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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Impostori d’Italya, servi d’Israele

29.12.08 - I “fatti di Gaza” sono orribili. E le cause del “disastro umanitario” che, dal 1948 al 2008, agita la Palestina e commuove il mondo intero sono facilmente decifrabili: gli Israeliani vogliono la Palestina, ma non accettano di conviverci con i Palestinesi.
Fissato questo “punto fermo”, si può anche discutere di “torti israeliani” e/o di “torti palestinesi”. Senza questo “punto fermo” ogni analisi è falsa. Falsa perché è “falsario” chi la fabbrica; falsa perché chi la mette in circolazione, se in buonafede, è un “pappagallo ammaestrato”.

Al lume di queste considerazioni, ritengo inutile soffermarmi sui “morti di Gaza” e sulle “indignate dichiarazioni” del “mondo civile”. E’ tutto un balletto indecente. Perché il mondo è andato avanti a furia di “eccidi” e di “massacri”. E, dunque, i fatti di Gaza sono l’ennesima ripetizione di “fatti orribili” successi mille volte nella storia di quella particolare bestia che chiamiamo “uomo”. Solo che, nel corso dei millenni, chi aveva la forza conquistava i territori; violentava le donne; e riduceva i vinti in “servi della gleba”, costretti a lavorare per soddisfare i bisogni dei vincitori.

In Palestina, invece, assistiamo a “fatti nuovi”: gli Israeliani si ritirano da Gaza, gli Israeliani non violentano donne palestinesi, gli Israeliani non riducono in servitù i Palestinesi. Mi chiedo: “Nel corso dei millenni gli Israeliani sono diventati più buoni”? Mi rispondo: “No, gli Israeliani sono razzisti”. Concludo: “I fatti di Gaza sono un ulteriore passo per allontanare i Palestinesi dalla Palestina”. No, io non mi aspetto che gli altri “facciano la guerra per i Palestinesi”. Gli Stati arabi ci hanno provato più volte e più volte sono stati sonoramente sconfitti. Agli altri i “fatti di Gaza” interessano per intesserci su un balletto di “dichiarazioni diplomatiche”, non certo per “schierarsi”. E dire che…..

E dire che, volenti o nolenti, noi Italiani ed Europei siamo schierati a favore di Israele. E, difatti, intratteniamo con Israele molteplici rapporti commerciali. E non solo commerciali. Grazie al fatto che USA/Israel, nel 1945, ci ha “liberato”. E, da allora, siamo “prigionieri di pace”.

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Ripeto: abbiamo perso la guerra, siamo stati “liberati” e siamo “prigionieri di pace”. Ed abbiamo i “nemici” in casa. Nemici che, forti delle loro posizioni istituzionali e di enormi possibilità finanziarie, ci fanno quotidianamente il lavaggio del cervello.

Tanto per dire, Giorgio Napolitano, presidente di questa Repubblica, ci ammonisce che “antisionismo” ed “antisemitismo” sono la stessa medesima cosa. Ma non ci spiega se, nelle presenti circostanze, dobbiamo essere solidali con i “semiti Palestinesi” oppure con i “sionisti Israeliani”. Segno di pochezza intellettuale.

Per non dire di Giansciacallo Fini, presidente della Camera dei deputati che, deplorando le “leggi razziali del 1938” ne addossa la responsabilità ai fascisti, agli Italiani e, gli duole dirlo, alla Chiesa Cattolica. Ma è tanto cialtrone, è tanto vile da non denunciare le “leggi razziali giudaiche” vigenti in Israele dal 1948 al 2008.

Vengono gli “Ebrei italiani”, che piangono a calde lacrime per le “leggi razziali fasciste”; ma si compiacciono per le “leggi razziali israeliane”. Classico esempio di millenaria doppiezza.

Poi ci sono i tanti “figli di puttana” (non lo dico io, ma le “sacre scritture” dei Giudei) che fanno i “sionisti”. Ce ne sono molti nel PdL ma ce ne sono molti anche nel PD. A significare che, in fatto di servilismo ad USA/Israel, PdL e PD sono “bipartisan”. Ma su tutti si mettono in mostra, sgomitando per farsi largo e farsi notare, i “figli di puttana” che stanno in AN: nei secoli fedeli a chi assicura loro la mangiatoia.

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Che fare? Nelle presenti circostanze possiamo ben poco. Ma dovremmo denunciare la loro doppiezza ed aiutare i pochi che lo fanno. Perché è stato detto che “fatta l’Italia, bisogna fare gli Italiani”. Nel senso che gli Italiani devono ricordarsi di essere “eredi di Roma” e “figli della Lupa”.

NO, non si tratta di “andare in montagna” né di “impugnare le armi”. Si tratta semplicemente di “isolare gli impostori”. Niente di più facile, se lo vorremo. Perché gli impostori (giornalisti, intellettuali e politici), che vivono di politica e sulla politica, sono alcune migliaia; gli Italiani che ci sudiamo la vita milioni. Ma lo vogliamo? Io ci spero. Anche perché i Palestinesi, pressoché disarmati, ci stanno dicendo che ci si deve ribellare contro la bestia immonda. Anche a costo della vita.


 
 

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