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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

“Amici d’Israele”, nemici d’Italia

11.01.09 - Ci sono “nozioni” che tutti sappiamo. Solo che, entrando in politica, molti se ne scordano. E’ bestemmiare affermare che molti fanno una “politica politicante”? E’ bestemmiare affermare che molti politici sono una “casta di privilegiati”? E’ bestemmiare affermare che costoro, anche quando non rubano, amministrano in modo strano e sospetto? E’ bestemmiare affermare che sembrano dei “porci” attorno al “truogolo”? L’incontro degli “Amici d’Israele”, svoltosi ieri 10 gennaio 2009, ne è il classico esempio. Concludo che gli “Amici d’Israele” sono “nemici d’Italia”.
E ve ne darò una qualche spiegazione.

I Romani rinserrati sui “7 Colli”, volevano le terre circostanti; e, per averle, rapirono e sposarono le Sabine. Finì che Romani e Sabini si fusero e diventarono un popolo unico. Israele, invece, dal 1948 ai nostri giorni combatte contro i Palestinesi. Perché Israele vuole la Palestina, ma non vuole i Palestinesi. Ancora: i Romani, rinserrati sui “7 Colli”, usavano il “diritto dei Quiriti”. Ma, quando conquistarono altri territori ed assoggettarono altri popoli, volendo dare giustizia ai popoli sottomessi, s’inventarono il “diritto comune”. Dopo secoli Roma cadde e i popoli rimpiansero l’Impero di Roma. Israele, invece, si è dato una “legislazione razzista” che privilegia i “giudei”, provenienti dai 5 continenti, a danno dei Palestinesi (cristiani e mussulmani) “nativi della Palestina”. Ne viene che, dal 1948 ai nostri giorni, la Palestina non ha pace, tra guerre, insurrezioni, terrorismo e rappresaglie.

A detta d’Israele (e dei porci che lo sostengono) i Palestinesi si dividono in due categorie: i “Palestinesi buoni” di Al Fathah e i “Palestinesi cattivi” di Hamas. Sui Palestinesi cattivi piovono bombe, ma cosa ha dato Israele ai Palestinesi buoni? La Cisgiordania (amministrata da Al Fathah) e la Striscia di Gaza (amministrata da Hamas) sono 2 “campi di concentramento a cielo aperto” o, se preferite, 2 “prigioni a cielo aperto”. Ancora: a detta d’Israele gli Arabi/Mussulmani si dividono in “buoni” e “cattivi”. Ai cattivi USA/Israel ha dato l’invasione dell’Afganistan e dell’Iran e le minacce all’Iran e alla Siria. Ma cosa ha dato USA/Israel ai buoni? La proposta dell’Arabia Saudita e della Lega Araba (“tornare alle frontiere del 1967 in cambio del riconoscimento di Israele”) non ha avuto risposte concrete. Ma fatue promesse coniugate al futuro. Solo che, in attesa di questo ipotetico futuro, “Israele si difende dai terroristi”. Facendo lo “stato terrorista”. In questi giorni Israele ha lanciato dei voltanti preavvertendo di massicce operazioni militari ed invitando i Palestinesi a “recarsi altrove”. Gli stati colonialisti creavano dei “campi di concentramento” per rinserrarvi i “civili”. Israele è peggio di uno stato colonialista. Israele è uno stato assassino, genocida e razzista.

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Sono cosucce elementari che tutti gli Italiani sanno. Non è possibile che non lo sappiano gli “Amici d’Israele”. E, allora, concludo che costoro sono dei “porci”.

