Firme
/
 

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

I “becchini europei” allargano il business

04.01.09 - A volte mi capita di sbagliare. E, difatti, commentando il fatto che 2 (due) “delegazioni europee sono partite per la Palestina a “parlare di pace”, avevo scritto di “allegre comari di Buxelles”. E mi ero chiesto se costoro, recandosi in Palestina, fossero andati ad offrire “conforto agli eroici soldati israeliani”. Notizie successive chiariscono meglio e più dettagliatamente la “missione” delle 2 (due) delegazioni. Tornerò sull’argomento, esponendovi il mio punto di vista.

Mentre scrivo, a Gaza si combatte e si muore. Onore al popolo palestinese che, pressoché disarmato, resiste contro un esercito armato fino ai denti.

Torno alla “nostra Europa”. Preavvertendo che la posizione dei “27 dell’UE”, enunciata a Parigi, era infarcita d’ipocrisia: una “tregua umanitaria” che mettesse fine “ai lanci di razzi di Hamas” e alla “sproporzionata reazione dell’esercito israeliano”. Intendiamoci: sul piano diplomatico era una posizione ineccepibile. Ed era analoga alla formula usata per fare cessare la guerra tra Georgiani e Russi. E, cionondimeno, presentava delle notevoli differenze. Ve ne accenno le principali:

  1. I Russi hanno combattuto e vinto la Seconda Guerra Mondiale. E, nella storia russa, ci stanno le “guerre vittoriose” contro Napoleone e contro Hitler. Pertanto, ai Russi che stavano vincendo una guerricciola, si poteva dire “fermatevi”. Ma è impossibile dire “fermatevi” agli Israeliani. Israele ha come mito fondante la “Shoah”. Non importa, in questa sede, stabilire quanta “verità” e quanta “impostura” contiene la “Shoah”. Basti solo dire che gli Israeliani ci credono o, quantomeno, fingono di crederci. E’, dunque, impossibile dire a dei “conigli armatissimi”: “fermatevi davanti ad un popolo disarmato”. Anche loro erano disarmati davanti ai Tedeschi. E non si sono ribellati. Se qualcuno si ribella alle loro armate, non può che essere un “terrorista”. E un “antisemita”.
  2. L’Europa, invitando i Russi a fermarsi in Georgia, lasciava intravedere un congelamento dei rapporti tra l’UE e la Russia. Nei confronti d’Israele, invece, la “pallida Europa” non minacciava un congelamento dei rapporti. E, giustamente, la richiesta è andata incontro agli sberleffi degli Israeliani. E non venitemi a dire che io esagero. Gli Israeliano hanno risposto subito: “Niente tregua”. Sapete spiegarmi la logica del viaggio di Tzipi Livni in Francia? E’ andata a far vedere a Sarkozy il “braccino armato”? E’ andata a far vedere “cosa cela sotto le mutande”? Io non so, ma vi do per certo che il “povero Nicolas” non ha neppure provato a violentarla.
  3. L’Europa è una mera “espressione geografica”: alcuni popoli che “donano” ed altri popoli che “incassano”. Basti dire che, dopo di avere enunciato a Parigi una “linea comune”, la Presidenza ceca se ne dissocia vistosamente. Cosa che meraviglia perfino il “Corriere” (1). Tenetevi avvisati: la Presidenza ceca farà di tutto per complicare i rapporti tra l’UE e la Russia. Al servizio di USA/Israel.

***

Veniamo alla “colonia Italia”. Manco a dirlo: i nostri politici, i nostri giornalisti e i nostri commentatori sono tutti “allineati e coperti” agli ordini di USA/Israel.

I Palestinesi e molti Arabi sfilano in alcune città italiane per “condannare Israele, stato assassino e genocida”. Alcuni bruciano delle bandiere israeliane. E qui nascono le reazioni. Il primo ad affacciare la testa fuori dal truogolo è Sua Altezza Reale, Riccardo Pacifici I°, Re d’Italya, che rammenta che “bruciare bandiere è reato”. Ma subito ritira la testa e scompare perché pare che, nelle osterie romane, in tanti si siano detti: “A noi la carne de porco ce piace assaje”.

Resiste, invece, Emanuele Fiano, giudeo e deputato del PD che dichiara che bruciare le bandiere è “un atto di odio estremo di chi non vuole la pace” (2). Il giudeo Fiano non lo dice, ma è implicito che gli Israeliani, massacrando i Palestinesi, vogliono la pace. Dei cimiteri. A lui si affianca Souad Shai, marocchina deputata del PdL che dichiara: “questa gente non si batte per i diritti negati nei paesi arabi” (2). Convengo: protestano contro il genocidio dei Palestinesi. Che sono tutti “uomini”, soprattutto le “donne”. Niente suffragette in Palestina: non hanno né tempo né voglia. Fa loro eco Furio Colombo, giudeo deputato del PD, che dichiara: “Dare alle fiamme un simbolo è solo un atto da delinquenti” (3). Bisogna capirlo: con tanti uomini mobilitati per la guerra, il nostro soffre di astinenza sessuale.

Insomma: un dibattito su alcune “bandiere bruciate”, non su un milione e mezzo di Palestinesi sotto le bombe e le cannonate. Nessuna meraviglia: questi giudei sono giusti e pii. Lasciamoli alle loro “perfide imposture”.

***

Scrivevo, stranito, di 2 (due) “delegazioni europee” partite per la Palestina per “parlare della pace”. E questo dopo che gli Israeliani, con parole e con gestacci, hanno rifiutato la tregua proposta dagli Europei. La cosa, in effetti, appare strana. Ma strana solo alle persone comuni. Perché è, in queste circostanze, che i “becchini” fanno affari lucrosi. E, grazie agli Israeliani, taluni “Europei bastardi” sperano ancora in un ricco business. Con tanti Palestinesi (uomini e donne, vecchi e bambini) da seppellire.

Ripeto: non è colpa loro. E’ colpa nostra che ci facciamo rappresentare da questa gentucola.

****************

(1) “E ora Praga spacca la UE” in “Corriere della Sera” del 4 gennaio 2009;

(2) “la Repubblica” del 4 gennaio 2008, pagina 7;

(3) “Corriere della Sera” del 4 gennaio 2008, pagina 5

 
 

Scrivono per Voi






Aiutaci
Grazie !