Onore
ai Palestinesi che combattono
e muoiono a Gaza.
Disonore
per Israele che affama ed
uccide i Palestinesi.
Vergogna
per gli USA e lUE, complici
di una politica genocida.
Boicottate
Israele, boicottate gli USA.
Ciaoeuropa
COMBATTIMENTI
FEROCI A GAZA CITY, ISRAELE
AVANZA
BATTAGLIA NELLE STRADE,
DIPLOMAZIA UE SUL CAMPO 100
MILIZIANI UCCISI, MISSIONI
TROIKA E SARKOZY, CRISI UMANITARIA
05.01.09 - ROMA - Al terzo
giorno di offensiva terrestre
nella Striscia di Gaza, l'esercito
israeliano prosegue la sua
avanzata, mentre non si fermano
i lanci di razzi di Hamas
verso Israele. La diplomazia
europea si muove su diversi
binari: da una parte la troika
Ue, dall'altra la missione
in prima persona del presidente
francese Nicolas Sarkozy.
Il presidente americano George
W. Bush, preoccupato per la
crisi umanitaria, interviene
per chiedere un cessate il
fuoco condizionato alla fine
del lancio di razzi, mentre
dall'Italia il capo dello
Stato Giorgio Napolitano auspica
una tregua.
OPERAZIONI
SUL TERRENO - Le forze armate
israeliane hanno continuato
oggi a martellare dal cielo,
dal mare e da terra le posizioni
di Hamas nella Striscia, mentre
testimoni parlano per la prima
volta di violenti combattimenti
dentro Gaza City. Il capitano
Doron Spielman, dell'ufficio
del portavoce militare israeliano,
ha detto all'ANSA che sono
stati colpiti circa 40 obiettivi
e distrutte dozzine di tunnel
usati per contrabbandare armi
dall'Egitto. Hamas dal canto
suo ha promesso che la lotta
continuera' ad oltranza ''fino
alla liberazione di tutta
la Palestina'' comprendendo
anche il territorio israeliano.
Fonti israeliane parlano di
100 morti tra i miliziani
Hamas e di altrettanti combattenti
catturati. In precedenza fonti
sanitarie palestinesi avevano
detto che almeno 50 persone,
tra cui 12 bambini, sono stati
uccisi oggi, portando a 562
il numero delle vittime palestinesi
in dieci giorni di offensiva
israeliana e a oltre 2.500
quello dei feriti. Da parte
dell'esercito di Israele,
si contano finora un soldato
ucciso e circa sessanta militari
feriti. Razzi lanciati da
Gaza hanno raggiunto anche
oggi le localita' israeliane
di Ashdod, Beersheva e Sderot
dove si registrano feriti
lievi.
MISSIONI
DI TROIKA UE E SARKOZY - Il
ministro degli Esteri israeliano,
Tzipi Livni, ha ribadito che
non ci sara' alcuna trattativa
coi terroristi, ovvero con
Hamas, e ha respinto la proposta
europea per lo stazionamento
di osservatori internazionali
nella Striscia subito dopo
la conclusione di un cessate
il fuoco. Intanto la diplomazia
Ue si muove in ordine sparso
per arrivare a una tregua.
Alla missione della troika
Ue - formata dall'Alto rappresentante
per la politica estera, Javier
Solana, e dai ministri degli
Esteri di Repubblica ceca
(neo-presidente di turno),
Francia e Svezia - ha fatto
seguito a stretto giro quella
del capo dell'Eliseo in prima
persona. Questi ha avuto colloqui
con il presidente egiziano
Hosni Mubarak a Sharm el Sheick
e con il leader palestinese
Abu Mazen (Mahmud Abbas) a
Ramallah, prima della tappa
a Gerusalemme. Nicolas Sarkozy
ha accusato Hamas di azioni
''imperdonabili e irresponsabili''
e chiesto al Consiglio di
sicurezza dell'Onu di prendersi
le proprie responsabilita'
per un immediato cessate il
fuoco. Nelle stesse ore da
Praga il premier ceco, Mirek
Topolanek, ha annunciato a
sorpresa di avere un piano
che permettera' di raggiungere
la tregua senza pero' fornire
ulteriori dettagli.
