Amici
dIsraele, nemici
dItalia
11.01.09 - Ci sono nozioni
che tutti sappiamo. Solo che,
entrando in politica, molti
se ne scordano. E bestemmiare
affermare che molti fanno
una politica politicante?
E bestemmiare affermare
che molti politici sono una casta di privilegiati?
E bestemmiare affermare
che costoro, anche quando
non rubano, amministrano in
modo strano e sospetto? E bestemmiare affermare che
sembrano dei porci attorno al truogolo?
Lincontro degli Amici
dIsraele,
svoltosi ieri 10 gennaio 2009,
ne è il classico esempio.
Concludo che gli Amici
dIsraele sono nemici dItalia.
E ve ne darò una qualche
spiegazione.
I
Romani rinserrati sui 7
Colli, volevano
le terre circostanti; e, per
averle, rapirono e sposarono
le Sabine. Finì che
Romani e Sabini si fusero
e diventarono un popolo unico.
Israele, invece, dal 1948
ai nostri giorni combatte
contro i Palestinesi. Perché Israele vuole la Palestina,
ma non vuole i Palestinesi.
Ancora: i Romani, rinserrati
sui 7 Colli,
usavano il diritto
dei Quiriti. Ma,
quando conquistarono altri
territori ed assoggettarono
altri popoli, volendo dare
giustizia ai popoli sottomessi,
sinventarono il diritto
comune. Dopo secoli
Roma cadde e i popoli rimpiansero
lImpero di Roma. Israele,
invece, si è dato una legislazione razzista che privilegia i giudei,
provenienti dai 5 continenti,
a danno dei Palestinesi (cristiani
e mussulmani) nativi
della Palestina.
Ne viene che, dal 1948 ai
nostri giorni, la Palestina
non ha pace, tra guerre, insurrezioni,
terrorismo e rappresaglie.
A
detta dIsraele (e dei
porci che lo sostengono) i
Palestinesi si dividono in
due categorie: i Palestinesi
buoni di Al Fathah
e i Palestinesi cattivi di Hamas. Sui Palestinesi
cattivi piovono bombe, ma
cosa ha dato Israele ai Palestinesi
buoni? La Cisgiordania (amministrata
da Al Fathah) e la Striscia
di Gaza (amministrata da Hamas)
sono 2 campi di concentramento
a cielo aperto o,
se preferite, 2 prigioni
a cielo aperto.
Ancora: a detta dIsraele
gli Arabi/Mussulmani si dividono
in buoni e cattivi.
Ai cattivi USA/Israel ha dato
linvasione dellAfganistan
e dellIran e le minacce
allIran e alla Siria.
Ma cosa ha dato USA/Israel
ai buoni? La proposta dellArabia
Saudita e della Lega Araba
(tornare alle frontiere
del 1967 in cambio del riconoscimento
di Israele) non
ha avuto risposte concrete.
Ma fatue promesse coniugate
al futuro. Solo che, in attesa
di questo ipotetico futuro, Israele si difende
dai terroristi.
Facendo lo stato
terrorista. In questi
giorni Israele ha lanciato
dei voltanti preavvertendo
di massicce operazioni militari
ed invitando i Palestinesi
a recarsi altrove.
Gli stati colonialisti creavano
dei campi di concentramento per rinserrarvi i civili.
Israele è peggio di
uno stato colonialista. Israele
è uno stato assassino,
genocida e razzista.
***
Sono
cosucce elementari che tutti
gli Italiani sanno. Non è possibile che non lo sappiano
gli Amici dIsraele.
E, allora, concludo che costoro
sono dei porci.
Sono porci e nemici dItalia.
Potrei qui accennarvi che
lItalia ha interesse
ad intrattenere rapporti armoniosi
con tutti i Popoli della Terra.
Soprattutto coi Popoli di
Africa ed Asia nostri dirimpettai.
E, in questo quadro, io trovo
lodevoli le scuse che il premier Berlusconi
ha presentato a Gheddafi,
leader della Libia. Sul piano
storico quelle scuse erano
una forzatura: noi Italiani
avevamo usato la mano
pesante; ma in Libia
avevamo costruito ferrovie,
ospedali e strade. Ed avevamo
reso coltivabile il deserto.
