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(tre) storie esemplari: 2
giudei impostori
e un povero palestinese
sedotto e coglionato
Un povero giudeo sbugiardato
30.12.08 - La vita è
bella perché varia.
E in tanti hanno campato e
campano sulla Shoah.
Ci ha provato anche tale Herman
Rosenblat che, inizialmente,
ha avuto tanta fortuna: aveva
scritto un libro (Angelo
al recinto. La vera storia
di un amore che è sopravvissuto)
e, prima ancora della pubblicazione,
le TV made in USA ci avevano
fatto un grande battage pubblicitario.
Poi il flop: Una
falsa storia damore
sbocciata in un lager nazista
sta creando imbarazzo nel
mondo editoriale americano.
La Berkley Book di New York
.
ha deciso di cancellare la
pubblicazione di un libro
di memorie sullOlocausto (1).
La
storia era commovente ed avrebbe
strappato lacrime commosse
sia a Gianni Alemanno che
a Riccardo Pacifici. Si narrava
di una giovanetta polacca
che passava le mele ad un
internato in un campo di concentramento
tedesco. Dopo tanti anni il buon Herman,
sopravvissuto agli aguzzini
nazisti, incontrò la
donna a New York e la sposò.
Peccato che la storia sia
completamente inventata. E,
pertanto, La berkley
Book chiederà che lautore
e la sua agente restituiscano
tutto il denaro incassato
con questo lavoro (1).
Una
simile porcheria (un povero giudeo sbugiardato
perché sinventa
spezzoni suoi personali della
Shoah) poteva succedere
solo negli USA. In Europa,
invece, sarebbero finiti in
galera i suoi detrattori,
gli infami negazionisti.
***
Giudeo
impostore che perde, giudeo
impostore che trionfa
Paolo
Mieli, direttore del Corriere
della Sera, è un giudeo.
Tecnicamente si dovrebbe dire: un italiano di religione
giudaica. Io non so se
Paolo Mieli è devoto e quante volte va in Sinagoga.
Ma la sua devozione al sionismo
è degna di considerazione.
E, difatti
..
E,
difatti, neppure una riga
sul giudeo impostore di New York, che ricama storielle
fasulle sulla Shoah;
ma una intervista ad un filosofo
politico (Michael
Walzer) che, fingendo di criticare
Israele, ne sposa pienamente
le tesi fondo.
Tanto per dire: organizzazioni
terroristiche Hamas
ed Hezbollah; Incerti i governi arabi filo occidentali; equivoci i governi siriano ed iraniano;
Obama dovrebbe avviare trattative
con Siria ed Iran per
convincerli a rinunciare alla
guerra e al terrorismo (2).
Insomma:
è colpa di tutti,
non degli Israeliani. Eppure Michael Walzer, che
ci viene presentato come filosofo
politico, dovrebbe
sapere:
-
dal 1492 al 1948 i Mussulmani
hanno ospitato, in amicizia,
alcune centinaia di migliaia
di Ebrei;
-
larmonia
tra Ebrei e Mussulmani cessò quando, nel 1948, gli Israeliani
cacciarono dai paesi natali
800.000 palestinesi spogliandoli
di tutto.
Io
non so se Michael Walzer ignora
fatti storici così elementari. Oppure se, pur
conoscendoli, finge di non
sapere per non concludere
che il fanatismo è tutto degli Israeliani: vogliono la Palestina,
ma non vogliono i Palestinesi. Da questo fanatismo irragionevole
un conflitto che si trascina
dal 1948 al 2008. E chissà
quando finirà. Se finirà.
***
Abu
Mazen, un povero palestinese sedotto, bidonato ed abbandonato
Potreste
concludere che Paolo
Mieli è un impostore.
Invece no: Paolo Meli è un bravo giornalista che tenta
di stare in equilibrio. In termini tecnici si chiama cerchiobottismo:
un botta alla botte ed una
al cerchio. Così, tanto
per restare in equilibrio.
E, difatti, pubblica anche
un articolo sul povero
Abu Mazen rimasto
solo come un cane. Colpevole
di essersi fidato degli Israeliani
e di quella testa
pensante di George
W. Bush. Abu Mazen è stato sonoramente coglionato
da gente che, in fatto di
perfidia, potrebbe dare lezioni
al mondo intero: tante passerelle,
tante promesse, ma risultati
concreti niente di
niente (3).
Rammentate
la road map? I Palestinesi
diano prove di buona volontà e daremo loro uno stato indipendente,
dicevano. Sono passati gli
anni. Poi gli Israeliani hanno
posto lembargo a Gaza,
i Palestinesi si sono messi
a tirare razzi artigianali.
Ed Israele fa un altro passo
in avanti per ripulire
la Palestina dai Palestinesi.
La road map
è andata a puttane.
Ad Abu Mazen non restava che sospendere i negoziati.
Peccato che non avesse letto
la storia dei Pellerossa.
I Pellerossa hanno battezzato
gli Yankees lingua
biforcuta, come
i serpenti. Se avesse letto
la storia, non si sarebbe
fatto bidonare. Ora resta
solo. Coi suoi sogni infranti.
Gli
impostori se la ridono di
cuore: la Shoah per darla a bere agli Europei;
la road map
per darla a bere ai Palestinesi.
Nel frattempo il mondo girava
a loro favore. Sarà
sempre così? I Palestinesi
stanno pagando con la vita
il loro NO AGLI IMPOSTORI.
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(1) Lamore
ai tempi dellOlocausto
in LA SICILIA
del 30 dicembre 2008, pagina
18;
(2)
Governi paralizzati
dalla piazza. Così
il problema resta insolubile
in Corriere della
Sera del 30 dicembre
2008, pagina 13;
(3)
La solitudine
di Abu Mazen
in Corriere della
Sera del 30 dicembre
2008, pagina 38. |