Lo
disse Enrico Berlinguer. Lo
conferma Eugenio Scalfari.
Fascisti anche loro?
21.12.08 - I partiti
non fanno più politica.
Hanno degenerato e questa
è lorigine dei
mali dItalia. Gestiscono
interessi, i più disparati,
i più contraddittori,
talvolta anche loschi, comunque
senza alcun rapporto con le
esigenze e i bisogni umani,
oppure distorcendoli senza
perseguire il bene comune
(1). Lo disse Enrico Berlinguer,
segretario nazionale del PCI,
in unintervista pubblicata
su REPUBBLICA il 28 luglio 1981. Lo scrive
Eugenio Scalfari, aggiungendo
queste parole: Queste
righe che fin qui avete letto
non le ho scritte io, non
sono farina del mio sacco
anche se le condivido parola
per parola
(1).
Sia
chiaro: Enrico Berlinguer
visse e morì comunista.
Illudendosi che, agitando
la questione morale ed affermando il legame profondo
con la ideologia
comunista, i comunisti
avrebbero salvato lItalia.
Ahimé, i comunisti si sono omologati, si sono
fatti ITALYANI come gli altri e si riconoscono
in un tale Walter
Veltroni, tanto
smidollato e subdolo, da dire: Io? Mai stato
comunista io.
Nessuna meraviglia: i neofascisti
hanno figliato un
tale Giansciacallo Fini che chiama i fascisti, gli
Italiani tutti e la Chiesa
Cattolica a rispondere al Tribunale della Storia
delle loro responsabilità per le leggi razziali
del 1938. In attesa
che i suoi amici giudei chiedano
adeguati risarcimenti davanti
ai Tribunali civili.
Eugenio
Scalfari, invece è ancora vivo; ma naviga al
buio, poveretto lui. E, difatti,
scrive:
con laggravante che
ora la diversità
comunista è caduta
insieme allideologia
che ne era in qualche modo
il presidio. Che sia caduta
lideologia è senza dubbio un bene
(1). Cè solo
da compatirlo, visto e considerato
che il poveretto non trova
di meglio che aggrapparsi
a Veltroni. Decantato come
un totem salvifico (1). Il quale Veltroni, sballottato
in mezzo ai flutti, si aggrappa
ad Obama, sperando di arrivare
a riva. A riva e ad acciuffare
il Governo.
***
Intendiamoci:
che la ideologia
sia morta non è un
male. Specie se ha prodotto
i disastri che ha prodotto.
E se il socialismo
reale è imploso,
corroso dalla sua astrattezza
ideologica. Resta il problema:
cosa dare agli uomini come cemento che li induca a rinunciare
al proprio particolare per guardare agli interessi
comuni? La risposta
io ce lho. Devo però preavvertirvi che io non sono Maddalena.
Io sono, e me ne vanto, un becero fascista.
Forse sono un fascista
particolare. Nel
senso che accetto di mettere
tutto in discussione. E tutto
metto al vaglio della critica.
Ma, dopo avere criticato tutto
e tutti, salvo il concetto
di Patria e di Nazione.
Pertanto,
ditemi di Mussolini e dei
fascisti tutto il male possibile,
criticate tutto il criticabile;
ma convenite con me che Mussolini
e i Capi del Fascismo morirono
gridando: Viva
lItalia. E che ad Essi spetta il
culto che si deve agli Eroi.
Perché la diversità
cè, la diversità esiste. Ed è vera e reale, fatta di carne
e di sangue. E, a pensarci,
accanto ai morti
del 1945, vanno
collocati tutti coloro che,
in questo lungo e tormentato
dopoguerra, sono stati uccisi
perché recitavano il
loro credo: Credo nellItalia
e nella sua impossibile resurrezione (2).
Ecco, è necessario
credere per risorgere. Credere
nellItalia e nei nostri
Eroi.
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(1) Scelta
riformista o cesarismo autoritario
in la Repubblica
del 21 dicembre 2008, pagina
1;
(2)
Ezra Pound.