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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

Il rabbino parla “romanesco” ma argomenta da “giudio”

10.01.09 - Leggo sul “Corriere della Sera” un’intervista del rabbino capo di Roma Di Segni (1). E rimango ammirato. Diavolo di un rabbino, ma come fa, con poche parole, a distillare tanta impostura? Mah! Gesù, che li conosceva, apostrofando i rabbini dei suoi tempi, gridava: “Figli del Diavolo, figli della Menzogna”. Ed espresse, con poche parole, il suo giudizio. Io, invece, di parole ne dovrò usare molte.

Comincio con una premessa. La Chiesa Cattolica è una “cosa complessa”: ci sta un “vertice” e ci sta il “popolo di Dio”. Che il vertice “faccia politica” è fuori discussione, ma di questo il nostro rabbino non si lagna. E gli sta bene quando i prelati di Santa Romana Chiesa ricevono e stringono le mani lorde di sangue di Bush e di Olmert. Ma trova da ridire se, a muoversi, è il “popolo di Dio”. E il “popolo di Dio” si è visto lordare il Natale, ha visto tanti bambini palestinesi uccisi e ne ha concluso che “Gesù si è fatto palestinese”.

Nessuna incoerenza. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale tanti fratacchioni e tante suorine si dettero da fare per salvare dalla deportazione degli “ebrei perseguitati”. E, finita la guerra, si sono adoperati a nascondere dei “nazisti in fuga”. A riprova che “l’amore di Dio” è smisurato e che il “Buon Dio” è “padre misericordioso di tutti”. Sono concetti chiarissimi ad un cristiano, anche se illetterato. Solo che il rabbino Di Segni, malgrado la sua cultura, non riesce a capire. Perché non sa andare oltre Jahvé, dio nazionalista. E non riesce a concepire neppure sul “piano intellettuale” (non dico della “fede”) Gesù e il suo messaggio.

Ed eccolo bacchettare, con la sua profonda dottrina, il Cardinale Tettamanzi che, “provocato” per il fatto che gli Arabi/Mussulmani avevano pregato nella Piazza del Duomo di Milano, preferisce il dialogo. Il rabbino Di Segni avrebbe fatto intervenire l’aviazione israeliana. Il Cardinale Tettamanzi, invece, si riceve le scuse dei rappresentanti dei Mussulmani che chiariscono: “Non era nostra intenzione compiere una provocazione o mancare di rispetto” (2). Al cristiano, Cardinale Tettamanzi, quelle parole sono sufficienti per ribadire la volontà di “dialogo tra le religioni”. Ma, probabilmente, il rabbino Di Segni ci vede un “ammiccamento” tra cristiani e mussulmani in “funzione antiebraica”.

E come squittisce contro il Cardinale Martino! Colpevole di avere dichiarato che “Gaza è un campo di concentramento a cielo aperto”. Ed è una fortuna che non sappia che Mons. William Kenney, vescovo ausiliare di Birmingham, ha dichiarato: “Gaza e Betlemme sono due delle più grandi prigioni a cielo aperto del mondo” (3). Probabilmente si sarebbe risparmiato certe sciocchezze sugli “ammiccamenti”. Un fatto è chiaro a tutti: gli Israeliani stanno cacciando i Palestinesi fuori dalla Palestina. E le parole menzognere usate per coprire il genocidio sono viste come una “perfida impostura”, anche se avallate dal giudeo Paolo Mieli. E che i “vertici” della Chiesa sono costretti a tener conto di quello che va dicendo il “popolo di Dio”. Del resto, in Vaticano sanno che in Palestina i Cristiani vanno verso l’estinzione. E sanno che la fuga dei “Palestinesi cristiani” dalla Palestina non è da addebitare ad Hamas ma ad Israele e alla sua politica discriminatoria. E, se il Vaticano ha taciuto, questo silenzio lo si deve un poco a “prudenza diplomatica” e molto a “vigliaccheria”.

Altro che “ammiccamenti”! E’ il “popolo di Dio” che comincia ad averne pieni i coglioni delle menzogne dei Giudei. Che, in Europa predicano lo “antirazzismo”, ma in Palestina applicano un “razzismo feroce e spietato”.
Che Di Segni, parlando romanesco, crede di coglionare noialtri? Mah!


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(1) “Dalla Chiesa anche reazioni ammiccanti all’Islam” in “Corriere della Sera” del 10 gennaio 2009, pagina 5;

(2) “Le scuse islamiche alla Curia di Milano” in “Corriere della Sera” del 10 gennaio 2009, pagina 5;

(3) “Santa Sede e Israele: le distanze si accorciano” in “LA SICILIA” del 10 gennaio 2008, pagina 44.
 
 

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