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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Un “napolitano instancabile”

20.12.08 - Ha un bel dire Brunetta che “gli Italyani sono fannulloni”. A smentirlo provvede il nostro Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano. Ieri era in videoconferenza con i nostri militari dislocati a Kabul (Afganistan). A dichiarare che in Afganistan “è in gioco la sicurezza dell’Italia e l’onore del nostro Paese” (1).

Vero è che l’ISTAT fa sapere che ”il 5% non ha soldi per il cibo” (2). Vero è che, con i soldi che spendiamo per finanziare le 113 basi militari americane dislocate in Italia e per tenere fuori dai confini nazionali 10.000 soldati italiani, risolveremmo i loro problemi. Ma volete mettere alla pari la “Patria di Napolitano” (che ha la “sicurezza e l’onore” in Afganistan) con la “volgarissima pancia” del 5% degli Italiani? No, è impensabile.

Oggi leggo che l’infaticabile Napolitano ha ricevuto Draghi, governatore della Banca d’Italia. Fin qui è prassi normale: ci si scambia gli auguri. Solo che… Solo che si profitta dell’incontro per fare trapelare un certo messaggio. E che messaggio! Perfino il “Corriere”, tutto “borghesia” e “sinagoga”, ne accenna con stile guardingo: “Ma con Mario Draghi è probabile che Napolitano abbia toccato anche alcuni riflessi politici che hanno alimentato polemiche proprio negli ultimi giorni. Il caso in questione è l’accusa di “demenzialità” mossa dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti al Financial Stability Forum, guidato proprio da Draghi” (3).

Notale la “perfida impostura”: Tremonti aveva detto “saremmo dementi se ascoltassimo i consigli di coloro che hanno provocato questa crisi”. Non aveva attribuito la “demenzialità” a Draghi e non l’aveva incolpato della crisi finanziaria. Aveva semplicemente detto che “gli ambienti finanziari che hanno provocato la crisi sono i meno indicati per suggerirne le soluzioni”. E si riferiva al dibattito in corso tra la “linea Washington/Londra/Parigi” e la “linea Merkel” verso la quale sembra propendere il Governo italiano.

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Io sono il “solito cinico”. Ma osservo: Berlusconi dichiara che “non manderà altri soldati in Afganistan”; ma Fini va a Kabul e dichiara che “noi non ci tireremo indietro” e Napolitano dichiara che in Afganistan “è in gioco la sicurezza dell’Italia e l’onore del nostro Paese” (1). Berlusconi dichiara interesse per la “linea Merkel” ma…. Ma trapela che Napolitano e Draghi hanno parlato della politica economica da adottare. Scaricando su Tremonti delle “polemiche” che potrebbero “compromettere l’immagine delle nostre istituzioni all’estero” (3).

Il “Corriere” non lo scrive. Presumo, dunque, che Napolitano e Draghi non ne hanno parlato. Ne accenno io: che ne è del signoraggio? Quel particolare sistema per cui le banche lucrano gli interessi sulla “carta stampata”? Napolitano, così infaticabile e così solerte nel sostenere le ragioni della “Patria” e della “Banca”, non potrebbe anche parlare del “signoraggio”? Finendo una buona volta di occuparsi e preoccuparsi della “sua Patria” per occuparsi della “Patria degli Italiani”?

Temo, invece, che siano cominciate le grandi manovre. Mattei, Moro, Craxi….. Berlusconi? In ogni caso mi rassereno al pensiero che, chi ha firmato il Trattato di Pace, ha sottoscritto anche l’articolo 16. A salvaguardia di tanti buoni patrioti.

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(1) “Fini vola in Afganistan” in “Corriere della Sera” del 23 dicembre 2008, pagina 18;

(2) “Famiglie, il 5% non ha soldi per il cibo” in “Corriere della Sera” del 23 dicembre 2008, pagina 8;

(3) “Draghi a colloquio con Napolitano su crisi e ruolo di Bankitalia” in “Corriere della Sera” del 24 dicembre 2008, pagina 8.

 
 

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