Sono “porci” e “nemici d’Italia”. Potrei qui accennarvi che l’Italia ha interesse ad intrattenere rapporti armoniosi con tutti i Popoli della Terra. Soprattutto coi Popoli di Africa ed Asia nostri dirimpettai. E, in questo quadro, io trovo lodevoli le “scuse” che il premier Berlusconi ha presentato a Gheddafi, leader della Libia. Sul piano storico quelle scuse erano una forzatura: noi Italiani avevamo usato la “mano pesante”; ma in Libia avevamo costruito ferrovie, ospedali e strade. Ed avevamo reso coltivabile il deserto. Ma si trattava pur sempre di “impresa coloniale”. E, dunque, anche le scuse andavano bene per chiudere una storica querelle. Solo mi chiedo: Berlusconi chiede scusa a Gheddafi e sostiene la politica genocida e terrorista di Israele? Ma Berlusconi e i suoi Ministri sono “uomini o caporali”? Caporali di USA/Israel?

Accanto alle “ragioni pratiche” le “ragioni ideali”. Noi Italiani siamo figli di “Roma antica” e di “Santa Romana Chiesa”: Roma ci lascia il “diritto comune” e l’imperativo del “parcere subiectis”, l’Europa Cattolica ci lascia la “cavalleria”. Con l’imperativo di non arrecare danno ai deboli, ma di “proteggere le donne, i vecchi e i bambini”. E, dunque, gli “Amici d’Israele”, sostenendo uno stato assassino, genocida e razzista, non fanno gli interessi ideali e materiali dell’Italia e degli Italiani. Sono dei “porci” e dei “traditori”.

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Potreste obiettarmi: possibile che quasi tutta la classe dirigente italiana (politici, intellettuali, giornalisti) siano “porci” e “traditori”? Rispondo: non scrivo “tutti”, scrivo quelli del “partito giudeoamericano” che, in questa circostanza, si danno presenti come “Amici d’Israele”. Lo affermo e lo dimostro.

Nel 1945 USA/Israel vinse la guerra e c’impose il Trattato di Pace. No, io non mi lagno di coloro che, negli anni 1943/45, “andarono in montagna”. Né mi lagno di coloro che firmarono il Trattato di Pace. Certe volte le scelte sono quasi obbligate. Ed io, seduto davanti ad un computer, non mi sento di condannare chi si trovò ad affrontare circostanze drammatiche. Ma da quegli anni terribili è passato tanto tempo, l’Italia è entrata all’ONU, ha aderito alla NATO, è stata “socio fondatore” degli Organismi Europei, ha firmato migliaia di Trattati internazionali. Eppure…..

Eppure quel Trattato di Pace, dettatoci e firmato in tempi di “resa senza condizioni”, è rimasto intatto. Compresa la clausola nella quale sta scritto “l’Italia s’impegna a non perseguire coloro che, nel corso della guerra, aiutarono gli Alleati a vincere la guerra” (art. 16). Compresa la clausola nella quale sta scritto “l’Italia s’impegna a non consentire la ricostituzione del Partito Nazionale Fascista, sotto qualsiasi forma e dizione” (art. 17).
Vi chiedo: i porci e i traditori che amministrano l’Italia ci dicono che noi siamo “amici ed alleati degli USA”. Queste condizioni del Trattato di Pace, tuttora vigenti e di cui nessuno ha chiesto la revisione, ci fanno “amici ed alleati degli USA” oppure ci fanno “sudditi coloniali degli USA”?
Concludo che, nel 1945, USA/Israel ha approntato un grande truogolo, dicendo: “tutti i porci possono venire a banchettare. Ma facendosi giudeoamericani”. E i porci hanno preso a banchettare. E banchettano ancora. Nessuna meraviglia se grufolano: “siamo amici degli USA, siamo amici d’Israele”.
E’ tempo di prenderne atto e di affilare i coltelli.
A noi la carne di porco è sempre piaciuta.


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» 2009-01-11 03:01

A Roma per sostenere Israele e la pace

ROMA - 'Sosteniamo Israele, sosteniamo la pace', c'é scritto sul grande schermo della mega sala che accoglie in un albergo romano più di un migliaio di persone accorse all'appello dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei), della Comunità romana (Cer) e di altre organizzazioni ebraiche sulla guerra in corso nella striscia di Gaza.