BUSH
PER TREGUA CONDIZIONATA -
Per la prima volta dall'inizio
dell'offensiva di terra e'
intervenuto il presidente
americano George W. Bush,
che ha chiesto un cessate
il fuoco tra Israele e Hamas
che comporti la fine del lancio
di razzi da Gaza contro lo
Stato ebraico. Bush si e'
detto inoltre molto preoccupato
dalla situazione umanitaria
nella Striscia. Per un cessate
il fuoco immediato si sono
espressi in un colloquio telefonico
il presidente russo Dmitri
Medvedev e Abu Mazen.
LA
POSIZIONE DELL'ITALIA - Dall'Italia
e' il presidente Giorgio Napolitano
ad invocare una tregua immediata,
augurandosi che le missioni
di Solana e Sarkozy abbiano
successo. Il capo dello Stato
ha puntato il dito contro
Hamas (per aver ''spaccato''
il mondo palestinese) e ribadito
la posizione italiana: ''Il
diritto di Israele alla sicurezza
e quello dei palestinesi a
un loro Stato indipendente
mi pare un punto sul quale
concordano tutte le forze
politiche''. La diplomazia
italiana e' inoltre in campo
con l'ambasciatore Cesare
Ragaglini, inviato della Farnesina
in Israele e a Ramallah, e
con le conversazioni telefoniche
del ministro degli Esteri,
Franco Frattini, con i colleghi
spagnolo e greco.
LE
REAZIONI DAL MONDO - La Mauritania,
uno dei tre Paesi della Lega
araba ad avere relazioni diplomatiche
con Israele, ha richiamato
il proprio ambasciatore. Il
presidente della Siria Bashar
al Assad ha esortato oggi
alla mobilitazione araba e
islamica per fornire ''ogni
possibile aiuto al resistente
popolo palestinese''.
SITUAZIONE
UMANITARIA - Cresce la preoccupazione
in tutto il mondo per la situazione
umanitaria. Amnesty International
afferma che ''le vittime civili
e la distruzione a Gaza toccano
un livello senza precedenti''
e chiede l'intervento del
Consiglio di sicurezza dell'Onu.
Medici senza Frontiere spiega
che gli ospedali sono al collasso
e lancia un appello urgente
per medici specializzati in
chirurgia vascolare. L'Alto
Commissario delle Nazioni
Unite per i Rifugiati Antonio
Guterres ha infine ricordato
il diritto universale di chi
fugge dalla guerra a cercare
rifugio in altri Stati lanciando
un appello ad accoglierli
ai Paesi vicini.
GAZA - La citta' di Gaza e'
stata parzialmente isolata
mentre in tutta la Striscia
continua l'avanzata delle
truppe israeliane e proseguono
anche i bombardamenti dal
cielo e dal mare contro obiettivi
del movimento integralista
palestinese Hamas. Combattimenti
violenti sono in corso anche
all'interno di Gaza City fra
Hamas e i militari israeliani,
secondo testimoni e fonti
militari dello stato ebraico.
Resta
spavaldo l'atteggiamento di
Hamas, un cui alto dirigente,
Mahmoud al-Zahar, nel suo
primo intervento televisivo
dall'inizio dell'offensiva
israeliana, ha promesso oggi
la ''vittoria'' del suo movimento
nei confronti di Israele.
In nottata, intanto, i caccia
con la stella di David avevano
colpito una trentina di obiettivi,
tra cui una moschea di Jabaliya
adibita a deposito d'armi,
case in cui erano stipate
munizioni e veicoli con a
bordo lanciarazzi e uomini
armati. Oltre una dozzina
di razzi sono intanto caduti
in mattinata in diverse localita'
nel sud di Israele, tra cui
Gadera e Kiriat Malachi che
distano da Gaza decine di
chilometri, senza causare
vittime. Almeno cinque razzi
sono caduti su Beersheva e
Ashqelon. In quest'ultima
località nove persone
sono state ricoverate nel
locale ospedale per ferite
apparentemente non gravi.
