, perché finora le prove presentate dagli
imputati in questo genere di
processi sono sempre state respinte
come "insignificanti" e rifiutate per ragioni immancabilmente "ovvie".
Concludo: io guardo come camerata
la belva nazista che la fa vedere e la da con
gioia. E mi sento vicino a quei negazionisti che cercano la verità storica. Malgrado
le imposture giudaiche e le
persecuzioni democratiche. Quanto
agli Ebrei, mentre ascrivo nella umanità dolente coloro che, nel corso della
guerra, furono ristretti nei
campi di concentramento; provo
ripulsa verso coloro che vorrebbero
impormi una storia scritta nei
Tribunali del vincitori. E pazienza
se le mie parole possono destare
un qualche scandalo.
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(1) Kate
nuda banalizza lOlocausto in Corriere della Sera
dell8 dicembre 2008, pagina
33.