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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Antonino Amato

“Amici d’Israele”, porci d’Italya

15.01.09 - Riporto dal “Corriere”, diretto dal giudeo Paolo Mieli: “Manifestazione di 100 parlamentari del gruppo Amicizia Italia Israele” (1). E mi chiedo: così tanti? Sapevo che in Parlamento sedevano 6 “giudei”, candidati del PdL e dal PD, ma non pensavo che sedessero anche tanti “porci”.

Mi spiego. Ai giudei potrebbe essere applicata l’antica massima “abbia torto o abbia ragione è la mia patria”. Anche se, a questo punto, non capirei perché dovremmo condannare il Fascismo e il Nazismo; ma assolvere il Sionismo. Se si è intelligenti, se si è obiettivi, non si può non condannare chi soffre di “nazionalismo eccessivo”. In ogni caso, passi per i sei giudei, colpevoli di “nazionalismo eccessivo”. Ma, su costoro, converrebbe chiedersi se costoro si ritengono “italiani” oppure “israeliani”. Passi per i 6 giudei (non sono troppi in rappresentanza di 40.000 “italiani di religione giudaica”?), ma come la mettiamo coi 94 italiani di religione cattolica? A costoro la qualifica di “porci” calza a pennello. Rinforza questa mia opinione la notizia che è “intervenuto anche Gianfranco Fini” (1).
E, allora, nessun dubbio: sono dei “porci”.

E non venitemi a dire che ho “la penna pesante”. Mentre scrivo, a Gaza sono morti sotto i bombardamenti 1.033 palestinesi, moltissimi “civili”, un terzo “bambini”. E sia l’ONU che il Vaticano condannano questi misfatti. Strano che questi porci, sempre ossequiosi verso l’ONU e il Vaticano, non ne tengano conto.

E non venitemi a dire “è la guerra”. Perché in guerra si consente alla popolazione civile di fuggire dai luoghi nei quali si combatte. A Gaza l’eroico esercito israeliano (“conigli armatissimi”) avverte la popolazione che bombarderà, ma non indica “luoghi di raccolta” nei quali rifugiarsi per sfuggire ai bombardamenti e ai combattimenti. Pertanto Israele non rispetta le norme elementari della guerra. Perché Israele è assassino, genocida e razzista.

I porci dichiarano: “Le bandiere si sventolano non si bruciano” (1). E, sopra la notiziola, una foto che illustra un tripudio di bandiere israeliane. A riprova che i figuri ivi radunati erano dei “porci”. E, difatti, è più che giusto non “bruciare le bandiere altrui”; ma è anche più che giusto non “sventolare bandiere altrui”. Salvo che costoro, pur sedendo nel parlamento italiano, non vogliano dirci che sono israeliani. E, allora, vadano a grufolare nel parlamento israeliano.

Unico motivo di conforto: a noi la carne di porco piace. E la mangiamo volentieri. E allora…. Viva la resistenza palestinese e boicotta Israele. E non scordatevi, quando voterete, di non votare dei porci né partiti che mettono porci in lista.

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(1) “Maratona oratoria pro Israele” in “Corriere della Sera” del 15 gennaio 2009, pagina 8.

 
 

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