Secondo
fonti militari negli scontri
in corso a Gaza oltre a un
soldato ucciso ieri sono finora
stati feriti altri 53 suoi
commilitoni, quattro dei quali
in gravi condizioni. Fonti
palestinesi, da parte loro,
hanno stimato il numero dei
palestinesi uccisi a Gaza
in almeno 524, in parte civili.
Negli scontri della scorsa
notte e stamane, secondo le
stesse fonti, una dozzina
di civili sono stati uccisi
e tra questi almeno tre bambini.
Le autorita' israeliane hanno
intanto autorizzato l'ingresso
a Gaza di un convoglio di
decine di autocarri con aiuti
umanitari.
Sul
piano diplomatico, oggi e'
atteso in Israele la troika
europea, reduce dall'Egitto,
e il presidente francese Nicolas
Sarkozy, fattosi promotore
dell'iniziativa europea tesa
a ottenere un cessate il fuoco,
mentre ad Ankara si rechera'
il ministro degli esteri siriano
Walid Mualem per colloqui
con il suo collega turco Ali
Babacan, con il presidente
della Repubblica Abdullah
Gul e con il premier Tayyip
Erdogan.
Quest'ultimo
stamani e' tornato ad attaccare
con durezza l'operazione militare
israeliana nella Striscia
di Gaza affermando fra l'altro
che ''questa tragedia dell'umanita'
procurera' molti problemi
anche allo stesso Israele.
Israele sara' maledetto per
i bambini e le donne innocenti
morti sotto le bombe. Israele
sara' maledetto per le lacrime
versate dalle madri palestinesi''.
Da parte sua anche Hamas inviera'
oggi una sua delegazione in
Egitto in risposta all'invito
del governo del Cairo ad avere
colloqui.
BUSH,
TREGUA SIA CONDIZIONATA A
STOP RAZZI
Un cessate il fuoco tra Israele
e Hamas deve comportare la
fine del lancio di razzi da
Gaza contro lo Stato ebraico.
Lo ha indicato il presidente
degli Stati Uniti, George
W. Bush, secondo cui è
legittimo il desiderio israeliano
di difendersi, visto che la
colpa delle violenze è
inizialmente di Hamas.
SARKOZY:
AZIONI DI HAMAS IRRESPONSABILI
Il presidente francese, Nicolas
Sarkozy, in missione in Medio
Oriente, a Ramallah ha definito
"irresponsabili"
e "imperdonabili"
le azioni di Hamas.
ISRAELE
A UE, NO A OSSERVATORI INTERNAZIONALI
- Il ministro degli esteri
israeliano, Tzpi Livni, ha
respinto oggi a Gerusalemme,
affermando "di non vederne
l'utilità", una
proposta europea per lo stazionamento
di osservatori internazionali
nella striscia di Gaza subito
dopo la conclusione di un
cessate il fuoco. Israele,
ha detto, ritiene invece più
utile la costituzione di una
missione internazionale col
compito di impedire il riarmo
di Hamas tramite una rete
di tunnel sotterranei lungo
il confine tra Gaza e l' Egitto.
La Livni ha accusato l' Iran
di armare Hamas. La Livni
ha detto che Israele intende
ora "cambiare l' equazione"
per la quale Hamas può
sparare su Israele ma quest'ultimo
deve restare pressoché
passivo. A suo dire le operazioni
militari in corso a Gaza sono
una forma di "legittima
autodifesa". Il capo
della diplomazia israeliana
si è così espresso
in una conferenza stampa a
conclusione di un colloquio
con la troika europea, guidata
dal ministro degli esteri
ceco Karel Schwarzenberg,
che è affiancato dai
colleghi francese e svedese.
