Israele
è Jahvé,
Paolo Mieli ne è il
profeta
18.01.09
- Israele è Jahvé.
E, pertanto suo è il
diritto: il diritto sulla
Palestina e sui Palestinesi,
il diritto ad bellum,
il diritto in bello.
Vero è che lONU
ha assegnato ai Giudei metà
della Palestina e che Israele
si fa forte di questa risoluzione
per sbandierare il suo buon
diritto. Ma è anche
vero che lONU ha emesso
molte risoluzioni che condannano
la politica genocida e razzista
di Israele. Perché
Israele ha diritto di accettare
oppure respingere le risoluzioni
dellONU. A suo insindacabile
giudizio.
Similmente
Israele ha diritto di bombardare
in Iraq e in Siria, giustificandosi
con il sospetto che, in quei
paesi, si stiano costruendo
siti per armi nucleari. Mentre,
di suo, Israele ha 300 bombe
nucleari che usa per terrorizzare
i governanti arabi vicini.
Similmente
Israele può invadere
più volte il Libano.
A suo insindacabile giudizio.
E può ritirarsi a suo
insindacabile giudizio. Chi
può ridire sulla politica
di Israele, se Israele è
Jahvé?
Recentemente ha invaso la
striscia di Gaza e, dopo 22
giorni di bombardamenti, decide
di sospendere le ostilità.
Iniziò le ostilità unilateralmente.
Ed unilateralmente
cessa le ostilità.
Israele
ha il diritto ad
bellum, ma ha anche
il diritto in bello.
Tutti gli stati colonialisti,
quando si sono trovati in
presenza di una guerriglia,
hanno ordinato alla popolazione
civile di riunirsi in campi
di concentramento per sfuggire alla lotta armata.
Israele non fa propria questa politica belluina. Perché Israele è
peggio di uno stato colonialista.
Israele è uno stato
assassino, genocida e razzista.
E
normale che, volendo combattere
gli Hezbollah nel Sud del
Libano, Israele andasse a
bombardare Beirut. E altrettanto normale che, volendo
combatter Hamas, Israele abbia
ucciso 1300 Palestinesi, quasi
tutti civili, un terzo bambini. Perché Israele è
Jahvé,
è il popolo eletto,
sua è la terra con
gli uomini/animali
che labitano. I
morti e le distruzioni di
Beirut? E colpa di Hezbollah.
I morti di Gaza? E colpa
di Hamas. Israele è innocente.
***
Gran
bella cosa la fede
in Dio. Nessuna
recriminazione, dunque, per
il fatto che Paolo
Mieli va in sinagoga.
Unica obiezione: Paolo Mieli
non è un pecoraio che
vive alcuni secoli prima di
Cristo. Paolo Mieli, invece,
vive ai nostri giorni, è
un bravo giornalista, è
una persona acculturata, è un laico.
Solo che
.
Solo che, quando si scrive
dIsraele, Paolo Mieli
sembra un qualsiasi ebreo
che, dopo luscita dEgitto,
invade la Palestina. Uccidendo
uomini, donne, bambini e vecchi.
Non
che li uccida materialmente,
ma li uccide con le sue perfidie e le sue imposture.
Tanto per dire, leggo che ONU: Assemblea
generale, risoluzione di condanna
ad Israele (1).
Sul Corriere
neppure una parola. Tanto
per dire, leggo che la Turchia,
alleata storica dIsraele,
dichiara: Il Regime
Sionista è illegittimo
e va espulso dall'ONU (2). Sul Corriere neppure una riga.
Ci
sono, invece, 5 pagine nelle
quali si sostiene:
1.
Hamas si nasconde
dietro i civili e li usa a
scopi di propaganda.
Vero, ma mi chiedo: cosa ha
fatto Israele per separare
i civili dai guerriglieri?
Mi rispondo: nulla.
Ergo, Israele è uno stato assassino, genocida
e razzista.
2.
Chi critica Israele è antisionista. E,
forse, anche antisemita.
Osservo: in altri contesti
ci si potrebbe chiedere se antisionismo ed antisemitismo
si equivalgono o no. Nel contesto
palestinese, è una
autentica minchiata
che certi impostori (politici,
saggisti e giornalisti) ripetono
come pappagalli ammaestrati.
Perché è certo
che i Palestinesi sono semiti;
gli Israeliani, invece, sono
un miscuglio razziale.
A rigor di logica chi tifa
per la Palestina non è
antisemita, è antisemita
chi tifa per Israele. La verità
è più semplice:
gli Israeliani non fanno un razzismo biologico,
ma fanno un razzismo
religioso. Ma è
una verità troppo dirompente
perché il Corriere la enunci. Dovrebbe concludere
che gli Israeliani nutrono
un fanatismo religioso
più e peggio degli
Arabi/Mussulmani.
Io, in ogni caso, tifo
per la resistenza palestinese
ed invito a boicottare Israele,
stato assassino, genocida
e razzista. E pazienza
se qualche porco giudeoamericano
mi accuserà di essere antisionista o antisemita.
Io sono solo Italiano ed Europeo,
figlio di Roma che imponeva parcere subiectis
e dellEuropa Cattolica
che ci insegnò la cavalleria.
Ha presente Mieli? Proteggere
le donne, i vecchi e i bambini.
Ma probabilmente i giudeoamericani
non sanno (e non vogliono
sapere) della cultura e civiltà europea. Periranno schiacciati
dalle loro perfidie, seppelliti
dalle loro imposture.
*********************
(1)
ONU: Assemblea
generale, risoluzione di condanna
ad Israele
NEW
YORK - Con una maggioranza
schiacciante di voti, l'Assemblea
generale delle Nazioni Unite
ha approvato Venerdì sera una risoluzione di dura
condanna ai danni di Israele.
Secondo la France Presse,
la risoluzione chiede l'arresto
immediato dei bombardamenti
contro la Striscia ed il ritiro
delle forze israeliane dalla
Striscia. La risoluzione
chiede inoltre al Regime Sionista
di permettere l'accesso alla
Striscia degli aiuti umanitari
utili per impedire la morte
della gente per la mancanza
di cibo e medicinali. Le risoluzioni
dell'Assemblea Generale dell'Onu,
hanno unicamente carattere
di parere consultivo ed i
paesi sono liberi di non mettere
in atto tali risoluzioni.
La risoluzione di Venerdi
sera, però, mette in
mostra l'indignazione internazionale
per i crimini commessi da
TelAviv a Gaza.
(IRIB
- Radio Italia), Sabato,
17 Gennaio 2009
http://italian.irib.ir/index.php?option=com_content&task=view&id=5530&ac=0&Itemid=47
(2) Turchia: Erdogan,
il Regime Sionista è
illegittimo e va espulso dall'ONU
ANKARA-
Affondo senza precedenti del
governo turco e del premier
Rajab Teyyp Erdogan che ha
chiesto l'espulsione dalle
Nazioni Unite del Regime Sionista.
Secondo l'agenzia DPA, Venerdi
il premier turco che parlava
ai giornalisti, si è
chiesto perché nonostante
i crimini commessi e l'indifferenza
nei confronti delle risoluzioni
Onu, al Regime Sionista venga
dato il permesso di rimanere
un membro delle Nazioni Unite.
(IRIB
- Radio Italia), Sabato,
17 Gennaio 2009
http://italian.irib.ir/index.php?option=com_content&task=view&id=5528&ac=0&Itemid=47