Ma si trattava pur sempre
di impresa coloniale.
E, dunque, anche le scuse
andavano bene per chiudere
una storica querelle. Solo
mi chiedo: Berlusconi chiede
scusa a Gheddafi e sostiene
la politica genocida e terrorista
di Israele? Ma Berlusconi
e i suoi Ministri sono uomini
o caporali? Caporali
di USA/Israel?
Accanto
alle ragioni pratiche le ragioni ideali.
Noi Italiani siamo figli di Roma antica e di Santa Romana
Chiesa: Roma ci
lascia il diritto
comune e limperativo
del parcere subiectis,
lEuropa Cattolica ci
lascia la cavalleria.
Con limperativo di non
arrecare danno ai deboli,
ma di proteggere
le donne, i vecchi e i bambini.
E, dunque, gli Amici
dIsraele,
sostenendo uno stato assassino,
genocida e razzista, non fanno
gli interessi ideali e materiali
dellItalia e degli Italiani.
Sono dei porci e dei traditori.
***
Potreste
obiettarmi: possibile che
quasi tutta la classe dirigente
italiana (politici, intellettuali,
giornalisti) siano porci e traditori?
Rispondo: non scrivo tutti,
scrivo quelli del partito
giudeoamericano che, in questa circostanza,
si danno presenti come Amici
dIsraele.
Lo affermo e lo dimostro.
Nel
1945 USA/Israel vinse la guerra
e cimpose il Trattato
di Pace. No, io non mi lagno
di coloro che, negli anni
1943/45, andarono
in montagna. Né
mi lagno di coloro che firmarono
il Trattato di Pace. Certe
volte le scelte sono quasi
obbligate. Ed io, seduto davanti
ad un computer, non mi sento
di condannare chi si trovò
ad affrontare circostanze
drammatiche. Ma da quegli
anni terribili è passato
tanto tempo, lItalia
è entrata allONU,
ha aderito alla NATO, è stata socio fondatore
degli Organismi Europei, ha
firmato migliaia di Trattati
internazionali. Eppure
..
Eppure
quel Trattato di Pace, dettatoci
e firmato in tempi di resa
senza condizioni,
è rimasto intatto.
Compresa la clausola nella
quale sta scritto lItalia
simpegna a non perseguire
coloro che, nel corso della
guerra, aiutarono gli Alleati
a vincere la guerra (art. 16). Compresa la clausola
nella quale sta scritto lItalia
simpegna a non consentire
la ricostituzione del Partito
Nazionale Fascista, sotto
qualsiasi forma e dizione (art. 17).
Vi chiedo: i porci e i traditori
che amministrano lItalia
ci dicono che noi siamo amici
ed alleati degli USA.
Queste condizioni del Trattato
di Pace, tuttora vigenti e
di cui nessuno ha chiesto
la revisione, ci fanno amici
ed alleati degli USA oppure ci fanno sudditi
coloniali degli USA?
Concludo che, nel 1945, USA/Israel
ha approntato un grande truogolo,
dicendo: tutti
i porci possono venire a banchettare.
Ma facendosi giudeoamericani.
E i porci hanno preso a banchettare.
E banchettano ancora. Nessuna
meraviglia se grufolano: siamo
amici degli USA, siamo amici
dIsraele.
E tempo di prenderne
atto e di affilare i coltelli.
A noi la carne di porco è sempre piaciuta.
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» 2009-01-11 03:01
A Roma per
sostenere Israele e la pace
ROMA - 'Sosteniamo Israele,
sosteniamo la pace', c'é
scritto sul grande schermo
della mega sala che accoglie
in un albergo romano più
di un migliaio di persone
accorse all'appello dell'Unione
delle Comunità Ebraiche
Italiane (Ucei), della Comunità romana (Cer) e di altre organizzazioni
ebraiche sulla guerra in corso
nella striscia di Gaza.
Una
platea che riserva subito
un applauso a Piero Fassino,
tra i primi a intervenire,
quando dice che la responsabilità
"é di Hamas. Ha
violato la tregua". E
subito aggiunge: "Non
c'é alternativa ad
una pace negoziata. Oggi non
bisogna rassegnarsi al conflitto.