Schwarzenberg ha invece affermato
la posizione dell' Ue che
vuole un immediato cessate
il fuoco a Gaza e ha respinto
quella di Israele per il quale
una tregua sarà possibile
solo dopo che l' esercito
avrà realizzato tutti
i suoi obiettivi a Gaza.
MADRE
PALESTINESE UCCISA CON I 4
FIGLI, FONTI MEDICHE
GAZA - Una madre palestinese
e' rimasta uccisa insieme
ai suoi quattro figli oggi
in un bombardamento su Gaza
City, secondo quanto indicano
fonti mediche palestinesi.
L'abitazione colpita della
madre e dei suoi quattro figli
si trovava nel quartiere di
Shujaiya, nella parte orientale
di Gaza City. Secondo fonti
mediche palestinesi, sale
così a nove il numero
di bambini uccisi nella Striscia
di Gaza nella sola giornata
di oggi.
50
I PALESTINESI UCCISI OGGI,
HAMAS
GAZA - Cinquanta Palestinesi
sono morti solo oggi nella
Striscia di Gaza per i tiri
dei militari israeliani, nel
secondo giorno dell'offensiva
terrestre. Lo dice il capo
del servizio per le emergenze
di Gaza, Muawiya Hassanein.
L'esponente del governo di
Hamas ha detto che i morti
palestinesi totali dall'inizio,
dieci giorni fa, dell'operazione
'Piombo Fuso', e' ora di 555.
I feriti, ha aggiunto Hassanein,
sono 2.700. Fonti mediche
palestinesi hanno detto che
fra le vittime palestinesi
di oggi figurano anche 12
bambini, morti fra Gaza City
e Jabaliya.
RIVISTA
JANE'S, ISRAELE NON PUO' VINCERE
CONTRO HAMAS
LONDRA - Una vittoria militare
di Israele contro Hamas nella
striscia di Gaza ''non e'
possibile'': lo afferma la
rivista specializzata in questioni
militari e di difesa 'Jane's'.
''Una vittoria militare di
Israele su Hamas non e' possibile.
La situazione della sicurezza
nel sud di Israele dunque
non migliorera', neanche a
lungo termine'', afferma David
Hartwell, specialista di Medio
Oriente per la rivista. ''Probabilmente
Israele ritiene di avere una
settimana-dieci giorni per
completare le sue operazioni
a Gaza, fino a quando le pressioni
internazionali arriveranno
a un punto nel quale un impegno
diplomatico verra' giudicato
necessario'', afferma l' articolo,
citato da un comunicato di
'Jane's'. ''Cio' nondimeno,
Israele dovra' mostrare risultati
tangibili per giustificare
davanti al popolo israeliano
il costo in vite e soldi.
Percio', mentre gli appelli
per un cessate il fuoco cresceranno,
i combattimenti proseguiranno
a Gaza, fino a quando Israele
non riterra' di aver raggiunto
i propri obiettivi, o fino
a quando gli Usa renderanno
pubblica la propria inquietudine
sui costi diplomatici dell'operazione.
Un' eventualita', questa,
poco probabile a breve termine,
con il governo del presidente
George W. Bush'', spiega Hartwell,
per il quale Hamas puo' anche
accettare la tregua, ma Israele
non si fermera' finche' non
riterra' di aver compiuto
la sua missione.
TROIKA
UE A MUBARAK: URGENTE IL CESSATE
FUOCO - L'Unione Europea opera
per un "cessate il fuoco
rapido a Gaza, e più
presto arriverà, meglio
sarà". Lo ha affermato
l'Alto Rappresentante Ue,
Javier Solana, in una dichiarazione
dopo il colloquio avuto a
Sharm el Sheikh stamane dalla
'troika' (Repubblica Ceca,
Francia, Svezia) con il presidente
egiziano, Hosni Mubarak. Nel
primo pomeriggio è
previsto l'arrivo a Sharm
del presidente francese, Nicolas
Sarkozy. Solana ha anche ripetuto
che l'Unione Europea è
pronta a nominare i nuovi
osservatori da inviare al
passaggio di Rafah, tra la
Striscia di Gaza e l'Egitto,
ritirati nel luglio 2007 dopo
che il movimento integralista
di Hamas prese il potere con
la forza nel territorio palestinese.