Una platea che riserva subito un applauso a Piero Fassino, tra i primi a intervenire, quando dice che la responsabilità "é di Hamas. Ha violato la tregua". E subito aggiunge: "Non c'é alternativa ad una pace negoziata. Oggi non bisogna rassegnarsi al conflitto. Tutti sappiamo che una soluzione di pace non deriva da una scelta militare, ma da un negoziato tra le parti. E l'obiettivo - ripete - non può che essere quello di due popoli, due Stati e due democrazie". Tornando a Hamas, Fassino ribadisce che anche a guerra finita l'organizzazione resterà un soggetto sul terreno". Ma, avverte, che, se Hamas vuole essere un interlocutore, "deve riconoscere il diritto di Israele ad esistere", come fece già l'Olp negli anni Ottanta. Infine, Fassino rivolge un appello alla comunità internazionale, e quindi anche all'Italia: "Non deve appellarsi alle parti, invocare la pace, ma deve entrare in campo con tutte le sue forze possibili, in modo che il passaggio drammatico di queste ore sia superato e sia ripreso il cammino di pace".

Il ministro delle Politiche europee, Andrea Ronchi, in rappresentanza del Governo, entra subito in merito: "Sono qui per testimoniare la solidarietà mia e del Pdl agli aggrediti contro gli aggressori", "contro - spiega - gli infami degli striscioni e contro gli sciacalli che hanno invitato al boicottaggio dei negozi degli ebrei". Ronchi, tra gli applausi, conclude dicendo: "Non ci può essere pace finché ci sarà Hamas, non ci può essere pace finché ci sarà chi nega l'esistenza di uno Stato democratico". Un ragionamento ripreso anche da Fernando Adornato, dell'Udc: "Non sono qui per generica solidarietà, sono qui per difendere me stesso, la democrazia italiana, la democrazia dell'Occidente". E prosegue: "Molti governanti non vogliono capire che Israele siamo noi. Se cade Israele, cade l'Occidente". E poi conclude il suo intervento con una battuta relativa alle polemiche di questi giorni dicendo che "per queste ragioni, non ha senso la parola equidistanza".

Da parte dell'ambasciatore di Israele, Gideon Meir, più volte interrotto dagli applausi, c'é il riconoscimento all'Italia per aver "dimostrato ancora una volta il suo sostegno e la sua profonda e antica amicizia nei confronti di Israele". Meir ricorda quindi che su Israele in questi sei anni sono caduti oltre 9.200 missili e razzi, "tutti mirati direttamente contro la nostra popolazione civile". "Noi - afferma - non siamo in guerra contro il popolo palestinese" e quindi definisce "non facile aver dato il via all'operazione militare a Gaza. Ma era chiaro - conclude l'ambasciatore - che non avevamo altra scelta".

Sia Gattegna (Ucei), sia Pacifici (Cer) rivendicano il diritto di Israele a difendersi. Il primo sottolinea che "gli ebrei italiani sono vicini a Israele non solo per motivi affettivi, sentimentali e culturali, ma anche per un'analisi ragionata, il più possibile obiettiva e scevra da preconcetti". Pacifici definisce la manifestazione "una grande lezione per chi in questi giorni nella piazze ha gridato il nome di Hamas per la distruzione di Israele". Poi ringrazia "coloro che hanno reso possibile il cambiamento dell'opinione degli italiani" nei confronti di Israele, citando tra questi Fiamma Nirenstein, Furio Colombo, tutti e due presenti in sala insieme a molti altri, tra cui Gianni Vernetti, Maurizio Gasparri, Clemente Mimun, Daniele Capezzone, Fabrizio Cicchitto, Olga D'Antona e Gustavo Selva.
Poco prima il gruppo Martin Buber-Ebrei per la pace aveva chiesto "una vera tregua", preludio a un accordo di lungo termine per mettere fine alle azioni terroristiche contro Israele e per l'interruzione del blocco economico causa della situazione d'emergenza umanitaria a Gaza.
 
 

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