Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

3 (tre) storie esemplari: 2 “giudei impostori” e un “povero palestinese” sedotto e coglionato

Un “povero giudeo” sbugiardato

30.12.08 - La vita è bella perché varia. E in tanti hanno campato e campano sulla “Shoah”. Ci ha provato anche tale Herman Rosenblat che, inizialmente, ha avuto tanta fortuna: aveva scritto un libro (“Angelo al recinto. La vera storia di un amore che è sopravvissuto”) e, prima ancora della pubblicazione, le TV made in USA ci avevano fatto un grande battage pubblicitario. Poi il flop: “Una falsa storia d’amore sbocciata in un lager nazista sta creando imbarazzo nel mondo editoriale americano. La Berkley Book di New York…. ha deciso di cancellare la pubblicazione di un libro di memorie sull’Olocausto” (1).

La storia era commovente ed avrebbe strappato lacrime commosse sia a Gianni Alemanno che a Riccardo Pacifici. Si narrava di una giovanetta polacca che passava le mele ad un internato in un campo di concentramento tedesco. Dopo tanti anni il “buon Herman”, sopravvissuto agli aguzzini nazisti, incontrò la donna a New York e la sposò. Peccato che la storia sia completamente inventata. E, pertanto, “La berkley Book chiederà che l’autore e la sua agente restituiscano tutto il denaro incassato con questo lavoro” (1).

Una simile “porcheria” (un povero giudeo sbugiardato perché s’inventa spezzoni suoi personali della Shoah) poteva succedere solo negli USA. In Europa, invece, sarebbero finiti in galera i suoi detrattori, gli infami “negazionisti”.

***

Giudeo impostore che perde, giudeo impostore che trionfa

Paolo Mieli, direttore del “Corriere della Sera”, è un “giudeo”. Tecnicamente si dovrebbe dire: un italiano di religione giudaica. Io non so se Paolo Mieli è “devoto” e quante volte va in Sinagoga. Ma la sua devozione al “sionismo” è degna di considerazione. E, difatti…..

E, difatti, neppure una riga sul “giudeo impostore” di New York, che ricama “storielle fasulle” sulla “Shoah”; ma una intervista ad un “filosofo politico” (Michael Walzer) che, fingendo di criticare Israele, ne sposa pienamente le “tesi fondo”. Tanto per dire: “organizzazioni terroristiche” Hamas ed Hezbollah; “Incerti” i governi arabi filo occidentali; “equivoci” i governi siriano ed iraniano; Obama dovrebbe avviare trattative con Siria ed Iran “per convincerli a rinunciare alla guerra e al terrorismo” (2).

Insomma: è colpa di tutti, non degli Israeliani. Eppure Michael Walzer, che ci viene presentato come “filosofo politico”, dovrebbe sapere:

  1. dal 1492 al 1948 i Mussulmani hanno ospitato, in amicizia, alcune centinaia di migliaia di Ebrei;

  2. l’armonia tra Ebrei e Mussulmani cessò quando, nel 1948, gli Israeliani cacciarono dai paesi natali 800.000 palestinesi spogliandoli di tutto.

Io non so se Michael Walzer ignora fatti storici così elementari. Oppure se, pur conoscendoli, finge di non sapere per non concludere che il “fanatismo è tutto degli Israeliani”: vogliono la Palestina, ma non vogliono i Palestinesi. Da questo fanatismo irragionevole un conflitto che si trascina dal 1948 al 2008. E chissà quando finirà. Se finirà.

***

Abu Mazen, un “povero palestinese” sedotto, bidonato ed abbandonato

Potreste concludere che “Paolo Mieli è un impostore”. Invece no: Paolo Meli è un bravo giornalista che tenta di stare in equilibrio. In termini tecnici si chiama “cerchiobottismo”: un botta alla botte ed una al cerchio. Così, tanto per restare in equilibrio. E, difatti, pubblica anche un articolo sul “povero Abu Mazen” rimasto solo come un cane. Colpevole di essersi fidato degli Israeliani e di quella “testa pensante” di George W. Bush. Abu Mazen è stato sonoramente coglionato da gente che, in fatto di perfidia, potrebbe dare lezioni al mondo intero: tante passerelle, tante promesse, ma risultati concreti “niente di niente” (3).

Rammentate la “road map”? “I Palestinesi diano prove di buona volontà e daremo loro uno stato indipendente”, dicevano. Sono passati gli anni. Poi gli Israeliani hanno posto l’embargo a Gaza, i Palestinesi si sono messi a tirare razzi artigianali. Ed Israele fa un altro passo in avanti per “ripulire la Palestina dai Palestinesi”. La “road map” è andata a puttane. Ad Abu Mazen non restava che “sospendere i negoziati”. Peccato che non avesse letto la “storia dei Pellerossa”. I Pellerossa hanno battezzato gli Yankees “lingua biforcuta”, come i serpenti. Se avesse letto la storia, non si sarebbe fatto bidonare. Ora resta solo. Coi suoi sogni infranti.

Gli impostori se la ridono di cuore: la “Shoah” per darla a bere agli Europei; la “road map” per darla a bere ai Palestinesi. Nel frattempo il mondo girava a loro favore. Sarà sempre così? I Palestinesi stanno pagando con la vita il loro “NO AGLI IMPOSTORI”.

**************************

(1) “L’amore ai tempi dell’Olocausto” in “LA SICILIA” del 30 dicembre 2008, pagina 18;

(2) “Governi paralizzati dalla piazza. Così il problema resta insolubile” in “Corriere della Sera” del 30 dicembre 2008, pagina 13;

(3) “La solitudine di Abu Mazen” in “Corriere della Sera” del 30 dicembre 2008, pagina 38.

 
 

Scrivono per Voi






Aiutaci
Grazie !