Al colloquio, durato oltre
un'ora hanno partecipato anche
il ministro degli esteri della
repubblica ceca, Karel Schwarzenerg,
quello svedese, Carl Bildt
e quello francese, Bernard
Kouchner, oltre alla commissaria
europea per le relazioni esterne,
Benita Ferrero Waldner.
FRATTINI:
NON SI TRATTA CON I TERRORISTI
DI HAMAS - "Noi non possiamo
trattare con Hamas che è
un'organizzazione terroristica".
E' categorico il ministro
degli Esteri Franco Frattini
che - in un'intervista sulla
situazione a Gaza rilasciata
a Sky Tg24 - ribadisce che
i soli con cui si deve trattare
sono il presidente palestinese
Abu Mazen ed il governo israeliano.
"Completamente diverso",
per Frattini, è il
tentativo di avviare un contatto
con Hamas che in queste ore
sta tentando l'Egitto. L'iniziativa,
ha spiegato il titolare della
Farnesina, "avviene nell'ambito
della Lega Araba, dove l'Egitto
ha un ruolo chiave. Viene
fatto - ha aggiunto - a livelli
di organismi di sicurezza
per garantire una tregua sul
territorio e non per dare
ad Hamas la dignità
di Stato o di un interlocutore".
"Appena
le condizioni saranno mature"
il ministro degli Esteri Franco
Frattini. "I viaggi si
fanno quando c'é qualche
utilità concreta",
ha aggiunto Frattini. Quindi,
citando la missione mediorientale
di due giorni del presidente
francese, Frattini ha osservato
che Nicolas Sarkozy "ha
appena lasciato la presidenza
(di turno dell'Ue), dunque
- ha detto - può avere
un motivo evidente, perché
fino al 31 dicembre la presidenza
francese ha lavorato"
a questo dossier.
Alle
critiche rivolte dall'ex titolare
della Difesa Antonio Martino
alla Farnesina, accusata di
"non avere coraggio"
nella crisi di Gaza, Frattini
ha risposto: "Devo dire,
per onor del vero, di aver
ricevuto una telefonata di
Martino dispiaciuto ed indignato
per come le sue parole sono
state interpretate".
NAPOLITANO:
AUSPICO TREGUA
Il
presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano ha espresso
l'auspicio di una tregua immediata
a Gaza ed augurato il successo
alle missioni di Javier Solana
e Nicolas Sarkozy.
''La
situazione mi pare molto dura
- ha aggiunto il Capo dello
Stato - gli appelli vengono
da molte parti ma mi pare
che la difficolta' sia nel
concentrare un'azione efficace
sul piano politico e diplomatico.
Ci sta provando l'Europa con
qualche difficolta'. Mi auguro
che anche con la visita della
missione europea coordinata
da Solana, e con la missione
del presidente Sarkozy, si
riesca a trovare un filo per
realizzare una tregua, ed
una sospensione delle ostilita'
e di aprire una prospettiva
di pace''.
''La
situazione di Gaza e' caratterizzata
da una presenza come quella
di Hamas, che ha segnato la
spaccatura del mondo palestinese.
Io l'ho constatato quando
sono andato li' poco piu'
di un mese fa - ha aggiunto
- e' un elemento di complicazione
di una crisi gia' pesante
che si trascina''.
''Non
mi pare che ci siano grandi
divergenze tra i partiti italiani
sulla crisi di Gaza. Ho visto
che c'e' una sollecitazione
perche' il governo faccia
di piu' ma il diritto di Israele
alla sicurezza e quello dei
palestinesi a un loro Stato
indipendente mi pare un punto
sul quale concordano tutte
le forze politiche''.