Tutti sappiamo che una soluzione
di pace non deriva da una
scelta militare, ma da un
negoziato tra le parti. E
l'obiettivo - ripete - non
può che essere quello
di due popoli, due Stati e
due democrazie". Tornando
a Hamas, Fassino ribadisce
che anche a guerra finita
l'organizzazione resterà
un soggetto sul terreno".
Ma, avverte, che, se Hamas
vuole essere un interlocutore,
"deve riconoscere il
diritto di Israele ad esistere",
come fece già l'Olp
negli anni Ottanta. Infine,
Fassino rivolge un appello
alla comunità internazionale,
e quindi anche all'Italia:
"Non deve appellarsi
alle parti, invocare la pace,
ma deve entrare in campo con
tutte le sue forze possibili,
in modo che il passaggio drammatico
di queste ore sia superato
e sia ripreso il cammino di
pace".
Il
ministro delle Politiche europee,
Andrea Ronchi, in rappresentanza
del Governo, entra subito
in merito: "Sono qui
per testimoniare la solidarietà
mia e del Pdl agli aggrediti
contro gli aggressori",
"contro - spiega - gli
infami degli striscioni e
contro gli sciacalli che hanno
invitato al boicottaggio dei
negozi degli ebrei".
Ronchi, tra gli applausi,
conclude dicendo: "Non
ci può essere pace
finché ci sarà
Hamas, non ci può essere
pace finché ci sarà
chi nega l'esistenza di uno
Stato democratico". Un
ragionamento ripreso anche
da Fernando Adornato,
dell'Udc: "Non sono qui
per generica solidarietà,
sono qui per difendere me
stesso, la democrazia italiana,
la democrazia dell'Occidente".
E prosegue: "Molti governanti
non vogliono capire che Israele
siamo noi. Se cade Israele,
cade l'Occidente". E
poi conclude il suo intervento
con una battuta relativa alle
polemiche di questi giorni
dicendo che "per queste
ragioni, non ha senso la parola
equidistanza".
Da
parte dell'ambasciatore di Israele,
Gideon Meir, più
volte interrotto dagli applausi,
c'é il riconoscimento
all'Italia per aver "dimostrato
ancora una volta il suo sostegno
e la sua profonda e antica amicizia
nei confronti di Israele".
Meir ricorda quindi che su Israele
in questi sei anni sono caduti
oltre 9.200 missili e razzi,
"tutti mirati direttamente
contro la nostra popolazione
civile". "Noi - afferma
- non siamo in guerra contro
il popolo palestinese"
e quindi definisce "non
facile aver dato il via all'operazione
militare a Gaza. Ma era chiaro
- conclude l'ambasciatore -
che non avevamo altra scelta".
Sia Gattegna (Ucei),
sia Pacifici (Cer) rivendicano
il diritto di Israele a difendersi.
Il primo sottolinea che "gli
ebrei italiani sono vicini a
Israele non solo per motivi
affettivi, sentimentali e culturali,
ma anche per un'analisi ragionata,
il più possibile obiettiva
e scevra da preconcetti".
Pacifici definisce la manifestazione
"una grande lezione per
chi in questi giorni nella piazze
ha gridato il nome di Hamas
per la distruzione di Israele".
Poi ringrazia "coloro che
hanno reso possibile il cambiamento
dell'opinione degli italiani" nei confronti di Israele, citando
tra questi Fiamma Nirenstein,
Furio Colombo, tutti
e due presenti in sala insieme
a molti altri, tra cui Gianni
Vernetti, Maurizio Gasparri,
Clemente Mimun, Daniele
Capezzone, Fabrizio Cicchitto,
Olga D'Antona e Gustavo
Selva.
Poco prima il gruppo Martin
Buber-Ebrei per la pace
aveva chiesto "una vera
tregua", preludio a un
accordo di lungo termine per
mettere fine alle azioni terroristiche
contro Israele e per l'interruzione
del blocco economico causa della
situazione d'emergenza umanitaria
a Gaza.